CONSIGLIO DI STATO/ Tra scaramanzie e speranze ecco come vivono l’attesa i diretti interessati

L’unico a raggiungere la Capitale sarà il candidato alla presidenza della Regione lo scorso anno, Paolo Di Laura Frattura. Tutti gli altri aspettano nelle loro case di Campobasso. Il centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle sperano che si rivoti subito. Stesso discorso anche per Massimo Romano di Costruire Democrazia. Michele Iorio e il suo consigliere Vincenzo Niro sperano invece che il consiglio di Stato ribalti la sentenza del Tar del diciassette maggio. E intanto la vigilia di questa importante udienza per il Molise è stata condita da nuove visite della Guardia di Finanza nella sede della Regione: questa volta a Palazzo Moffa.

di Viviana Pizzi

fffSui gruppi facebook del centrosinistra si posta ormai da giorni. Il countdown oggi finirà. Alle 10.30 di questa mattina al Palazzo Spada di Roma, il Consiglio Di Stato discuterà sui ricorsi del centrodestra molisano che chiede di annullare la decisione del Tar Molise che a sua volta aveva dichiarato nulla la consultazione elettorale di un anno fa.

Come staranno vivendo i politici locali queste ultime ore di attesa? Certamente con il cuore in gola. Ma tutti distanti dalla Capitale. Chi andrà lì sarà di certo il  candidato del centrosinistra alle scorse regionali, Paolo Di Laura Frattura.

Vado a Roma col nastrino arancione  per onorare tutte le scaramanzie. Siamo tranquilli. Partiremo domani mattina presto (oggi ndr). Ci aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso e che si torni presto al voto. Per ora attendiamo che il Consiglio di Stato decida se confermare la sentenza del Tar Molise. Successivamente  vediamo il da farsi per prepararci alle possibili nuove elezioni. Per quanto riguarda lo svolgimento delle primarie siamo sereni” .

Alla vigilia delle elezioni parla invece di competizione giusta il presidente della Regione Michele Iorio, quello eletto con soli 948 voti di scarto sul rivale Paolo Di Laura Frattura.

Ho vinto le elezioni insieme alla mia maggioranza in maniera limpida e trasparente. Quelle elezioni, prima di giungere ad una proclamazione, sono state vagliate, studiate e dissezionate per oltre un mese. Si è poi detto che il risultato era stato “aggiustato” con schede addirittura false, alcune delle quali erano state trovate bruciate sotto i ponti. Si è , quindi, prodotto un ricorso elettorale che mirava ad un riconteggio delle schede che, una volta iniziato, ci ha portato all’aumento della differenza tra me e il mio competitore. Ci si è infine appellati ad elementi formali, nella presentazione delle liste, che sono stati interpretati dal Tar in un certo modo. Ora l’esame di quest’ultimo caso è al vaglio del Consiglio di Stato e fido nella serenità della valutazione dei fatti da parte dei giudici. Ad ogni modo, in tutti questi passaggi mediatici e giudiziari, chi sta pagando, insieme a me e alla mia famiglia, il prezzo più alto, è il Molise che vede mettere in discussione quanto aveva conquistato grazie a nobili padri, tra cui Aldo Moro e vari esponenti politici del dopoguerra. È tempo che tutta la classe politica del Molise, sia di maggioranza che di opposizione, si ricordi della sua responsabilità nei confronti non di Michele Iorio, ma di questa regione, dei suoi cittadini e del mondo economico-sociale che vi vive e lavora. È tempo che questa classe politica ritrovi unità e responsabilità nel difendere chi li ha eletti e protegga il loro diritto a progettarsi autonomamente un domani”.

Parole forti quelle del presidente della Regione che ha sempre creduto nella possibilità che il Consiglio di Stato ribalti la sentenza del Tar Molise.

Chi invece spera che si torni al voto è il leader di Costruire Democrazia Massimo Romano.

Per ora non mi sento di esprimere nessun commento. Spero che la giustizia faccia il suo corso e si vada presto ad elezioni. Resterò in città e attenderò la notizia dagli organi di informazione”.

Resta a Montenero di Bisaccia, ma con la stessa voglia di tornare alle urne, anche il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro.

Non posso che augurarmi che si vada presto a votare. Per il resto seguo la scaramanzia. A maggio ero nella mia masseria di Montenero e lì aspetterò anche la sentenza del Consiglio Di Stato insieme ai miei asinelli nuovi. Allora portò fortuna, speriamo lo faccia anche adesso”.

La posizione del Partito Democratico è invece affidata alla stringata ma efficace dichiarazione del suo segretario Danilo Leva.

Attendo come tutti e sono fiducioso. Oggi sono allo studio per lavorare e domani (il giorno dell’udienza, ndr) sarò a  Campobasso per due importanti impegni del partito. Cosa mi auguro? Che venga confermata la sentenza di primo grado e che si torni immediatamente al voto”.

La stessa battaglia, quella del ritorno alle urne, è sostenuta anche dal Movimento Cinque Stelle di Antonio Federico, rimasto fuori dal Consiglio Regionale per le storture dell’attuale legge elettorale.

Attendo con serenità da Campobasso. La nostra aspettativa è che venga rispettato l’iter amministrativo da seguire per la presentazione delle liste elettorali. Il Tar da questo punto di vista ha emesso giudizi inequivocabili. Noi ci aspettiamo di tornare al voto, forse siamo gli unici che vogliono votare nuovamente. Per colpa di leggi elettorali poco giuste ci troviamo di fronte all’esclusione dal consiglio regionale. Siamo convinti che quelle regole dovranno essere riscritte”.

Chi, come Iorio, invece spera che il Consiglio di Stato ribalti la sentenza del Tar Molise è il consigliere regionale dell’Udeur Vincenzo Niro.

Attendo sereno come sempre. E’ chiaro che ogni ritorno alle urne è un danno economico. Bisogna continuare ma in un modo diverso. Sono stati commessi errori di carattere formale. Se i giudici però dovessero decidere di tornare alle urne non possiamo fare altro che prenderne atto. Attenderò a Campobasso perché mercoledì dovrò andare a Bucarest alla riunione del Ppe. Pazienza se a me toccherà una nuova campagna elettorale e se si bloccheranno tre anni di programmazione”.

L’attesa più forte resta quella tra i cittadini, sia tra gli elettori del centrosinistra che del centrodestra. Le ultime ore di countdown sono state anche condite dalla visita della Guardia di Finanza nella sede di Palazzo Moffa. Le fiamme gialle hanno chiesto di esaminare tutti i documenti dei gruppi nel triennio che va dal 2009 al 2011. Dopo questa notizia c’è chi si associa alle dichiarazioni della giornalista Milena Gabanelli di Report: “Un quarto mandato per Iorio? Per carità di Dio”.

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