VENDOLA ASSOLTO/ Due giorni dopo le regionali siciliane ecco l’assoluzione: “Ora le primarie.”

Nella mattinata di oggi Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia, è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio per aver riaperto i termini del concorso per l’assunzione del primario di chirurgia toracica all’ospedale di Bari. Un passo giudiziario che ne riabilita totalmente la figura politica e che potrebbe rilanciarlo anche verso la vittoria delle primarie per la candidatura a presidente del Consiglio. Si sa che di primarie Vendola è esperto avendole vinte per due volte per arrivare a governare la sua amata Puglia.

 

di Viviana Pizzi

vendola_assoltoMeno di una settimana fa aveva annunciato: “se mi condannano esco dalla vita pubblica”. Ma quello altro non era che un Nichi Vendola sicuro di se, di aver agito secondo la legge in qualità di presidente della Regione Puglia. E il gup di Bari Susanna De Felice gli ha dato ragione assolvendolo dall’accusa di abuso d’ufficio in relazione alla riapertura di un concorso per il posto di primario di chirurgia toracica. Per quanto riguarda la posizione del leader nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà il processo con rito abbreviato si è concluso con la formula il fatto non sussiste. Ne esce pulito anche l’ex manager dell’Asl di Bari Lea Cosentino accusata dalla procura pugliese per lo stesso reato.


LA REAZIONE COMMOSSA  DI VENDOLA

Vendola, nonostante sapesse di aver agito secondo le regole, era comunque teso in Tribunale, quando il giudice ha pronunciato la formula di rito per l’assoluzione è scoppiato in lacrime e con un fil di voce ha detto ai microfoni dell’Ansa: “Sono felice”.

Qualche minuto più tardi però ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Per me è un momento di felicità. Sono stato in questi anni usato come contraltare per le più scandalose inchieste che hanno coinvolto un pezzo di ceto politico verminoso. Io sono una persona perbene ed è stato per me bere un calice amaro. L’ho fatto con rispetto nei confronti della giustizia, un rispetto dei confronti della Procura della Repubblica. Ho vissuto un’intera vita sulle barricate della giustizia e della legalità. Oggi mi è stato restituito questo“.

Poi ritorna sulla questione della dimissione da ogni carica pubblica qualora fosse stato condannato: “Quello che avevo deciso era sincero.  Non avrei potuto esercitare le mie pubbliche funzioni con quel sentimento dell’onore che è prescritto dalla Costituzione. Mi sarei ritirato dalla vita pubblica. Per me non era e non è mai in gioco soltanto una contestazione specifica rispetto a cui penso di poter documentare l’assoluta trasparenza dei miei comportamenti“.


I COMMENTI DI ALLEATI E AVVERSARI

Pierluigi Bersani, segretario Pd, ha accolto con entusiasmo la notizia dell’assoluzione di Nichi Vendola. Del resto aveva sempre sostenuto la sua innocenza anche prima dell’avvio del procedimento a carico dell’alleato di Sinistra Ecologia e Libertà.

Secondo Bersani l’assoluzione di Vendola è davvero una buona notizia, non solo per il Governatore della Puglia, ma per l’intero centrosinistra. Da oggi le Primarie diventano un appuntamento di confronto vero tra opzioni diverse nell’ambito di un progetto comune. Ora mobilitiamoci per portare milioni di cittadini a scegliere il candidato premier avendo un unico obiettivo: il bene comune del nostro Paese“.

Caustico invece il commento del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto

A parte il fatto che l’assoluzione di Vendola, al quale facciamo le nostre felicitazioni e i nostri auguri, dimostra che esistono nell’esercizio della giurisdizione in Italia due pesi e due misure, comunque essa ha il pregio di fare sì che la vicenda politica, in questo caso, non sia modificata da interventi giudiziari: il ticket Bersani-Vendola rimane in piedi in tutto il suo profondo significato politico. La sinistra tradizionale e quella radicale, organicamente alleate, puntano alla conquista della maggioranza e del governo, per cui anche gli amici dell’Udc devono porsi qualche interrogativo“.


GLI SCENARI POLITICI NAZIONALI

Nichi Vendola, ormai si sa, resta a pieno titolo nel panorama politico nazionale e pugliese.  Come ha detto lo stesso Bersani le primarie del centrosinistra senza di lui non avrebbero assunto lo stesso significato. Da autentico volpone il leader del Pd si è schierato accanto al presidente della Regione Puglia in questo momento in cui avrebbe rischiato una condanna. Il pm di Bari, lo ricordiamo, aveva chiesto venti mesi di reclusione.

In caso Vendola fosse stato condannato le primarie del centrosinistra si sarebbero ridotte alle figure di Bersani, Renzi e Nencini. Il Pd senza Sel avrebbe potuto in una fase successiva anche tentare di restaurare quel dialogo con le forze moderate dell’Udc per costruire una coalizione più di centro che di sinistra.

Ora però Nichi Vendola non si perderà l’appuntamento delle primarie, anzi, parteciperà alla competizione con un peso in meno e con rinnovata forza. Certo la procura di Bari potrebbe presentare appello contro la sentenza del gup ma per ora Vendola resta un uomo pulito come lui stesso si è definito. Le manifestazioni d’affetto nei suoi confronti sono state visibili sia nel mondo virtuale che in quello reale. Il presidente della Regione Puglia ora recupererà quasi certamente tutti i consensi ottenuti all’inizio della sua vita politica che erano stati offuscati proprio da questa indagine. Per Bersani e Renzi ora sarà più difficile affermare la propria vittoria alle primarie, nonostante proprio il segretario Pd continua ad essere avanti nei sondaggi.

Ma con Sel nella coalizione potrebbero anche cambiare gli interlocutori per il dialogo di coalizione al di la delle primarie, senza Vendola infatti ripescare l’alleanza con l’Idv sarebbe stata comunque una cosa molto più difficile. Ma come è emerso anche dalle varie foto di Vasto 2012 i rapporti tra Vendola e Di Pietro sono molto distesi e in caso di vittoria alle primarie non si esclude che i giochi per una forte coalizione anti Berlusconi possano essere aperti nuovamente anche all’ex pm di mani pulite. Si interromperebbe anche il dialogo con l’Unione di Centro perché proprio secondo Vendola sarebbe un’alleanza difficile a causa della non condivisione di alcune parti del programma elettorale.

In Puglia al momento tutto resta com’è: Vendola è ancora presidente della Regione e a Bari è scongiurato il ritorno alle urne.

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