WIKILEAKS/ Il nuovo incubo di Berlusconi

Da qualche giorno il complotto contro il premier Silvio Berlusconi acquisisce un carattere internazionale. Non più toghe rosse e giudici di sinistra, non più un’opposizione rossa o criminalità organizzata. Questa volta la scelta di fare fuori Silvio proviene da un sito, nato nel 2006, del quale fino a pochi giorni fa se ne sapeva poco e niente.

wiki-leaks-logowiki-leaks-logoDa circa una settimana Julian Assange, capo del sito di informazioni Wikyleaks, annunciava la pubblicazione di documenti scottanti sui rapporti diplomatici delle varie potenze mondiali e non solo. Il sito, gestito da giornalisti e hacker, prometteva  la diffusione di documenti caldissimi che portassero alla luce fatti di cui l’effettiva esistenza era ignota alla gran parte degli abitanti della terra. In effetti, come ben sappiamo, nelle relazioni diplomatiche, la segretezza e la discrezione sono alla base delle procedure che regolano i rapporti tra Stati. È quindi ovvio che l’accortezza e soprattutto una certa abilità debbano essere praticate, dai vari diplomatici, in maniera impeccabile, poiché l’equilibrio tra nazioni è cosa delicatissima.

Lo spregiudicato Assange si fa beffa di tutti e sbatte in prima pagina (in home page) la “fuga di notizie”. A fare da sponda al sito, troviamo diverse testate giornalistiche, tra le più importanti al mondo: El Pais, Der Spiegel, The New York Times, Le Monde e Guardian diventate, secondo qualcuno, delle news-letter.

Un fatto davvero incredibile, la cui portata fa impazzire le diplomazie delle varie nazioni. Assange si è messo contro tutte le potenze mondiali e già ne sta pagando le spese: indetto un mandato di cattura internazionale per accusa di stupro, molestie sessuali e coercizione più l’oscuramento del sito Wikyleaks (Wikyleaks.org non esiste più), passato ora su un server svizzero(.ch). Bin Laden può dormire sonni tranquilli.

Il clamore di questi giorni, che si protrarrà per diversi mesi, forse, ha colpito, come tutti ormai sanno, anche la nostra nazione. Per essere chiari il nostro capo del governo. Per gli italiani in fondo non c’è molto da stupirsi, perché le vicende berlusconiane sono note ormai a tutte (per quelli che hanno voluto aprire le orecchie). Si può dire che è stata rincarata la dose con un sapore più hot. I “party selvaggi” di cui parlano i documenti sono questioni che, messe nel calderone delle informazioni che trapelano in questi giorni, passano come i più ridicoli tra tutti e, nello stesso tempo, sottolineano l’importanza della nostra politica estera preoccupata soprattutto delle condizioni fisiche del nostro premier, per non parlare di come queste “avventure” possano compromettere la lucidità di un capo di Stato.

Nelle pagine affiorano dichiarazioni dei leader,ambasciatori e segretari di diverse nazioni. Tra le tante troviamo anche quelle di Gianni Letta, braccio destro di Silvio Berlusconi e sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Come afferma David Thorne, ambasciatore statunitense in Italia, in una conversazione del tutto “confidenziale” con il sottosegretario, la preoccupazione dei berluscones è dovuta dai test medici del premier che per Letta sono «un disastro, colpa dei festini e dei party scatenati». L’ambasciatore, (tratto dalle rivelazioni di Wikyleaks) inoltre, evidenzia l’indebolimento politico e fisico del premier, dovuto proprio dalle faccende sexy di cui proprio non può fare a meno. Insomma una sexual addiction. Altra nota scottante, venuta fuori dai documenti, riguarda il rapporto quasi morboso tra Berlusconi e Putin. I due, legati da «un’amicizia» del tutto discutibile, portano avanti interessi energetici che sfociano inWikileaks-temesta-sulla-diplomazia-mondialeJPG interessi del tutto personali, scatenando preoccupazioni da parte degli americani, perplessi dalla stretta amicizia dei due legata a qualcosa che vada oltre gli interessi dei paesi. A partire dagli accordi sui rifornimenti energetici che ai due leader tanto interessano. Ronald P. Spogli, ambasciatore nominato da Bush, in un suo rapporto segreto (dal titolo “Italia-Russia, la relazione vista da Roma”) fa un analisi del coinvolgimento italiano nei disegni di Putin, che già in passato dimostrò il desiderio di «dominare l’Europa attraverso le forniture di gas». Tangenti e accordi sono il perno dell’amicizia tra i due. Attraverso fonti del Pdl, Spogli descrive una situazione preoccupante per quanto riguarda gli accordi tra i due capi: «Putin pare abbia promesso a Berlusconi una percentuali dei profitti per ogni gasdotto sviluppato da Gazprom in coordinamento con l’Eni (azienda fondamentalenei rapporti Russia-Italia).

A destare ancor di più la preoccupazione degli americani sono le ripetute visite di Gianni Letta che, a scadenza settimanale si fa un bel viaggio in Russia. A spese di chi? Inoltre anche Valentino Valentini, collaboratore di Berlusconi, pare sia solito andare in Russia a mantenere sani e intatti i rapporti di Berlusconi con il despota russo.

Hillary Clinton, esce allo scoperto (grazie a Wikyleaks), e nella fuga di notizie, si chiede il perché di questo rapporto così intimo tra i due capi. Soprattutto dopo il passaggio di testimone tra Bush jr e Obama.

Tempo fa, il premier italiano si poneva come intermediario tra le due potenze. Colui che, amichevolmente, avrebbe avvicinato le cariche più alte delle due nazioni. Il giudice supremo di uno scontro diplomatico tra due ideologie.

La sua mediazione non ha mai avuto un grosso successo, tanto più quando mister Obama (si viene a sapere sempre dalle indiscrezioni di Wikyleaks), recatosi in Italia per il G8, fu avvisato, da Elizabeth Dibble, di come Berlusconi «fosse sordo a ogni opinione dissenziente» e che «cercherà di usare la presidenza italiana come un’opportunità per coltivare il favore di outsider al G8 come l’Egitto, Spagna e Libia, piuttosto che affrontare i problemi del mondo».

Morale della favola, per gli U.S.A. e per molti altri Berlusconi è diventato «inefficiente, vanitoso e inefficace».

Intanto, Assange dichiara di continuare la pubblicazione dei documenti. Il premier Berlusconi cerca, insieme ai suoi fidati, di banalizzare le notizie (tecnica Berlusconiana ormai logora). Le stanze diplomatiche sono in subbuglio. E la crisi continua.

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.