ANTICORRUZIONE/ Il Molise come la Svizzera? La società civile alla prova del 9

È trascorso poco più di una settimana da quando ai nostri microfoni il Professor Vincenzo Musacchio ha dichiarato di voler costituire una Commissione Regionale Anticorruzione. Una settimana in cui ha ricevuto l’appoggio incondizionato di alcuni consiglieri regionali (Romano, Frattura, Di Pietro) ma soprattutto adesioni importanti dalla società civile come l’Associazione Libera di Don Ciotti. Ora la palla passa ai cittadini molisani che si hanno risposto all’adesione virtuale ma ora dovranno farlo realmente mettendoci nome e faccia. Riuscirà il professor Musacchio e il suo “Movimento Popolare per la Legalità”, del quale ci annuncia in anteprima la nascita, a riportare la legalità al centro del dibattito politico culturale molisano? Il Molise diventerà la Svizzera d’Italia?

di Alessandro Corroppoli

anti-corruzioneQuando all’incirca otto giorni orsono l’infiltrato.it lanciava la proposta del professor Vincenzo Musacchio un po’ tutti rimasero increduli e sbigottiti: “una commissione anticorruzione in Molise? Come? No, sono solo belle parole rimarrà tutto un bel sogno e nulla più”. Questo in sintesi il tenore dei commenti arrivatoci ma, sia noi che Musacchio in maniera ostinata abbiamo rilanciato il tutto e i primi risultati stanno arrivando.

La nascita del gruppo “Per la costituzione di una Commissione Regionale Anticorruzione” sul social network Facebook il quale, nel breve giro di qualche giorno ha accolto circa duecento adesioni mentre la mail del professor Musacchio è stata subissata da apprezzamenti ed adesioni provenienti anche dalle Regioni limitrofe. Nell’ordine sono venute in contatto e a dar manforte l’Associazione Libera di don Ciotti, l’Associazione Albero Falcone di Palermo, il Movimento per la Giustizia di Gioia Tauro, ed assensi sono arrivati anche da parte di Sindaci ed amministratori di Comuni e Regioni limitrofi. Chi risulta ancora terribilmente assente sono gli amministratori regionali e comunali molisani.

In tutta questa marea di adesioni colpisce l’enorme partecipazione dei giovani i quali hanno manifestato grande maturità e senso di responsabilità chiedendo che queste idee confluiscano in un Movimento.

“Per questi motivi molto presto, fonderemo un movimento d’opinione sulla scia dei movimenti giovanili quali l’Albero Falcone di Palermo o il Movimento per la Giustizia calabrese. Lo chiameremo, se tutti gli aderenti saranno concordi “Movimento Popolare per la Legalità” ed oltre alla battaglia sulla Commissione Regionale Anticorruzione perseguiremo altri obiettivi condivisi e sentiti in seno al Movimento. Presto illustreremo in dettaglio la nostra missione, gli obiettivi e le linee guida che concorreranno alla formazione del programma di rinnovamento politico e sociale a partire dalla nostra Regione. Penso sia arrivato il momento per la gente comune di partecipare attivamente con le proprie idee ed i propri progetti”.

Le parole di Musacchio non lasciano spazio ad alcun fraintendimento la mission per riportare la legalità la trasparenza e la meritocrazia al centro del dibattito è partita :” Stiamo già predisponendo il nostro statuto ed il nostro programma e valuteremo volta per volta le modalità con cui portare avanti le nostre idee e i nostri propositi – a cui segue l’annuncio ufficialeannuncio in anteprima che cominceremo una raccolta firme per la Commissione Anticorruzione spiegando ai cittadini le modalità con cui istituirla e come renderla operativa. Intraprenderemo sempre di comune accordo con gli iscritti al movimento anche una campagna contro i privilegi della casta a partire dalla abolizione dei vitalizi in Regione”.

Una commissione che nascerebbe con i medesimi meccanismi con cui nascono le commissioni ministeriali ovverosia: nomina del Ministro in questo caso nomina del Presidente della regione.

Nel caso ciò non accadesse, “verrà richiesto il riconoscimento con le procedure previste dalla legge per le associazioni riconosciute ed si opererà in piena autonomia ed indipendenza”. Sarà poi la commissione con il suo presidente nominato che dirà come si dovrà operare e presenterà un progetto di riforma ampio che alla fine prevede un codice anticorruzione che sarà approvato dalla regione. Le forme e i modi sono previsti dalla legge vigente in materia, ad esempio basta consultare le varie commissioni di riforma di elaborazione di nuovi codici.

 

Ma, un altro Movimento? Altri candidati e altra politica politicante?

“Per il nostro movimento il concetto di legalità è fondamentale ed indispensabile e significa poter agire, fare scelte e partecipare alla costruzione della democrazia nel rispetto delle regole della civile convivenza. Il nostro movimento si ispirerà traendone linfa vitale ai primi due articoli della nostra Carta Costituzionale. Il Movimento sarà apolitico ed apartitico. Valorizzeremo il popolo come la base della sovranità. La persona umana sarà fine e non mezzo”.

Quali saranno le priorità del nascente Movimento?

“Avranno la massima attenzione i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità. Al centro della legge vi è l’uomo, considerato prima come singolo poi come partecipante a formazioni sociali, che costituiscono il necessario ambiente di svolgimento della sua personalità. Il Movimento professerà la priorità della persona rispetto allo Stato e la strumentalità dello Stato nello sviluppo della persona. Saremo garanti dei diritti e delle libertà fondamentali costruendo uno stretto legame tra le istituzioni e il cittadino, rendendo possibile lo sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla sua vita sociale”.

Mi scusi, volendo stringere ed essere più pragmatici di cosa si occuperebbe in concreto il Movimento?

“Gli scopi del movimento che rivestiranno un ruolo di primo piano e ne costituiscono una delle ragioni di esistenza saranno: la lotta alla corruzione; la lotta all’evasione fiscale; la lotta ai privilegi della casta; la tutela del diritto alla salute; la tutela dell’ambiente. E mi permetta di aggiungere – prego – io penso che il Molise possa diventare la Svizzera d’Italia ma occorrerà ridisegnare le strategie politiche, economiche e sociali in un’ottica completamente diversa da quella degli ultimi vent’anni”.

 

E allora riuscirà Musacchio con l’aiuto dei cittadini e l’appoggio, finora solo a parole, dei politici regionali a far diventare il Molise la Svizzera d’Italia? Noi vogliamo crederci.

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