CAOS NEVE/ Trenitalia illude e poi delude

di FS

È dal 1956 che il Molise non vedeva tanta neve. Qualcuno ricorda anche l’85. Per i più giovani è del tutto impossibile ricordare ma per chi ha qualche anno in più le cose sono più chiare. Ma la cosa che sorpende è un’altra. Si è verificato, nelle stazioni molisane, un caso strano. Poteva essere la rivalsa di Trenitalia ma non è stato così. Tutto lasciava presagire che le tratte Campobasso-Roma, Roma-Napoli, viaggi fino a Cassino o Vairano, fossero garantite. Questo perché fino al capoluogo pentro i vagoni provenienti da Campobasso hanno garantito il servizio. Da Isernia in poi l’incertezza.

TreniNeve_R375TRENITALIA STUPISCE

Campobasso riempita di neve, all’apparenza, non assicurava gli spostamenti sui binari. La prontezza (dovuta anche dall’abitudine, dall’esperienze passate e dai mezzi) degli operai delle stazioni ha liberato i binari dalla neve depositata. Tutto procedeva bene e Trenitalia guadagnava punti. Lo shock arriva inaspettatamente a Venafro. In una situazione dove la neve non è mai stata un problema i macchinari e le attrezzature necessarie per pulire i binari, ovviamente, mancavano.

Ecco allora i primi ritardi e le prime interruzioni. Ghiaccio sullo scambio binari e treni bloccati nelle stazioni di Venafro e Isernia in attesa della pulizia dello snodo. Ironia della sorte liberatone uno con il passaggio del treno veniva a formarsi un nuovo strato di neve sull’incrocio dei binari. Il treno liberato nel paese ai confini con la Campania nella sua ripartenza smuoveva neve che si depositava nuovamente sui binari che ritornavano impraticabili. Dall’altro capo, quello di Isernia, già si esultava per l’annunciata partenza. L’attesa girava intorno ai 40-50 minuti, tempo sopportabile viste le condizioni atmosferiche (arrivata successivamente a due ore, sfociata nell’abbandono e soppressione di gran parte dei treni).

TRENITALIA È SEMPRE TRENITALIA

Trenitalia si salva in calcio d’angolo, ma l’arbitro non concede il corner e Fs si ritrova a fronteggiare un contropiede. Lo scambio nei pressi della stazione isernina al passaggio del treno proveniente da Venafro si intasa e gli operai, sorpresi dall’accaduto, intervengono con pale e fiamme ossidriche a liberare il passaggio.

La colpa potrebbe essere di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), azienda che gestisce la manutenzione dei binari e tanti altri affari. Ma la storia è più complicata.Venafro è inserita nel compartimento che fa capo a Vairano. Isernia a quello di Bari. Per ottimizzare i lavori e velocizzare i tempi la logica sarebbe stata quella di incaricare da Isernia gli operai attrezzati e spedirli a Venafro. Ma a Bari facevano gli gnorri. Quindi sono arrivati da Vairano.

Morale della favola: da Campobasso i treni riuscivano ad arrivare a Isernia, da Isernia non si arrivava a Venafro.

Trenitalia illude e, come sempre delude.

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