CAOS ISERNIA/ Dimissioni suicidio politico? Il centrosinistra ci spera: tra delusione, rabbia e utopia

La delusione per non aver avuto il tempo di mettere in campo la (eventuale) capacità amministrativa. La rabbia per un gesto, quello dei 18 consiglieri di centrodestra, ritenuto vile. L’utopia nel non voler riconoscere la legittimità dell’atto politico messo in campo dagli avversari. Perché, al di là delle balle raccontate, la verità è che esiste un precedente giuridico in materia di dimissioni prima della convalida (di cui parliamo a parte). Possibile che nessuno, tra i tanti avvocati di cui dispone il centrosinistra, ne sappia niente? O, peggio, che si continui a ululare alla luna, in un gioco delle parti che non fa bene a nessuno?

di Viviana Pizzi

suicidio_politicoIl centrosinistra lo aveva annunciato immediatamente dopo le dimissioni dei diciotto consiglieri  comunali. Ugo De Vivo ha infatti chiesto una verifica al prefetto sulla eventualità che l’atto dimissionario dovesse essere fatto dopo la verifica della ineleggibilità da effettuare nella prima seduta del consiglio comunale.

Si sta controllando infatti se per essere dichiarati consiglieri era sufficiente la proclamazione avvenuta il 23 maggio oppure ci volesse la convalida a Palazzo San Francesco. Un atto che chiede  soltanto qualche ora in più alla procedura per avviare il commissariamento della città di Isernia. Il prefetto ha intanto inviato un quesito al Ministero dell’Interno che dovrebbe rispondere in poco tempo.

Soltanto una volta chiarito l’ultimo dubbio si potrà nominare il Commissario prefettizio che dovrebbe gestire le sorti di Isernia almeno fino alle prossime amministrative di primavera.

Intanto i leader di partito stanno già cominciando a progettare il post dimissioni, anche se la speranza resta l’ultima a morire.

“Stiamo già lavorando – ha assicurato il consigliere regionale Paolo Di Laura Frattura – anche se speriamo che l’iter del commissariamento possa essere ancora bloccato. Se sarà altrimenti confermo anche oggi che il sindaco da candidare è Ugo De Vivo. Credo comunque che se si arriverà alle elezioni, sarà di sicuro in primavera”.

Paolo Di Laura Frattura ci è sembrato ottimista in qualsiasi modo finiscano le cose. È convinto in caso di elezioni di riuscire a vincerle perché quello delle dimissioni lo considera un atto vile ma anche un tremendo autogol da parte del centrodestra molisano.

Chi invece non vuole parlare ancora di futuro ma è concentrato sul presente è il segretario regionale del Partito Democratico Danilo Leva. Gli abbiamo chiesto se fosse in accordo con Paolo Di Laura Frattura in merito alla ricandidatura di Ugo De Vivo a sindaco di Isernia.

Certo che sarà De Vivo il nuovo candidato sindaco – ha assicurato Leva – ma parlare di questo mi sembra ancora prematuro. Bisogna ora commentare il grave atto che hanno messo a punto i diciotto consiglieri del centrodestra. Un gesto vile, ignobile e inqualificabile che non serve al bene di Isernia. Diciotto persone non valgono certo più di una popolazione di oltre settemila anime che ha scelto il proprio sindaco. Si sono comportati da marionette”.

Il commento di Danilo Leva non finisce certo qui. Per il futuro ha assicurato una cosa sola: controllare se questi diciotto consiglieri che si sono dimessi lo hanno fatto in piena autonomia o siano stati costretti da un burattinaio convinto della necessità di sciogliere il consiglio comunale di Isernia.

Sulla ricandidatura di Ugo De Vivo ha detto sì anche il segretario regionale dell’Idv Pierpaolo Nagni. Ma ha anche sottolineato un dato che finora non era stato preso in considerazione. La delusione del sindaco disarcionato, che l’ha giurata: “Non mi ricandiderò mai più”.

Nagni pensa che smaltita la delusione si possa comunque lavorare per farlo ragionare e convincerlo a scendere nuovamente in campo. Anche se, come Danilo Leva, anche lui pensa che la prossima candidatura alle elezioni di Isernia sia una cosa ancora prematura di cui discutere perché le elezioni non si dovrebbero svolgere prima della primavera.

Sono deluso per questo atto inqualificabile – ha convenuto Nagni – attendiamo il risultato di quello che ci dirà la Prefettura sulla questione dimissioni. Ma noi siamo convinti che la politica sia una cosa seria che va rispettata. Non hanno dato nemmeno la possibilità ad Ugo De Vivo di dimostrare come avrebbe amministrato. Si sono dimessi prima, non contestando la bontà degli atti amministrativi ma mettendo in campo una politica davvero violenta cercando di dimostrare in questo modo la loro forza politica e il potere che i cittadini gli hanno messo nelle mani”.

A Pierpaolo Nagni abbiamo anche chiesto cosa pensa delle indiscrezioni emerse dagli ambienti del centrodestra molisano in cui si parla di elezioni primarie. La risposta è stata secca ma precisa: “Hanno capito che politicamente hanno fatto una cosa che li porterà alla sconfitta e ora rimettono tutto in gioco. Vedremo in seguito come andranno le cose”.

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