CAMPOBASSO/ Veleno per le strade del centro. Attenti al cane… al vostro !

Ancora un atroce episodio di violenza e ignoranza. E’ proprio in questi giorni che sono stati registrati nuovi casi di avvelenamento.  A Campobasso in piazza Vittorio Emanuele davanti al Municipio e alle spalle dello stesso in villa dei Cannoni, proprio lì dove i nostri piccoli figlioli trascorrono a volte alcuni momenti felici di piazza.

di Giuseppe Napolitano

 

AVVELENAMENTI ! Ssssss… Tutto tace.

bocconi_avvelenatiAltri casi sono stati registrati nel centro storico. 6 ad oggi i cani padronali colpiti in meno di 5 giorni, di cui uno è morto (è impossibile identificare i randagi colpiti). Il primo caso è di domenica 28 novembre, durante una tranquilla passeggia mattutina… il cane si è salvato grazie al tempestivo intervento del proprietario che si è subito recato ad un pronto soccorso veterinario. Non sono nuovi questi episodi nel capoluogo, negli anni sono stati registrati dei veri e propri stermini, che hanno coinvolto cani, gatti, uccelli, ricci e volpi. C’è un mondo silenzioso intorno che vessato scompare nell’indifferenza.

Ma da dove nascono questi episodi?

Sono anni che si cerca di risolvere il problema del randagismo animale nelle città. Nel nord Italia i dati sono rassicuranti sembra essere sotto controllo. Nel centro inizia ad essere affrontato e talvolta risolto. Resta ancora vivo a sud nel cuore delle terre meridionali, dove è completamente incontrollato. Malgrado grandi sforzi del volontariato, non si riescono ancora ad avere risultati apprezzabili. Anche a Campobasso ci sono cani vaganti. Le istituzioni sembra muovano qualche passo ma il problema deve ancora essere risolto.

Fondamentali sono le campagne di sterilizzazione a tappeto che sembra singhiozzino un po’, e a volte si bloccano lasciando dilagare nuovamente le nascite. Cambiare la Legge Regionale n. 7 del 4 marzo 2005 ( modificata in giunta  e pubblicata il 1 aprile 2009) vigente in materia potrebbe essere un buon passo.  La legge non prevede la sterilizzazione con reinserimento immediato sul territorio. Gli animali una volta sottoposti a trattamento devono essere custodi in canili. Strutture ingolfate e incapaci di sopportare lo sforzo, di conseguenza si bloccano le sterilizzazioni. Cambiare le regole ed agire sembra un imperativo. Specie poi se si assiste alle nefandezze di qualche scellerato che pensa forse di poter fare le cose a proprio modo.

Ma come agiscono questi personaggi tristi?

Vengono preparati ad arte dei bocconi mortali di carne di vario tipo. Il ritrovamento dell’anno scorso in accertamento poi all’istituto di zoo profilassi rilevò Phorate. Un potente pesticida appartenente alla categoria degli organofosforati, che se assunto in determinate quantità può diventare letale. E’ facilmente reperibile a differenza di sostanze come la stricnina (comunque rilevata in casi precedenti di stermini).

La morte per avvelenamento è una cosa lunga ad arrivare. Circa dopo un’ora dall’ingestione cominciano doloriSTOP_bocconi_avvelenatiaddominali che diventano sempre più lancinanti. Sopraggiungono vomito e diarrea che non danno tregua al povero malcapitato per ore ed ore. Momenti di pausa si alternano ancora ad incessanti scariche di vomito e diarrea che cominciano a presentare sangue. Questo può durare davvero un’infinità di tempo… Il cane è terrorizzato. Poi la sostanza tossica arriva al sistema nervoso, possono esserci convulsioni e tremori. I dolori ovviamente sono orribili, e perdurano perdurano perdurano. Una volta compromesso il sistema nervoso la morte arriva per arresto cardiaco o polmonare.

L’unica cosa da fare in questi casi è recarsi immediatamente ad un pronto soccorso veterinario. Le terapie talvolta bloccano gli effetti dannosi delle sostanze tossiche, salvando il malcapitato. La tempestività è un fattore fondamentale. Nonostante il cane si salvi può riportare danni al fegato, reni e sistema nervoso.

Le indagini per arrestare i malfattori non hanno mai condotto a nulla e sono anni ormai che a intermittenza si osservano questi episodi.

Le cose che si possono osservare:

– i casi di avvelenamento compaiano in seguito alla comparsa di randagi in zona;

– avvengono in maniera contemporanea in più parti (anche remote) della città;

– il veleno usato è uguale;

– la metodica di preparazione la medesima.

Il comportamento sistematico, le metodiche utilizzate ed il numero impressionante di casi verificati lascia presagire una certa premeditazione in quanto accade.

Di seguito riportiamo alcune testimonianze.

Giulia la ragazza a cui hanno provato ad ammazzare il cane con un boccone avvelenato domenica 28 novembre 2010 Campobasso, Piazza V. Emanuele ore 10.

E’ la seconda volta in cinque anni che il mio cane trova e ingerisce un boccone avvelenato in pieno centro. Era al guinzaglio. Lei a differenza di altri randagi che non hanno un padrone ha avuto la fortuna di essere portata subito dal veterinario che tempestivamente è intervenuto salvandola. Sono stanca di dover vivere con la paura di un altro avvelenamento. Vorrei che i colpevoli pagassero per le proprie barbarie. Sofia è viva.

Salvatore:

Mi hanno ucciso il cane, erano dieci anni che vivevo con lei, era tutto per me. Me l’hanno portata via con una polpetta avvelenata. Era una calda domenica mattina le avevo appena fatto il bagnetto… adesso non c’è più… Zara manchi al cuore di tutto il quartiere.

Rosaria:

… vidi un cane ferito per strada era una randagia a cui davo da mangiare da sempre. La operai e la rimisi in strada, aveva perso una zampa ma era felice di vivere libera, non dava fastidio a nessuno. La trovai morta avvelenata in una cunetta poco distante da dove ci incontravamo per una carezza due croccantini e via… era un esempio di caparbietà e perseveranza mentre camminava per la salita di via Conte Rosso con le sole sue tre zampine. Addio Piumina…

Sono decine e decine gli animali che hanno subito lo stesso destino, la lista di storie sarebbe lunghissima.

Nell’indignazione delle associazioni animaliste e nelle centinaia di persone che restano disgustate da tanta ignoranza e cattiveria resta la speranza che le cose cambino. La civiltà di una società si misura nella maniera in cui tratta gli animali… C’è ancora tanta strada da fare.

Denunciare per parlarne, parlarne per denunciare.

LISTA DEI VELENI.

ORGANOFOSFATI o ESTERI FOSFORICICARBAMATI


Usati in agricoltura e in zootecnia come insetticidi e antiparassitari; presenti anche nei collari antipulci.
Stato fisico: cristalli incolori o tendenti al bianco/giallastro; sono tossici per ingestione, ma possono esserlo anche per contatto attraverso la cute.
Antidoto: ATROPINA SOLFATOI
Sintomi dell’intossicazione: possono comparire dopo 30 minuti o più ore, a seconda della quantità del veleno assunto,  si verificano: lacrimazione, nausea, vomito, coliche addominali, diarrea, broncospasmo, incontinenza urinaria, tremori e, nei casi più gravi, convulsioni, coma e morte per arresto cardiocircolatorio.
Far vomitare il prima possibile l’animale e rivolgersi subito al veterinario.

METALDEIDE

 

E’ il principale componente dei veleni usati in agricoltura e giardinaggio.
Stato fisico: esca di colore azzurro-blu o verde; è tossica per ingestione.
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI
I sintomi si verificano solitamente dopo 1-3 ore dall’ingestione; si verificano: agitazione, stato nervoso, spasmi muscolari, tremori, tachicardia, vomito dal caratteristico odore di formaldeide, diarrea verdastra, ipertermia (42-43 °C), nei casi più gravi conclusioni, coma e morte per insufficienza respiratoria.
Far vomitare l’animale il prima possibile e rivolgersi subito al veterinario per le terapie del caso. 

STRICNINA

 

E’ un pesticida molto usato in passato, tuttora diffuso in alcune regioni d’Italia per la preparazione di esche.
Stato fisico: polvere biancastra di sapore amaro, è tossica per ingestione e viene assorbita molto rapidamente dal tratto gastroenterico.
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI
I sintomi appaiono entro 10-30 minuti dall’ingestione; l’intervallo di tempo tra i sintomi e la morte varia tra 1 minuto e 3 ore, si verificano: irrigidimento dei muscoli del collo e della testa, labbra retratte, contrazioni generalizzate, eccessi convulsivi da ipereccitabilità a qualunque rumore o stimolo tattile e visivo, ipertermia; la morte avviene per arresto respiratorio, la coscienza rimane lucida.
Far vomitare SUBITO l’animale se è stata appena ingoiata l’esca avvelenata; se i sintomi sono già iniziati non ha senso tentare di svuotare lo stomaco; rivolgersi al veterinario per le terapie del caso. 

TALLIO – ARSENICO

 

Trattasi di sostanze velenose presenti nei veleni per topi, scarafaggi, formiche; il loro uso è meno comune rispetto ai veleni già trattati.
NON ESISTONO ANTIDOTI SPECIFICI
I sintomi possono comparire in un arco di tempo compreso tra 30 minuti e diverse ore dall’ingestione del veleno; si verificano: vomito, diarrea anche emorragica, dolore addominale, debolezza muscolare, tremori, insufficienza renale acuta, coma e morte. Far vomitare l’animale appena possibile e rivolgersi al veterinario per le terapie del caso 

   

 Per saperne di più www.bocconiavvelenati.it

 

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