A Potenza parlando di clientelismo e malgoverno…del Molise

Si può essere contenti e nello stesso tempo dispiaciuti? E’ la sensazione che ho provato a Potenza nell’openspace Carpe Diem, quando il primo ottobre ho avuto modo, grazie alla disponibilità della rivista Decanter, di presentare il mio libro “Il Regno del Molise.”

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Tratto da Decanteronline.it

Contento perché per la prima volta ho illustrato il contenuto del mio lavoro e le motivazioni che mi hanno indotto a scriverlo, in un contesto esterno alla mia regione di adozione, il Molise. In cui vivo ormai da trent’anni, provenendo dalla natia provincia di Avellino. Dopo le recensioni, in verità positive, su quotidiani nazionali come Repubblica, l’Unità, Liberal, e su periodici sempre nazionali come la Voce delle Voci, ed aver registrato che è giunto alla quarta ristampa (con la constatazione che ormai è il libro di saggistica più venduto di sempre in Molise), venire a parlarne a Potenza mi ha emozionato.

Con il piacere, poi, di essere affiancato dal molisano Italo Di Sabato, attivissimo coordinatore in Basilicata del Partito della Rifondazione Comunista. Dispiaciuto perché non ho raccontato del Molise, della sua storia e delle sue tradizioni, pure importanti, delle sue bellezze architettoniche, ambientali, turistiche, della sua enogastronomia con produzioni eccellenti, e così via. Ma ho cercato di illustrare il suo sistema panpolitico in cui il governante più che cercare di portare avanti una proposta politica e un programma mediante una gestione amministrativa corretta, è soprattutto, come ha bene illustrato il professore Carlo Carboni su “Il Sole24ore”, un datore di lavoro, erogatore di progetti, appalti, concessioni, nomine, consulenze, sussidi, prebende.

Dal libro, che descrive la gestione politica e amministrativa del Molise degli ultimi dieci anni, emerge, insieme con il sottogoverno e il malgoverno, la figura di Michele Iorio, così si chiama il nostro presidente della Giunta regionale, oggi pidiellino dopo aver attraversato partiti e correnti, come uomo di governo. Egli è sostanzialmente l’unico arbitro della distribuzione della spesa pubblica mediante reti parentali (clamoroso come la sanità regionale sia a misura di “famiglia”: naturalmente la sua) autoreferenziali e trasformiste. Ha il potere di decidere la sopravvivenza o la fine di singole aziende e di interi settori economici. Non c’è da meravigliarsi che poi come logica conseguenza ci sia la corruzione.

Sono diversi i procedimenti giudiziari a cui è sottoposto e, con lui, vari suoi uomini, ivi compreso il presidente del Consiglio regionale Michele Picciano. Diciamo che il gruppo politico più numeroso in Consiglio regionale è quello dei processati, indagati, avvisati, interrogati.Peccato, quindi, aver dovuto parlare di Iorio e del suo partito del presidente, con le migliaia di consulenze concesse perfino ai coordinatori dei movimenti civici di centrodestra che lo affiancano in campagna elettorale.

Dimostrazione chiara che in Molise, similmente alle altre regioni meridionali, compresa la Basilicata, come nella sua introduzione ha sottolineato Antonio Califano, vige un sistema clientelare di massa. Esaltato, nel nostro caso, dalla ristrettezza demografica della regione. Appena 320 mila abitanti. Però con una sede principesca di rappresentanza a Bruxelles. Sede che costa ben 300 mila euro annui per la sola manutenzione. Inoltre, il Molise pur essendo la più piccola regione italiana dopo la Valle d’Aosta, è l’unica ad avere due sedi di rappresentanza a Roma. E non c’è da meravigliarsi se poi il suo presidente riceve mensilmente un compenso superiore a quello del governatore della California, Arnold Schwarzenegger, e tre volte lo “stipendio” del governatore del Maine. Ma tant’è.

Voglio sperare che la cattiva politica e la mala amministrazione basati sul convincimento che per risolvere ogni problema basti un’iniezione di quattrini, il clientelismo arrogante e dissipatore che sono stato “costretto” a descrivere, venga spazzato via. In modo che si respiri, finalmente, correttezza e capacità amministrativa, senso della legalità, cultura civica, spirito d’iniziativa.

 

Tratti da Decanteronline.it

 

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