VASTO 2012/ Di Pietro rilancia: “Bersani? Deve fare una scelta. Grillo? Lo rispetto, ma…”

Programmi comuni, alleanze non basate sui numeri ma sulle cose da fare. È questo il punto cardine della stagione di Vasto 2012 lanciato dal presidente Antonio Di Pietro nel discorso di apertura del settimo incontro nazionale dell’Idv.  Ha parlato al suo popolo dal palco di Palazzo D’Avalos. Non strappa la foto di Vasto anzi la rilancia non aprendo direttamente al partito Democratico ma chiedendo a Bersani di fare una scelta di programma basata su idee comuni da portare avanti.

di Viviana Pizzi

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Siamo qui – ha dichiarato – per rilanciare la foto di Vasto. Ci crediamo e attraverso programmi basati sui di essa dobbiamo andare avanti diventando credibili di fronte ai cittadini. Siamo convinti che ci sono cose del programma sulle quali si può discutere mentre altre risultano indiscutibili e tra queste il sostegno ai lavoratori, costituirsi parte civile nei processi di mafia e sapere cosa sia avvenuto durante la trattativa Stato Mafia”.

Antonio Di Pietro abbandona il populismo e si propone come forza politica in grado di chiedere alla coalizione di cui fa parte cose concrete da portare avanti. Parte dalla foto di Vasto per fare un’altra panoramica ma questa volta riferita all’Italia.

Un Paese – ha sostenuto Di Pietro – che è simile a venti anni fa. Ma la differenza tra la corruzione di ora e quella di allora è che adesso conosciamo la malattia e sappiamo quali sono i rimedi. Adesso l’ingegnerizzazione del sistema ha permesso alla corruzione di penetrare meglio negli strati sociali. Per questo il rimedio è costituire una serie di rapporti trasparenti con le istituzioni”.

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Un Antonio di Pietro acclamato dalla folla intervenuta a Vasto che rilancia anche la necessità da parte dell’Idv di sostenere le fasce sociali più deboli e parlare ai cittadini di programmi. Un punto fondamentale resta quello di riformare ciò che prevede proprio il governo Monti nei confronti dei lavoratori. E chiarisce quali sono i suoi rapporti con Mario Monti.

Non ho nulla di personale contro il premier – ha sostenuto – quando so che all’estero mi rappresenta lui mi sento più sicuro rispetto a quando ci pensava Berlusconi. Resta la però la nostra netta contrarietà sui tagli  che ha applicato perché come al solito pagano i più deboli . Dobbiamo però fare in modo da evitare il ritorno del Berlusconismo. Per farlo bisogna costituire una coalizione alternativa al governo Monti. Dobbiamo stare insieme non solo per i numeri ma per le cose da fare. Per quanto riguarda il lavoro dobbiamo ripartire dalla legge Fornero per andare oltre essa. L’appello che facciamo al Pd è quindi per il programma. Bersani non può sostenere tutto e il contrario di tutto. Dovrebbe fare una scelta. O con chi vuole riformare on con l’Udc per fare solo numeri. Che deve essere basato sul riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, sulla legalità intesa come costituzione di parte civile nei processi di mafia. Non vogliamo un Monti bis. Non possiamo stare per una falsa foto”.

Antonio Di Pietro non ha perso tempo per chiarire anche il suo rapporto con Beppe Grillo.

Loro vanno avanti da soli e noi li rispettiamo – ha sostenuto Di Pietro – ma siamo assolutamente convinti che bisogna trasformare la protesta in proposta. Diciamo no all’antipolitica. Ma siamo convinti di una cosa (e lo sguardo era diretto a Leoluca Orlando presente alla manifestazione) che i nostri interlocutori debbano essere i cittadini. Perché se a Napoli e Palermo hanno vinto Orlando e De Magistris significa che bisogna andare al di la dei simboli e puntare sulle persone. Per questo motivo è necessario, ed è un punto cardine del nostro programma, che non vengano candidate persone che hanno subito condanne penali”.

Un altro punto cardine del programma dell’Idv resta quella dei referendum. Ma come fa notare lo stesso Di Pietro “anche qualcuno della foto di Vasto (il Pd) si è dichiarato contrario perché si faranno nel 2014”.

E allora l’ex pm rilancia: “Perché non modificare la legge Fornero nel 2013 senza arrivare ai referendum? Non bisogna allearsi soltanto per raggiungere la maggioranza delle poltrone. Ma se il Pd va con l’Udc non soltanto la legge non verrà modificata ma noi rimarremo fregati, cornuti e mazziati. Perché o cambiamo noi o ci cambiano i cittadini. Lo spontaneismo porta all’esasperazione e con esso si rischia la rivolta sociale. Chi ci dice che l’Udc voti la legge sulla corruzione nel 2013? Per noi è fondamentale perché oggi come oggi i criminali sono i magistrati che fanno il loro dovere. Non si può accettare questo stato di cose. Per questo sono a disposizione di una foto allargata alle forze civiche”.

Un Di Pietro in grande spolvero rivolge anche una frase in dialetto a Bersani relativa al governo Monti.

Bersani mi è piaciuto quando è stato critico col governo Monti ma gli volevo dire “Mo te ne si accuort” aprendo di fatto il dialogo col segretario”.

Ma sulla trattativa Stato Mafia specifica: “Vogliamo meno segreti di Stato. Dobbiamo sapere la verità su questa trattativa. E’ necessario perché stanno lavorando a un Berlusconismo mascherato”.

Prima del discorso di apertura Antonio Di Pietro ha pensato ai terremotati dell’Emilia. Rispondendo a una protesta organizzata da alcuni artisti emiliani, che si sono presentati con un cartello in cui denunciavano che la politica per loro fa solo parole, ha risposto: “L’Idv passa dalle parole ai fatti. Di due milioni di euro di rinuncia ai rimborsi elettoriali destiniamo l’intera somma alla costruzione di una scuola a Finale Emilia”.

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