VASTO 2012/ Di Pietro annuncia la nascita dell’Alleanza per l’Europa

Non ce la faremo per queste elezioni politiche ma sicuramente per le prossime. Costruiremo un nuovo soggetto politico che si chiamerà Alleanza per l’Europa, capace di governare questo Paese”. Lo ha dichiarato al termine del settimo incontro nazionale di Vasto (Chieti) il leader dell’IdV Antonio Di Pietro.

di Viviana Pizzi

Vasto_chiusuraLe conclusioni di Di Pietro sono state un riepilogo della tre giorni, al termine della quale “l’Italia dei Valori non è sola ma capace di inglobarsi in un nuovo movimento basato su programmi e intenti comuni”.

Ma come sarà la nuova Italia dei Valori, quella che si appresta a vivere una delle stagioni politiche più difficili dopo Tangentopoli? Sarà un movimento che passa dalla protesta alla proposta, è emerso, un partito al quale aderire condividendo le idee di giustizia, libertà e solidarietà su cui Di Pietro e i suoi basano l’azione politica.

Il nuovo soggetto politico invece potrebbe inglobare le nuove “foto di Vasto 2012” di giorni ma si questi. IdV, si è sentito, apre anche a chi vuole abbandonare la protesta fine a se stessa. Un riferimento, non casuale, è andato proprio a Beppe Grillo, verso il quale, ha detto lo stesso Di Pietro, “non è stato fatto un passo indietro ma due passi avanti”.

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Dopo Vasto si è visto un Di Pietro meno disposto verso il Partito democratico, più aperto verso la società civile che gli ha fatto compagnia in questi giorni. Verso il Pd soltanto inviti a condividere un programma di governo e a mettere in atto una politica coerente per le urgenze.

Una di queste, ampiamente dibattuto anche nella giornata di ieri, è la trattativa Stato-mafia. Martedì alla Camera dovrà essere votato un emendamento dell’Italia dei Valori che chiede al Governo di costituirsi parte civile nei processi contro le stragi mafiose.

Sappiamo come voterà il Pdl – ha sostenuto Di Pietro – ma vorremmo sapere come voterà il Partito democratico. Questa domanda è una supplica per chiedergli di attuare la strategia giusta. La smetta di nascondersi dietro a un dito e faccia la sua scelta”.

Nella giornata di ieri proprio il magistrato Antonio Ingroia aveva raccontato la storia della lotta contro le mafie, sottolineando la necessità, per un effettivo cambiamento, di “conoscere la verità sulla trattativa Stato-mafia per sconfiggerla definitivamente”.

Al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano i relatori del palco hanno consigliato invece di “denunciare Nicola Mancino per stalking”, per dimostrare che è rimasto coinvolto casualmente in intercettazioni che riguardavano l’ex presidente del Senato.

L’Italia dei Valori sarà un partito che terrà ben in mente anche le esigenze delle città, le grandi in particolare. Magari il nuovo soggetto politico “Alleanza per l’Europa” includerà anche il “Movimento arancione” che si sta costruendo attorno ai sindaci di Genova, Napoli, Palermo e Milano. Con loro sul palco dell’Italia dei Valori c’era anche il primo cittadino di Verona, Flavio Tosi. Un leghista che ha sempre condiviso alcuni temi dei colleghi di centrosinistra.

Al dibattito doveva essere presente anche il Pd sindaco di Bari, Michele Emiliano. Tuttavia, questioni familiari (questa la motivazione ufficiale) lo hanno tenuto a casa. Un diktat di Bersani per non presentarsi? Molti lo ipotizzano, ma nessuno lo potrà provare.

Il Movimento arancione ha invece raccolto applausi scroscianti, soprattutto quando proprio il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha dichiarato che il suo comune si costituirà parte civile nei processi contro Cosa nostra.

I sindaci, che non costruiranno un partito a parte ma continueranno a fare riferimento a chi li ha votati, hanno come minimo comune denominatore l’affezione alla propria città.

Ne ha fatto un baluardo anche Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, quando sul palco ha affermato di lavorare per il cambiamento di una città difficile, avendo ridotto la spesa pubblica e tolto l’immondizia dalle strade.

Flavio Tosi ha invece detto di restare al fianco di Roberto Maroni ma sentendosi vicino ai suoi colleghi per costituire un dialogo per migliorare la vivibilità delle città.

Bei propositi, quindi, quelli dell’Italia dei Valori, che verranno tutti approfonditi nel prosieguo della lunga campagna elettorale per le elezioni politiche di primavera. Un popolo fatto di gente che non vive più in “anestesia totale”, ha sottolineato il giornalista Marco Travaglio nel corso del suo omonimo spettacolo, in cui cui ha evidenziato i lati peggiori del berlusconismo. Da Ruby al silenzio sulle stragi di mafia, passando per la droga dell’informazione che riesce a banalizzare anche temi importanti come la fame nel mondo, con il termine “dieta”. Una parodia che propone uno l’immagine di un sonno pauroso da cui svegliarsi.

L’Italia dei Valori ha raccolto la sfida del direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, esprimendo la necessità di agire con idee e di non basare la politica sulla fredda logica dei numeri.

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