COMUNALI ISERNIA 2012/ Ecco l’analisi su partiti e liste civiche: con qualche sopresa

La maggior parte dei partiti, con qualche eccezione, sono stati soppiantati dalle liste civiche e dai nuovi movimenti. Questa è la realtà che viene fuori dai risultati delle elezioni comunali di Isernia. Che restano comunque storia a parte rispetto a quella del resto d’Italia. Ecco un’analisi dettagliata che prende in esame i numeri e li confronta con la tornata precedente, quella in cui il candidato sindaco di centrodestra, Gabriele Melogli, trionfò con percentuali bulgare.

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di Viviana Pizzi

elezioni_comunali_isernia_2012Nella seconda città del Molise il centrodestra è in calo di quindici punti mentre il centrosinistra ne guadagna ben sei. Il Pdl resta il primo partito anche se in forte ribasso rispetto a Forza Italia nel 2007. Buone affermazioni per il movimento Alleanza per il Molise, che fa riferimento all’Assessore alla Sanità Filoteo Di Sandro, secondo classificato in percentuale. Nel centrosinistra il Pd raggiunge la vetta. In crescita anche l’Italia dei Valori. Brutto ko per il partito socialista e per l’Udeur di Mastella. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio i numeri della lunga maratona elettorale divisi per liste.

QUI CENTRODESTRA

Elezioni 2012, il Pdl di Angelino Alfano si attesta sul 16,89%. È il primo partito a Isernia ma rispetto al corrispettivo 2007 perde quasi 15 punti. Infatti alla seconda elezione di Gabriele Melogli Forza Italia aveva raccolto il 33,80% delle preferenze. Certo è che le liste cinque anni fa erano meno frazionate di oggi ma da questi numeri viene fuori, nonostante un risultato di coalizione ottimo per il centrodestra, un Pdl in netto calo. Segno è che la politica berlusconiana ha stancato anche gli isernini che preferiscono votare una lista civica dove almeno il nome di Silvio Berlusconi, che ha provocato lo sfascio economico nazionale e regionale e ora appoggia il governo Monti, non è evidentissimo. Nel 2007 c’era anche Alleanza Nazionale di Filoteo Di Sandro e Raffaele Mauro. Dove sono finite il 10,85% delle preferenze dell’allora partito di Gianfranco Fini?

È presto detto: Filoteo Di Sandro ha creato un suo movimento che si chiama Alleanza per il Molise. Il suo è l’unico centrodestra che aumenta i consensi. La percentuale della nuova lista civica raggiunge l’11,25%. In termini numerici assoluti An nel 2007 prese 1570 voti, ora Alleanza per il Molise ne raggranella 1594.

E Fli? Il partito di Fini pesca i voti da quelle persone scontente della politica del Pdl: raggiungendo il 2,69%. Anche la lista “Per Mauro  sindaco” che raggiunge il 6,94% pesca, con molta probabilità, dagli elettori del partito di Berlusconi del 2007. L’Udc del 2007 arrivava all’11, 10% dei voti: l’unione di centro di oggi raggiunge appena l’8,88%. Il partito centrista è in calo.

Le cause? Sicuramente l’ingresso in campo di Alleanza di Centro che arriva al 6,44%. Oggi è presente il partito di Miccichè in appoggio di Rosa Iorio che raggiunge il 2,64%. Un dato buono se si considera che non ci sono termini di paragone con il 2007. L’Udeur di Clemente Mastella oggi è alleato del centrodestra e arriva al 3,95% dei consensi. Il risultato di cinque anni fa, quando con Alfredo D’Ambrosio i mastelliani correvano da soli, era decisamente migliore, si arrivò infatti al 4,82% dei voti.

Anche Progetto Molise ha perso consensi. Cinque anni fa il movimento di Luca Iorio aveva raggiunto il 9,32%. A causa di alcune scelte sbagliate una fronda di persone è uscita dal partito e ha fatto scendere i consensi al 7,63%. I pensionati guadagnano ma di poco. Dallo 0,26% del 2007 allo 0,96% di oggi. Ma nonostante la coalizione intera di Rosa Iorio abbia raggiunto il 57, 28% perde più di 15 punti rispetto a quella di Melogli che arrivò a percentuali bulgare del 73,34%.

Nemmeno sommando il 9,41% delle liste di Raffaele Mauro si arriverebbe a quel numero storico. Segno che il centrodestra perde consensi nonostante resti ancora in maggioranza a Isernia.

QUI CENTROSINISTRA

Il centrosinistra, pur non raggiungendo una percentuale di consensi altissima che gli permetta di governare con una sua maggioranza anche in caso di vittoria di Ugo De Vivo, risulta una coalizione in crescita rispetto a quella che cinque anni fa sostenne Marcello Veneziale. Allora tutti i partiti raggiunsero un minimo storico del 17,72% . Il dato dei partiti che sostengono Ugo De Vivo arriva al 23, 58%. I numeri parlano chiaro: si tratta di un aumento in percentuale di sei punti.

Anche De Vivo con il suo 30,44% migliora di dodici punti il risultato di Veneziale che raggiunse un 18,36%.

Ma analizziamo le cifre dei partiti. Il Pd di oggi arriva all’8,75%. Una discreta performance se si considera che alle elezioni precedenti non era nemmeno presente col suo simbolo. La sinistra unita arrivò a un 2,18%.

Anche l’Idv di Antonio Di Pietro ha ottenuto un buon risultato. Alle elezioni di oggi ha raggiunto il 6,70% delle preferenze contro il 4,93% di cinque anni fa. Cinque anni fa aveva due consiglieri in assise civica. Oggi, in caso di vittoria di Ugo De Vivo ne aggiunge un terzo, nonostante i tagli ai numeri dei consiglieri.

Netta sconfitta invece per il partito socialista che totalizza un misero 0,31% contro l’1,38% di cinque anni fa ottenuto dallo Sdi che però correva da solo col candidato Luciano D’Agostino. Sel arriva a una percentuale del 3,07%. Il partito di Nichi Vendola è stato superato dalla civica di Ugo De Vivo “Isernia che vorrei” che arriva al 3,64%, ma che perde rispetto alla civica di Veneziale che arrivò al 10,60% .

La sinistra estrema raggiunge l’1,08 % delle preferenze con la Federazione tra Rifondazione e Comunisti Italiani. Cinque anni fa il simbolo non era presente.

QUI LISTE CIVICHE

Le liste civiche di Ennio Mazzocco, col 2,77%, di Giuseppe Laurelli col 2,38%, di D’Uva con il 2,08% e di Muccio con lo 0,66% non hanno ottenuto numeri eclatanti. Ma hanno tolto comunque voti ai partiti tradizionali. Tutte insieme raggiungono un considerevole 7,89% contro il 2,75% delle scorse elezioni, quando con la civica si candidarono Giovanni Massaro, che non andò oltre l’1,72%, e Emilio Izzo che raggiunse l’1,03%.

L’affermazione dei voti fuori dagli schemi prende piede anche a Isernia. Un voto di protesta contro una politica che non accontenta ormai nessuno. Anche se il Movimento cinque stelle, in auge in tutta Italia, qui non è riuscito nemmeno a presentare la lista.

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