CENTRODESTRA MOLISE/ Il fuoco sotto la cenere: “Piana dei Mulini? Andare oltre i personalismi. Anzi no.”

Sapete perché nel centrodestra sembra andare tutto bene, al contrario di quanto accade nel centrosinistra? Perché i primi, furbi (?), se la spassano al mare e affilano le armi per la resa dei conti; mentre i secondi, fessi (?),non hanno niente di meglio da fare che beccarsi l’un l’altro. Ma la calma nel regno di Iorio è solo apparente, come dimostrano le dichiarazioni rilasciateci da importanti esponenti del centrodestra molisano.

di Viviana Pizzi

fuoco-sotto-la-cenereI problemi emersi all’indomani di Piana dei Mulini non sono affatto risolti. Il presidente della Regione Michele Iorio crede nella sua trasformazione, aspirando al ruolo di “Governatore del popolo”, e continuerà su quella strada. Ma Ulisse Di Giacomo, senatore del Pdl e coordinatore regionale del partito (fino a quando?) avverte: “No alle manifestazioni di piazza. Senza un confronto con i partiti rischiamo di fare la fine del centrosinistra”.

Risultato? Se Atene piange Sparta di sicuro non se la ride. E non solo per il clima rovente di questi giorni. Anche se il conflitto non sembra animato come quello tra Paolo Di Laura Frattura e Massimo Romano, all’interno del centrodestra i problemi di inizio luglio (Piana dei Mulini) non sono affatto risolti.

Da una parte le manifestazioni tra la gente (Michele Iorio e i suoi seguaci) e dall’altra il ricorso al partitismo targato Di Giacomo.

A cosa porteranno queste divergenze, qualora si torni al voto dopo la decisione del consiglio di Stato, si vedrà nel prossimo autunno. Fatto sta che le posizioni sembrano essere cristallizzate non soltanto dal pensiero ma anche dal caldo torrido di questi giorni che ha di fatto bloccato i lavori del centrodestra molisano.

Solo su un aspetto concordano: l’inopportunità di un centrosinistra allo sbaraglio, in un momento in cui bisogna dare delle risposte ai cittadini in termini di fattività.

Come ci ha ribadito lo stesso Di Giacomo: “Non ci meravigliamo. È quello che il centrosinistra ha sempre saputo fare: spaccarsi e non risolvere i problemi. Però questa frattura dimostra che in quell’area politica si è sempre ragionato in termini personalistici e non seguendo la logica dei partiti”.

E qui il senatore ha colto la palla al balzo per mettere in guardia i suoi alleati: “Il centrosinistra non è vincente perché antepone la logica del personalismo a quella dei partiti. Sono convinto che qualora lo stesso meccanismo venga utilizzato anche dalla coalizione di centrodestra ci ritroveremo davanti  a uno scenario simile al loro”.

Si torna quindi a parlare della situazione venutasi a creare il quattro luglio scorso a Piana Dei Mulini.

Sono contrario alle manifestazioni di piazza – ha continuato Di Giacomo – la politica va fatta all’interno dei partiti di coalizione che insieme devono stabilire il bene della Regione Molise. Con il presidente della Regione, qualora resti aperto il dialogo tra lui e i partiti, non c’è alcun tipo di problema. Ragionando in tal senso la coalizione resterà unita. Sempre qualora si torni al voto”.

Maledetta Piana dei Mulini, penserà chi ci tiene che il centrodestra continui a governare. Ma gli ioriani come la pensano in tal senso?

Dai soliti beneinformati emerge invece un forte entusiasmo per quel presidente in versione “comunista” che ha deciso di uscire dal palazzo e vestirsi con una polo blu per confrontarsi tra la gente.

E a settembre, una volta che le temperature saranno più miti, l’esperienza verrà ripetuta. Anche se, con un occhio rivolto alla decisione del Consiglio di Stato del 16 ottobre, più di qualcuno spera che le cose restino come sono e che i giudici annullino la sentenza del Tar Molise del 17 maggio.

Certo è che le divisioni all’interno del centrodestra esistono, anche se meno evidenti di quelle dell’opposizione. Nessuno sembra essere davvero sereno. La soluzione intermedia potrebbe essere quella di dialogare prima con i partiti e poi ascoltare le istanze della gente. Ma chi sarà a dover cedere per il bene della coalizione?

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