CANILE LAGER/ Chiuso Poggio Sannita, realtà inaccettabile dove vivevano 4 persone, 140 cani ed una pecora.

Giovedì 25 ottobre, Poggio Sannita. Finalmente è stato chiuso il canile lager. All’alba, in seguito ad un blitz dei NAS dei carabinieri, è stato smantellato quello che era considerato ormai da anni un canile lager dove erano rinchiuse decine di piccoli animali d’affezione. Lo spettacolo che si è presentato agli occhi degli inquirenti è stato sconvolgente. Uno stabile di due piani privo di ogni minimo requisito igienico rinchiudeva circa 140 cani che si muovevano tra feci e liquami in condizioni fisiche pessime. Con loro vivevano anche quattro persone e addirittura una pecora.

 

di Giuseppe Napolitano

canile_lager_poggio_sannitaNelle vicinanze del fabbricato sono state rinvenute anche alcune carcasse di esemplari morti, abbandonati con il rischio d’inquinamento di falde acquifere sottostanti e diffusione di malattie pericolose anche per l’uomo. La proprietaria sarà indagata per maltrattamenti e uccisione di animali.

L’annosa vicenda andava avanti dal lontano 1997…” specifica il sindaco del paese Tonino Palomba che varerà l’ipotesi di costituirsi parte civile nel procedimento a carico della proprietaria dello stabile, considerando il forte danno recato all’immagine dei cittadini del paese. Un caso di cui ha parlato anche la stampa nazionale e Striscia la Notizia, presente la mattina della chiusura.

L’operazione è stata possibile grazie all’attività della task force che persegue tra i principali obiettivi la lotta al randagismo in ambito nazionale. Unità guidata da Rosalba Matassa, appartenente al “Dipartimento della sanità pubblica veterinaria” del Ministero della Salute, diretto dal Dott. Romano Marabelli.

Inoltre di estrema importanza anche la delibera regionale del luglio scorso “Piano operativo ed economico per lo svuotamento, la chiusura definitiva e la sistemazione dei cani della struttura abusiva” fortemente voluta dall’assessore regionale alla sanità Filoteo Di Sandro. Un documento che stabiliva, in un unico intervento, di smantellare la struttura e assicurare la cura e la sistemazione dei cani.

L’assessore dichiara che questa “rappresenta una prima azione concreta a favore della lotta al fenomeno del randagismo”. Importante anche la collaborazione della Procura della Repubblica nella figura del Procuratore capo presso il tribunale di Isernia, Paolo Albano che ha dato il via all’operazione del Nucleo Anti Sofisticazione Carabinieri di Agnone.

Adesso gli animali sequestrati, come spiegato in conferenza stampa dal responsabile A.S.Re.M per il fenomeno del randagismo in Molise, il dottor Claudio Di Ludovico, sono stati ricoverati in strutture idonee dove si procederà al loro screening. Il rischio peggiore è che possano aver contratto varie patologie con seri rischi epidemiologici. Le sedi indicate autorizzate sono quelle di Termoli, Roccasicura e Capriati al Volturno. Una volta sottoposti alle dovute cure e riabilitati potranno essere adottati tramite alcune associazioni animaliste presenti sul territorio molisano: l’AIDA&A, onlus che opera su Isernia e non solo; La casa di Snoopy attiva su Termoli, Campomarino e Larino; e l’UGDA, un comitato nazionale che da alcuni mesi ormai s’interessa anche dei diritti animali nella regione.

La speranza comune è che questo sia solo l’inizio di un lungo cammino che porterà ad una convivenza più etica con chi condivide con noi il pianeta. Il grazie e il plauso va a tutti coloro che unendo le loro forze hanno reso possibile tutto ciò.

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