WWF-FAI/ “TERRA RUBATA – Viaggio nell’Italia che scompare”

di Redazione Infiltrato.it

Cementificazione, erosione e abusivismo. Tre attività che, legate all’imprenditoria, alla malavita e alla politica malsana, hanno portato a un dato sconcertante sul territorio italiano. Dagli anni ’50 ai primi anni del 2000, l’area urbana in Italia si è moltiplicata di quasi 600mila ettari. Uno scenario inquietante raccontato nel dossier TERRA RUBATA – Viaggio nell’Italia che scompare. La denuncia del Wwf e della Fai contro la speculazione edilizia e le lobby del cemento.

da WWF Italia

road_mapL’erosione del suolo dell’ultimo mezzo secolo è avanzata ad un ritmo spaventoso, passando da un incremento minimo di circa il 100%, in Umbria, Liguria, Valle d’Aosta e Friuli, fino a oltre il 400%, in Molise, Puglia e Abruzzo, e più del 500% per l’Emilia Romagna. Per la Puglia in particolare la copertura urbanizzata attuale è quasi sei volte quella misurata negli anni del dopoguerra. Caso esasperato è quello della Sardegna che ha fatto registrare un incremento di suolo urbanizzato in poco meno di 60 anni pari a più di 11 volte (1154%) quello degli anni ‘50
Il territorio perso giorno per giorno.

Se il Molise ha trasformato i propri suoli al ritmo costante di oltre mezzo ettaro al giorno, il Friuli e l’Abruzzo sfiorano i due ettari, mentre supera i tre ettari giornalieri la Sardegna. I valori più elevati si raggiungono però in Puglia, con una conversione quotidiano superiore ai 5 ettari tra il 1949 e il 2002 con un massimo in Emilia Romagna di quasi 9 ettari giornalieri tra il 1954 e il 2008.

In 50 anni (1951 – 2011) persino quei comuni che si sono svuotati a causa dell’emigrazione sono cresciuti di oltre 800 mq per ogni abitante perso. Resta la piaga dell’abusivismo edilizio, che dal 1948 ad oggi ha ferito il territorio con 4,5 milioni di abusi edilizi, 75mila l’anno e 207 al giorno, e in favore negli ultimi 16 anni ci sono stati 3 condoni (1985, 1994 e 2003). Poi ci sono le cave che nel solo 2006 hanno mutilato il territorio escavando  375 milioni di tonnellate di inerti e 320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali.

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