CAMPOBASSO/ Stadio Selva Piana degradato, nel pallone Comune e società di calcio

L’abbiamo documentato con dei video un mese fa ed ora, a pochi ore dall’inizio del campionato, l’amministrazione comunale ha chiuso l’antistadio di Campobasso per ‘mancanza di condizioni di sicurezza e agibilità dell’impianto’. Ma il degrado degli spazi sociali non termina qui: lo stadio Selva Piana non ha tornelli, non è videosorvegliato, manca una sala per il controllo doping ma soprattutto ha un solo ed unico ingresso agibile per disabili. Da anni servirebbe un adeguato lavoro di manutenzione e adeguamento alle norme europee, ma tutto è in dissesto. Nei bagni dello stadio, le tubature divelte e guaste dei lavandini perdono incessantemente acqua potabile: uno spreco assurdo per una città che da sempre ribadisce di non aver soldi.

di Maria Cristina Giovannitti

selvapiana_2Circa un mese fa abbiamo documentato con un video il dissesto nel quale versa l’antistadio di Campobasso, dove si allenavano squadre di professionisti e dilettanti. Sportivi che per utilizzare i servizi dell’antistadio hanno pagato delle quote mensili e che si chiedono dove si alleneranno da qui in avanti.

La struttura oggi presenta diverse lacune sanitarie ed è stata utilizzata con un senso di civiltà pari allo zero. Per anni quella struttura è stata usata a costo nullo da alcune società. Oggi bisogna metterci le mani definitivamente“, dice Salvatore Colagiovanni, consigliere comunale del Pdl.

Quindi le società sportive non pagano? La maggior parte ha pagato le rette degli anni passati, non di certo dell’anno in corso. A Campobasso è una vergogna: usano le strutture da anni senza né rispetto né pagamenti per le ordinarie manutenzioni. Oggi l’antistadio è stato chiuso perché inagibile e non sicuro. Ed in effetti tutta questa sicurezza e qualità del servizio non c’è stata da tempo e forse, e per fortuna, verranno utilizzati i 200mila euro che la Regione Molise ha stanziato – con la delibera n.684 del 23 agosto 2011 per risanare l’inqualificabile situazione dell’antistadio.

Ma l’escalation di degrado, abbandono, menefreghismo e indifferenza non termina con la storia dell’antistadio. Un’altra spina nel fianco è lo Stadio di Campobasso che, poiché mai intitolato dal 1985, per abitudine è annoverato come Nuovo Romagnoli oppure Selva Piana. L’impianto è è comunale ma lo gestisce la società sportiva di cui Ferruccio Capone è presidente. Per cui, come da contratto, la manutenzione ordinaria della struttura dovrebbe essere della squadra calcio. Dovrebbe ma non sempre è così.

Il ‘Concessionario’ deve mantenere gli arredi e le attrezzature in perfetto stato di efficienza e il Comune si riserva la facoltà di controllare le condizioni della struttura, altrimenti si rischia la revoca della gestione. Eppure il gocciolio proveniente dal bagno degli uomini della tribuna d’ingresso, durante una conferenza stampa di fine luglio, è stata la prova inconfutabile di una manutenzione ordinaria che non esiste e che abbiamo verificato: tubature completamente rotte e divelte, con acqua che 24 ore su 24 viene dispersa inutilmente. Uno scempio, specie se si punta al risparmio e soprattutto se il Comune di Campobasso ripete di non aver soldi. Non costerebbe meno far riparare le tubature che disperdere tutta quell’acqua?

Nuovo Campobasso Calcio partecipa al campionato di Lega Pro, seconda divisione nel girone B. Una categoria di tutto rispetto, che meriterebbe, come ogni squadra di calcio, uno stadio ad hoc, non solo per la squadra ma soprattutto per i tifosi, primi consumatori fedeli di abbonamenti e biglietti. La struttura non è adeguata alle norme europee ma soprattutto mancano le regole basilari di una società civile: c’è un unico ingresso per tutto un intero stadio riservato ai portatori di handicap, un solo accesso abilitato ai servizi igienici. Secondo le Norme Coni per l’impiantistica sportiva (approvate il 25 giugno 2008), molte sono le cose che non vanno: prima fra tutti l’abbattimento delle barriere architettoniche per garantire un corretto deflusso dallo stadio in caso di emergenza.

Così, un tifoso disabile che ha acquistato un biglietto di tribuna deve fare lo slalom dalla curva nord, prima di arrivare al suo posto. Lo stesso discorso vale se dalla tribuna dovesse andare in bagno: deve attraversare la tribuna e da lì ritornare in  curva nord, l’unica parte dello stadio dotata di scivoli per disabili.

E ancor più grave è il paradosso per un tifoso della squadra ospite, ai quali è riservata solo una piccola parte della curva sud. Se volesse venire a Campobasso per seguire la sua squadra, arrivato davanti al cancello della curva ospiti come entrerebbe? Neanche lì c’è una piattaforma di accesso o qualsiasi altro modo per permettere al disabile di entrare. Quindi tre sarebbero le possibilità: 1) o viene caricato a spalla; 2) o deve adattarsi ed entrare in curva nord seguendo la partita da solo; 3) o aspetta all’ingresso.

Possibile tutto questo? Certo, a Campobasso sì. L’amministrazione comunale ripete di “non aver soldi”, a quanto pare neanche per mettere una pedana mobile.

Allora andiamo alla ricerca dei soldi e facciamo un salto a ritroso al 13 luglio 2011, ben più di un anno fa. Il sindaco pidiellino Luigi Di Bartolomeo hiese dei finanziamenti alla Regione Molise per le gravi condizioni dello stadio e l’antistadio di Campobasso. C’era bisogno di potenziare la recinzione dell’antistadio, di realizzare delle coperture per la tribuna, di adeguare l’impianto di illuminazione e, soprattutto, risistemare i servizi igienici per gli spettatori. Preso atto della situazione, nella delibera n. 620 del 4 agosto 2011 la Regione stanziava 800 mila euro, mentre il sindaco ne aveva chiesti 120 mila, per ‘lavori urgenti di messa in sicurezza e di adeguamento degli spazi sociali’. Ma poco dopo, il 9 agosto 2011, seguiva la delibera n.623: la Regione indirizzava 800 mila euro solo per lo stadio comunale.

Di certo l’antistadio non può rimanere in quelle condizioni e così il 23 agosto 2011 arrivò la terza delibera, la n.684, con cui la Regione ha concesse un contributo integrativo di 200 mila euro per la realizzazione di lavori per l’antistadio Selva Piana. Tutto positivo, se non fosse che questi soldi, un milione di euro, ci sono ma non possono essere ancora usati. E come mai? “A causa del patto di stabilità“, ripete da ben un anno Di Bartolomeo, il quale, in una conferenza stampa dello scorso luglio, ha promesso al presidente della società sportiva Ferruccio Capone di impegnarsi nel richiedere altri soldi per risolvere il degrado. Altri soldi? Il sindaco ancora non utilizza quelli concessi e già pensa ad altri finanziamenti da richiedere.

Intanto lo stadio del Campobasso non è conforme alle norme europee e tutto ciò non è solo questione di prestigio ma soprattutto di messa in sicurezza. Investire nella manutenzione permetterebbe anche di usare in toto lo stadio, con concerti che risolleverebbero le casse vuote del comune di Campobasso, riqualificando la città.

Infatti, lo stadio Selva Piana, non rispettando le norme europee non è utilizzabile completamente. Sicché è stato necessario ridurre la capienza: da circa 36 mila posti, oggi l’accessibilità è per 3 mila ed è davvero un rebus capire quali sono le zone accessibili e quali quelle chiuse: la tribuna superiore e la curva nord superiore sono le uniche aperte, insieme ad una piccola parte della curva sud destinata ai tifosi ospiti. Tutto il resto è off limits.

Inoltre, secondo la legge antiterrorismo dell’ ottobre 2005, è obbligatorio mettere a norma gli stadi, rendendoli conformi alle norme europee. Dovrebbero esserci i tornelli (postazioni elettroniche per un macro controllo all’ingresso, ndr) con la super visione di stewards che vigilino le entrate e le uscite dallo stadio. Si dovobrebbero avere i biglietti nominali e un sistema di videosorveglianza obbligatoria per monitorare la situazione sugli spalti durante le partite e individuare immediatamente i colpevoli in fragranza di reato. Inoltre sempre secondo il regolamento europeo, lo stadio deve essere dotato di locali anti doping, adibiti solo a questo tipo di controllo. Tutto ciò, ovviamente, a Campobasso non c’è.

Non va meglio al Nuovo Campobasso Calcio. Sul sito ufficiale della squadra, www.nuovocampobasso.it, cliccando sul tasto ENTER non si visualizza nulla. Per cui, chiunque volesse ricevere informazioni attendibili, notizie sui gironi e sugli abbonamenti, non può farlo. Il Campobasso non ha un sito ufficiale adeguato. Chi si occupa della gestione e dell’aggiornamento del sito del Nuovo Campobasso Calcio? Insomma il Campobasso calcio anche in rete è abbandonato a sé.

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