VIOLENZA SULLE DONNE/ RC aderisce a “One billing rising” e propone una legge contro il femminicidio

Nella giornata di San Valentino, per la prima volta nella storia del mondo, si protesta ballando con la marcia “One Billion Rising” ideata dalla scrittrice Eve Ensler. La politica si impegna però a fare di più e in particolare Ingroia di Rivoluzione Civile, insieme a Giovanna Marano, non soltanto aderisce alla manifestazione ma garantisce di portare in parlamento una legge contro il femminicidio che inasprisca le pene e dia più garanzie alle vittime.

 

di Viviana Pizzi

Gli altri anni il 14 febbraio significava festeggiare San Valentino, il patrono degli innamorati. Questa data ad oggi però rappresenta anche cose belle e brutte. Tra quelle buone forse la coincidenza della giornata con il festival di Sanremo che potrebbe diminuire le presenze di innamorati ai ristoranti facendosi complice della crisi. L’altra, quella brutta, risale a quattro anni fa quando una quattordicenne fu violentata all’interno del parco della Caffarella a Roma. I suoi aggressori sono stati condannati uno a sei anni di reclusione e l’altro a undici anni e quattro mesi di reclusione.

Oggi, quattro anni dopo, la lotta chiamata “One Billion Rising” che consiste in un ballo contro la violenza alle donne, non è altro che una coincidenza di quello spiacevole fatto di cronaca. Tant’è che ad organizzare l’evento ci ha pensato la scrittrice Eve Ensler autrice del libro “I monologhi della vagina”. In tutto il mondo si tratta di imparare una coreografia su youtube per partecipare al flash mob che arriverà oggi in tutte le piazze dei capoluoghi di regione italiani.

 

UN’AZIONE DEDICATA ALLE DONNE

In Italia si è sentito forte il desiderio di partecipare a questa lotta. Questo perché nel 2011 sono state uccise 127 donne per mano dei propri uomini violenti e nel 2012 il numero è ammontato a 124. Il dato è stato fornito da “Casa delle donne- per non subire violenze. L’Istat ha tra l’altro stimato che la metà delle italiane tra i 14 e i 65 anni ha subito nell’arco della propria vita ricatti sessuali o molestie.

Una donna su cinque ha subito invece uno stupro o un tentativo di stupro, una su dieci è stata una “vittima plurima” ossia una persona che ha patito per più di una volta violenze di tipo sessuale. Una vera e propria piaga sociale che verrà evidenziata con questa danza ma che per essere risolta ha bisogno anche di altre azioni, quelle concrete che la politica ci deve fornire.

 

LE PROPOSTE DELLA POLITICA

Il partito democratico parla di contrasto alla violenza sulle donne ma si tratta di poche frasi in un punto programmatico più ampio che parla dei diritti dell’uomo. Nulla di specifico per quanto riguarda l’affrontare concretamente un problema che sta diventando un problema di dimensioni disumani. Di contro Rivoluzione Civile e Ingroia invece proprio in questi giorni hanno messo in rete uno speciale in cui si elencano tutti gli interventi che verranno fatti in favore delle donne vittime di violenza.

Si prevede la protezione delle vittime e della criminalizzazione delle forme di maltrattamento a partire dal matrimonio forzato fino allo stalking  per poi passare anche alle violenze fisiche e quelle psicologiche

Tutto questo passerà attraverso azioni concrete volte a fermare la mano di uomini indegni di essere definiti tali. Per fare questo anche Rivoluzione Civile ha aderito alla protesta “One Billion Rising”. Uomini e donne del movimento balleranno nelle piazze insieme a vittime e persone sensibili verso l’argomento.

Il perché dell’adesione l’ha spiegato la candidata alla camera dei Deputati Giovanna Marano.

one_billion_rising_ingroia_aderisceBisogna, dunque, che anche tanti uomini aderiscano a One Billion Rising – ha sottolineato – e che appoggino con convinzione questa festa danzante planetaria, per dire no al femminicidio. Così il giorno di San Valentino, festa degli innamorati, potrà declinarsi in un nuovo giorno di festeggiamento della sacralità del corpo di ogni donna, libero per sempre da ogni violenza. Un sogno? No, un obiettivo da raggiungere che ha un significato straordinariamente politico. Il giorno 14 febbraio (oggi ndr) sosterrò i luoghi di “One Billion Rising” nella mia città, così come sosterrò con il mio attento impegno tutti gli interventi necessari a spezzare quelle catene che ancora circondano i corpi di troppe donne e fermare la tragica e numerosa sequenza della morte per mano della violenza maschile”.

Come dicevamo prima però il programma del Movimento non si ferma qui. Si assicura infatti anche il sostegno alla Convenzione “No More!” contro la violenza maschile sulle donne. Una convenzione secondo la quale il fenomeno della violenza sulle donne viene visto “di estrema pericolosità sociale”.

Rivoluzione Civile si impegnerà anche per far si che venga ratificata al più presto la Convenzione di Istanbul già firmata dal ministro Fornero nel maggio dello scorso anno ma come avviene spesso è una delle tante proposte di legge bloccate durante il periodo del governo tecnico di Mario Monti.

Aperta alla firma l’11 maggio del 2011, è ad oggi  il trattato internazionale più ampio per affrontare il fenomeno. Il testo prevede  la prevenzione della violenza contro le donne, la protezione delle vittime e la perseguibilità penale degli aggressori. Non è tutto perché mira inoltre “a promuovere l’eliminazione delle discriminazioni per raggiungere una maggiore uguaglianza tra donne e uomini”. L’aspetto più innovativo del testo è  rappresentato dal riconoscimento della violenza sulle donne come una “violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione”.


FEMMINICIDIO E SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE: LA RISPOSTA A LUISA BETTI

È stata la giornalista, blogger e attivista del Manifesto Luisa Betti che con una lettera aperta su femminicidio e sindrome di alienazione parentale ha permesso direttamente ad Antonio Ingroia di dire apertamente cosa intende fare su queste due tematiche.

La parità di genere e la salvaguardia dei minori contro ogni forma di violenza e di discriminazione rappresentano una battaglia fondamentale di giustizia sociale.  Il fenomeno va contrastato attraverso politiche educative e di prevenzione che passano anche per l’inasprimento delle sanzioni e tutele adeguate per chi è vittima di ogni atto lesivo dell’integrità fisica e psicologica.

In Parlamento – ha assicurato Ingroia a Maria Luisa Betti – presenteremo una proposta legislativa contro il femminicidio. Allo stesso modo la tutela dei diritti dei minori non viene garantita dagli attuali strumenti normativi ed è necessario adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate”.

E sull’alienazione parentale, fenomeno che impedisce al genitore più debole di esercitare i propri diritti, la posizione di Ingroia è quella di essere vicini alla persona meno tutelata.

Un Paese che voglia dirsi civile – ha concluso Ingroia – non può consentire che siano calpestati i diritti basilari dell’individuo”.

Parole chiare quelle del candidato premier che lanciano un messaggio altrettanto incoraggiante per chi si aspetta che i politici guardino ai diritti delle donne.

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