IORIO CONDANNATO/ Centrosinistra e popolo della rete in fermento: DIMISSIONI!

di Viviana Pizzi

I dodici consiglieri regionali stanno ufficializzando questa volontà, in una conferenza stampa convocata alle 16. Dimenticano i loro dissapori e chiedono al presidente Iorio l’unico atto responsabile possibile. Anche il popolo della rete è in fermento e il tam tam si fa sempre più rumoroso. Con una sola parola d’ordine: dimissioni.

dimissioniLa condanna a un anno e sei mesi di reclusione al presidente della Regione Molise Michele Iorio non ha lasciato indifferenti i cittadini. Tutti i quotidiani regionali ne parlano e con essi anche le televisioni e i giornali telematici. E in pubblico parlano anche i consiglieri regionali del centrosinistra. Il primo a esporsi, con uno stringato post su Facebook, è stato il segretario regionale del Pd Danilo Leva. “Il presidente della giunta regionale – ha dichiarato Leva – è stato condannato ad un anno e sei mesi di reclusione con l’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio. Credo che faccia bene a rassegnare le dimissioni”.

Della stessa levatura anche le opinioni di tutti i consiglieri regionali del centrosinistra molisano. Partendo da Paolo Di Laura Frattura, passando per Salvatore Ciocca, fino a Michele Petraroia, Cristiano Di Pietro e Filippo Monaco. Tutti compatti nel dire che, dopo una condanna penale, il presidente della Regione Michele Iorio sarebbe quanto meno eticamente obbligato alle dimissioni. Che in paesi come la Germania e la Svezia arrivano per molto meno. La prima condanna penale di Michele Iorio, riportata con ampi reportage anche sulla stampa nazionale, non poteva che sortire questo effetto nelle file del centrosinistra. Che dimentica per un giorno le sue divisioni interne, l’affaire Zuccherificio, e compatto come il giorno delle elezioni regionali del 16/17 ottobre chiede a Iorio di andare a casa per dare al Molise la speranza di rinascita della cosiddetta “questione morale”.

E in rete il fermento è altrettanto palpabile. L’uscita più curiosa, in nottata su Facebook, è di Luigi Di Nucci. “Iorio dimettiti – si legge nel post – fai come il presidente tedesco Christian Wulff , dimettiti. Noi Molisani chiediamo le dimissioni del Vostro Governatore condannato dal Tribunale di Campobasso”.

Ma c’è chi va oltre, come il nostro blogger Luigi Valente. “In realtà – ha sottolineato – esiste la presunzione di innocenza fino al 3° grado di giudizio relativamente alla condanna penale…….ma per un politico dovrebbe valere la condanna morale e civica. Chi rappresenta una collettività e cura ed amministra gli interessi ed i beni dei cittadini non dovrebbe avere nè ombre nè condanne !!!!! Ma questo in un’ altra nazione ovviamente !!! Tuttavia, ciò che è grave è il fatto che noi italiani, ormai, viviamo le indagini, le richieste di rinvio a giudizio, i processi e le condanne penali, come degli sventurati autogol. Stiamo li a fare il tifo per la squadra che ha segnato un punto o per la squadra che ha subito un gol. Siamo consapevoli che tanto tutto può essere ribaltato,magari con un rigore regalato dall’arbitro; nel secondo tempo, nei supplementari, o nella partita di ritorno. I tifosi del politico che ha subito un gol sanno che nulla è perduto e che può sempre vincere il campionato, mentre i tifosi della squadra avversaria si accontentano di ” godere” del momentaneo vantaggio consapevoli che alla fine sarà difficile battere la squadra più forte e vincere il campionato. Scusatemi per la dissacrante metafora, ma ormai, per gli italiani la politica non è nulla di più che una partita di calcio e non si rendono conto che alla fine chi paga il biglietto sono sempre i cittadini !!!!! Ed il biglietto del futuro dei nostri figli è assai più costoso di un abbonamento allo stadio”.

Sono in tanti, quindi, a chiedere al presidente un moto di responsabilità civica. Ma purtroppo c’è anche chi è rassegnato. Chi pensa che tanto in appello ci sarà qualche giudice compiacente che annullerà la condanna e lo restituirà pulito alla cittadinanza. E la rassegnazione è soprattutto degli anziani, quelli coi capelli bianchi che dicono di sapere come vanno le cose. Ma i giovani vogliono crederci. Lanciando un messaggio: “Iorio dimettiti”.

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