AMMINISTRATIVE 2012/ Isernia: nel mercato “politico”, l’anima del voto

Solitamente, i particolari – anche quelli che possono avere un più elevato valore – vengono trascurati e messi in un cantuccio. Si catalizza l’attenzione sul contesto globale credendo – a torto- che possa essere l’unico a determinare un risultato significativo specie quando in ballo vi sono le elezioni e quindi la democratica presa del potere. ELEZIONI ISERNIA 2012/ Denunce alla Digos e carabinieri ai seggi: ma sarà ballottaggio tra Iorio e De Vivo

ELEZIONI ISERNIA 2012/ Denunce alla Digos e carabinieri ai seggi: ma sarà ballottaggio tra Iorio e De Vivo

di Alessandro Corroppoli – Twitter.com/AlexCorroppoli

isernia_mercatoIsernia. Sabato mattina, mercato generale. Non era una giornata di sole e non faceva molto freddo anche se siamo in piena Primavera. La strada è affollata di gente, di commercianti e di alimenti: mele, limoni, banane, peperoni e pomodori. Ma anche frutta secca, esposta in un angolo da alcuni venditori. Pure il reparto pescheria non era male: molto divertente respirare il forte odore che vagamente, con un enorme sforzo di fantasia, ricordava l’aria di mare.

Ma si sa, Isernia è anche uno dei comuni capoluogo di provincia interessato dalle amministrative del 6/7 maggio prossimo. Ed allora è facile incontrare Ugo De Vivo lungo la via che si dirige verso la Fontana Fraterna, dove sono accampati il gazebo dell’Italia dei Valori, impegnata nella raccolta firme per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, e Sinistra Ecologia e Libertà con il proprio tavolino e qualche aficionado.

Quatta quatta la macchina con megafono, pronta per un’imboscata, che annuncia il comizio pubblico del Guerriero Sannita e del suo prete-candidato sindaco, Don Vincenzo Chiodi, finito all’attenzione delle cronache nazionali per l’ostracismo della Chiesa alla sua presa di posizione politica. Ci sono militanti che vendono, come i commercianti, il loro prodotto, assicurando che sia migliore di quello della concorrenza. Ma anche il vocio di tante persone comuni indaffarate e speranzose di sbrigarsi in fretta.

Lo sguardo della fruttivendola intenta a leggere l’elenco della spesa, compilato con ogni probabilità dalla mamma del giovane compratore. Un vecchietto che si aggira fra le bancarelle del mercato nel tentativo di beccare qualcosa a buon prezzo: quando i soldi della pensione non bastano mai.

Mentre i santini dei nuovi vecchi e futuri Dei venivano di volta in volta messi nelle tasche dei pantaloni o gettati lungo la strada. All’improvviso l’attenzione viene presa, rapita da uno slogan del candidato “indipentente” (o pseudo tale) Gianni D’Uva, figlio di Giustino, ex democristiano di successo: “Facciamo rinascere lo sport ad Isernia”. Bellissimo. Lo sport come futuro come strumento per la socializzazione, dello stare insieme del fare comunità. Nei pressi del manifestino, dietro il venditore di tessuti scorgiamo una sezione dallo stesso D’Uva forgiata. Sentiamo delle voci, entriamo. Due giovani non si accorgono della nostra presenza nella sede. Presi nel fare sport tra i tanti manifesti dallo sfondo giallo: una bella partita a biliardino.

Arrivati nei pressi della cattedrale ci fermiamo e risaliamo il fiume catramoso colmo di gente e di bancarelle. Il vento comincia a soffiare forte. Son quasi le undici e mezza. Il sole pensa bene di iniziare la ritirata e prepararsi qualcosa per il pranzo. La sede di Raffaele Mauro è chiusa. Mentre quella di Alternativ@ è presenziata dai suoi centurioni i quali però non sapendo quale menù(Pd o Alternativ@?) offrire all’ignaro cittadino pensano bene di tenerlo nella propria saccoccia e di restare davanti alla porta a guardia del futuro.

Non vi è traccia della sorellina Rosa Iorio: nessun manifesto, nessun volantino. Né rosa né blu.

I minuti volano e le ore si susseguono: l’auto parlante guerriero si è ammutolita, il gazebo dei Valori è stato sgomberato così come il tavolino Sinistro è tornato a casa.

Incrociamo nuovamente il vecchietto con la pensione bassa, che tiene nella propria mano destra una busta piena di viveri e un sorriso rugoso in viso: è riuscito a trovare il suo oro a buon prezzo.

A terra giace un pomodoro schiacciato e marcio.

Quel frutto, in quel particolare contesto, esprimeva la più alta espressione dell’attuale quotidianità. Il banale che non si tramuta e rimane se stesso. Il pomodoro schiacciato come metafora della società. Il pomodoro marcio dimenticato lì da chi non dovrebbe dimenticarlo. Isernia, i suoi cittadini, sembrano già aver deciso chi votare. Poche saranno le novità al primo turno, che qualcuno si augura sia anche l’ultimo mentre altri sperano in un secondo.

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