“Vendo un rene per pagare i debiti”: l’assurda storia di un panettiere disperato

I problemi di Salvatore Marino, panettiere di Marsala e oggi pensionato, hanno inizio circa 13 anni fa quando per gravi problemi familiari l’artigiano non è più in grado di pagare l’Inail. Da quel momento parte una vera e propria via crucis.

 

Salvatore-Marino_debiti_rene“Mi fu notificato un pagamento di tre milioni di lire – racconta – che però in pochi anni sono diventati 14. Ho stretto i denti e li ho pagati tutti, ma poco tempo dopo mi arriva una cartella della Serit (Agenzia per la riscossione in Sicilia) che richiedeva il pagamento di alcune imposte”.

I debiti di Salvatore Marino continuano ad aumentare perché nel 1988 aveva acceso un mutuo presso il Banco di Sicilia per 60 milioni di lire. Debiti e interessi si sommano senza freno aumentando in maniera spropositata e nel 1994 il suo scoperto è 47 milioni di lire che nel 2006diventa addirittura di 105mila euro. Nello stesso anno scattano le procedure per il pignoramento del negozio e della casa. L’anno successivo il suo debito viene ceduto alla Tolomeo Finance che chiede a Marino la bellezza di 119mila euro.

Mi bloccarono il conto in banca – continua – senza nessun avviso e, pignorandomi i beni, non fui più in grado di vendere il negozio per riuscire a saldare il debito. Mi hanno reso la vita un inferno. Tutto quello che potevo fare era vendere un rene”.

Fermiamoci un attimo. Sappiamo tutti che pagare le tasse è un dovere di ogni cittadino e mai ci sogneremo di dare ragione a chi non lo fa. Ma quello che ci fa arrabbiare più di qualunque cosa è la totale assenza di tutele per un piccolo artigiano che sta attraversando un momento di difficoltà. La storia di Salvatore Marino è fatta di debiti e interessi che crescono in maniera esponenziale senza nessuna regola e senza che nessuno riesca a tirare il filo della matassa.

Fortunatamente, nella vita dell’anziano panettiere appare l’avvocato Giuseppe Gandolfo, legale dell’Associazione Antiracket di Marsala onlus, che prende immediatamente in mano la situazione. “Anziché arrendersi e abbassare la testa, forse era il caso di denunciare coloro che hanno portato Marino alla disperazione” racconta Gandolfo. E così “ci siamo recati presso il nucleo di Polizia tributaria di Trapani e abbiamo querelato per usura la Tolomeo Finance srl di Conegliano, società che ha rilevato il credito del Banco di Sicilia. Ma non ci fermiamo qui. Più avanti affronteremo anche la questione bancaria e quella che chiama in causa la Serit Sicilia”.

Negli ultimi tempi notizie di questo genere cominciano a sentirsi sempre più spesso, segno che piccoli imprenditori e partite Iva cominciano ad alzare la testa oppure che sono arrivati ormai al limite massimo di sopportazione?

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Salvatore Viola su Lamiapartitaiva.it

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.