Vittorio Feltri sospeso 3 mesi: lascia Il Giornale?

Vittorio Feltri ringrazia. L’artefice del “caso Boffo” vede abbassare la sospensione da sei a tre mesi. Questa quindi la decisione dell’ordine dei giornalisti che, riunitosi ieri mattina, premia il buon Vittorio. “Non mi aspettavo niente di meglio” afferma l’imputato, che starebbe valutando di lasciare Il Giornale.

La sospensione era stata inflitta il 25 marzo dall’ordine della Lombardia per la vicenda che ha travolto l’ex direttore di Avvenire (quotidiano della Cei), Dino Boffo.

vittorio-feltri-300x199Il direttore responsabile de “Il Giornale”, nell’agosto 2009, ha pubblicato una serie di articoli riguardanti una vicenda giudiziaria a carico di Dino Boffo. Il perché di questa attenzione verso Boffo derivava da alcune critiche che Avvenire aveva rivolto al premier per la sua condotta. Scoppiava il caso e ha inizio il manganello mediatico.

Feltri lo accusa di non avere le carte in regola per criticare Berlusconi in quanto condannato per molestie sessuali. Molestie sessuali e omosessualità diventano quindi gli argomenti preferiti di Feltri per la sua campagna di diffamazione. Sarà perché voleva difendere Berlusconi, sarà perché le vendite del giornale dovevano salire, Feltri sbatte in prima pagina il caso Boffo con il seguente titolo: Il super moralista condannato per molestie. Seguono le aperture dei giorni successivi sempre sullo stesso argomento.

La notizia dopo pochi giorni si rivela una bufala. Dalla verifica  si svela che il documento arrivato a Feltri era falso. «L’uomo che mi ha mostrato il documento era un uomo attendibile» affermò il direttore dopo aver “sputtanato” Dino Boffo. Accortosi dell’errore ecco pronte le scuse e  addirittura segni di stima verso la vittima: «Giornalista prestigioso e apprezzato, capace di mantenere un atteggiamento sobrio che non può non suscitare ammirazione». Che signore che è Feltri.

Lo scopo principale, è stato quello di “avvertire” chiunque osasse attaccare o criticare il premier e che la pena da scontare era la gogna mediatica. La vicenda prende il nome di “metodo Boffo”.

Vittorio Feltri è stato accusato di violazione degli articoli 2 e 48, della Legge Istitutiva dell’Ordine, che prevedono la pubblicazione di notizie vere e verificate, il dovere dell’attendibilità della fonte e la rettifica tempestiva delle notizie pubblicate inesatte. Una nota importante e un ulteriore accusa, non meno grave, rivolta a Feltri, è stata di aver compromesso il rapporto di fiducia tra stampa e lettori.

A dicembre inizia il walzer della contraddizione: da molestatore a giornalista sobrio.feltri01g

Il Vittorio nazionale non è nuovo a problemi con l’Ordine. Nel 2000 sul giornale Libero, da lui diretto, vengono pubblicate foto di  violenza su bambini prese da siti pedofili russi. L’Ordine interviene giudicando le foto inopportune, poiché raccapriccianti, andavano contro il buon costume. Condannato a due mesi di reclusione, la pena viene commutata in pecuniaria. Libero titola: Feltri assolto. E vai.

Marzo 2010 l’Ordine della Lombardia infligge sei mesi di sospensione dell’attività al direttore. Il 25 settembre 2010 Feltri lascia la direzione a Sallusti, diventando direttore editoriale de “Il Giornale”.

Infine, ieri 11 novembre 2010, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti decide di ridurre la pena da 6 a 3 mesi, dopo una votazione finita in parità che, come da regolamento, prevede la soluzione più favorevole all’imputato.

 

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