Voto Capitale: Alemanno paga il fuoco di paglia “Casamonica”, Marino guarda al modello arancione

Un polverone per niente. Di questo si è trattato. Perché la foto con il presunto membro del clan Casamonica altro non era che una cena nel centro sociale Baobab, cui hanno partecipato anche i dirigenti del Pd. Se la politica è “sangue e merda”, questo è un colpo basso – per il quale Marino si è scusato, dopo aver chiesto le dimissioni di Alemanno – con effetti devastanti per l’ex fascista del Campidoglio. Una previsione? La sinistra (?) che fa finta di non guardare al Pd potrebbe vincere.

 

di Viviana Pizzi

alemanno_marino_sondaggi-2Domenica e lunedì con il turno di ballottaggio si chiuderà la partita che assegnerà a Ignazio Marino o a Gianni Alemanno la poltrona più alta del Campidoglio. Che campagna elettorale è stata? Una delle più fiacche della storia anche nei quindici giorni che hanno preceduto il ballottaggio. Anche se dalla parte del sindaco ancora in carica, grazie a “Il Fatto Quotidiano”, l’ha fatta da padrone la fotografia con Luciano Casamonica, in realtà ex detenuto lavoratore nella coop sociale Baobab ma “spacciato” (sfruttando l’omonimia) come membro del clan della mala romana.

Ignazio Marino invece ha risposto con la rinnovata alleanza con i sindaci più amati d’Italia: Massimo Zedda di Cagliari e Giuliano Pisapia di Milano. Esclusi invece dai giochi quelli eletti grazie all’Italia dei Valori: il palermitano Leoluca Orlando e il napoletano Luigi De Magistris. Ai quali il medico ex senatore ha preferito non accostare la propria immagine soprattutto dopo aver escluso il partito di Antonio Di Pietro dalle sue alleanze politiche.

Tutto condito dal confronto tra i due dopo le numerose richieste di Gianni Alemanno

GIANNI ALEMANNO E LA FOTO

La prima a pubblicare la foto è stata la testata  giornalistica “Il Fatto Quotidiano”. Il presunto abbraccio tra Gianni Alemanno e Luciano Casamonica è stato quindi immortalato e fatto girare in rete.

Dal comitato di Alemanno in primis avevano smentito e parlato di un montaggio per poi invece modificare la loro versione dei fatti parlando di una cena di beneficenza alla quale aveva partecipato anche il capogruppo del Pd Umberto Marroni.

Ancora una volta una certa stampa ha provato a gettare fango sul sindaco di Roma, Gianni Alemanno, immediatamente seguita a ruota da illustri esponenti del Pd. Quel Luciano Casamonica fotografato con Alemanno è incensurato e venne ritratto nel settembre 2010 durante una cena nel centro di accoglienza Baobab di via Cupa, organizzata dalle Cooperative Sociale che si occupano dell’inserimento di detenuti e persone svantaggiate. A quella cena erano presenti al tavolo del sindaco anche illustri esponenti del Pd come è facilmente documentabile da altre fotografie. Oltre ad Alemanno, infatti, c’erano anche l’ex capogruppo, oggi parlamentare, Umberto Marroni, suo padre Angiolo, garante dei detenuti della Regione Lazio, Daniele Ozzimo, consigliere capitolino del Pd

Alemanno prova a scrollarsi di dosso questa triste e scomoda vicenda andando in tutti i quartieri di Roma cercando di recuperare quanti più astensionisti possibili.

Silvio Berlusconi, dopo il fiasco del comizio conclusivo del primo turno elettorale, ha preferito non esserci. E fuori tempo massimo Alemanno assegna 42 alloggi popolari nel quartiere di Settecamini, inaugura il nuovo capolinea del tram a Piazza Venezia e dona 500 euro al centro anziani in via D’Ala.

Questa una delle sue dichiarazioni più forti: Non ci siamo mai arresi nonostante la grave crisi economica che ha colpito l’Italia e con ostinazione siamo riusciti ad ottenere che venissero sbloccati i pagamenti dovuti alle imprese per 791Milioni di euro. È solo grazie all’attuale amministrazione che in 100 giorni l’economia romana avrà modo di respirare e ripartire. Il 9 e 10 Giugno non ti astenere, VINCE CHI VOTA”.

IGNAZIO MARINO RISPONDE CON IL MODELLO MILANO PER LA SUA ROMA

Anche Ignazio Marino, al pari di Gianni Alemanno, incontra i romani e cerca di convincerli a tornare al voto. Tutto questo dopo il misero risultato dell’affluenza alle urne attestatosi sul 52% al primo turno.

Come emerge dalla sua pagina facebook si è recato in molti quartieri della città a spiegare il proprio programma elettorale al grido “Liberiamo Roma”. Punta tutto su quei dodici punti percentuali di vantaggio ottenuti al primo turno sperando di riuscire ad ottenere tutti quei voti utili per arrivare alla vittoria.

E lo fa anche organizzando il comizio di chiusura della sua campagna elettorale. Al contrario di quello di Alemanno, Marino ha organizzato tutto in grande stile. Con lui infatti c’erano tutti i personaggi vincenti del centrosinistra attuale in Italia. Quelli che vanno oltre il Pd visto come alleato del Pdl e che puntano tutto sui valori della vecchia coalizione, quella con Sinistra Ecologia e Libertà.

Arriveranno in piazza Farnese il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda (vendoliano doc), il primo cittadino di Milano Giuliano Pisapia ( anch’egli proveniente da Sinistra Ecologia e Libertà) e la neogovernatrice del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, piddina ma in netta contrapposizione con la linea ufficiale del partito riguardo alla recente alleanza di governo con il Pdl.

Tutta sinistra che continua a funzionare nonostante la crisi che ha investito la coalizione dopo l’aprile di fuoco che ha coinvolto la saga di “Romanzo Quirinale” e l’infinito valzer che ha portato al Governo Letta. Un’alleanza non a termine come ha dichiarato nella giornata di ieri lo stesso Giorgio Napolitano.

Ce la farà a conquistare Roma e il colle del Campidoglio? I numeri lo danno avanti ma tutto potrebbe ancora succedere. Lunedì sera ne saremo certi.

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