UNIVERSITÀ/ Facoltà occupata anche a Perugia: “Riprendiamoci il futuro”

“Facoltà occupata. No al Ddl Gelmini, riprendiamoci il futuro”. Ecco cosa si legge da ieri sera sullo striscione affisso al balcone della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia (Guarda la fotogallery). Anche qui, infatti, gli studenti hanno deciso, sulla scia dei vari movimenti e proteste in tutta Italia, di gridare, in maniera forte e decisa, il loro no alla Riforma Gelmini. Da ieri sera anche la Facoltà di Lettere e Filosofia è stata occupata.

PERUGIA_OCCUPATA Si potrebbe pensare che gli studenti dell’ateneo perugino siano stati gli ultimi ad attivarsi. Ed invece no. Cielo, uno dei ragazzi più attivi del movimento studentesco, ci tiene a ribadirlo: “già a fine ottobre ci siamo mobilizzati occupando un’aula del Dipartimento di Fisica in maniera tale da avere un punto nevralgico da cui coordinare le varie iniziative”. Iniziative culminate nel corteo durante l’Eurochocolate.

Sembrava che il movimento si fosse interrotto lì, proprio mentre in tutta Italia la protesta montava. Ma invece Perugia non ha mai mollato un attimo la presa: mentre i ragazzi di Roma tentavano di entrare in Senato, sul tetto della mensa centrale a Perugia studenti, ricercatori e precari della ricerca mantenevano alta la guardia, ricevendo plauso e appoggio anche dai gestori della mensa (che hanno addirittura portato sul tetto pasta e caffè agli manifestanti).

E proprio lì il giorno dopo si è deciso di tornare per sensibilizzare ulteriormente gli studenti. Dopo assemblee organizzate in tutti i collegi perugini, infatti, i ragazzi si sono ritrovati in Via Pascoli (sede della mensa centrale). “Il fatto di bloccare la mensa – ci dice Cielo – era fondamentale: ci chiedevamo perché soltanto pochi borsisti partecipavano alle iniziative. Eppure coloro che avrebbero diritto alla borsa di studio sono  a Perugia sono 4.345”. I ragazzi, chiaramente, non hanno impedito il servizio (è stato garantito un piatto minimo), ma coloro che arrivavano per mangiare dovevano attraversare un corridoio di striscioni e persone “indisponibili con cartelli molto eloquenti appesi al collo: “Io oggi non mangio. E tu?”. In effetti la situazione che si prospetta per i borsisti che ad oggi usufruiscono della mensa gratuita è drammatica: “coloro che non risulteranno beneficiari dovranno restituire i soldi della mensa che hanno consumato. Ma non solo: anche l’affitto del collegio per i mesi di ottobre e novembre”. Cosa vuol dire questo? “Se ci andrà bene dovremo restituire circa 800 euro a persona!”.

Ed è anche per questo che i ragazzi, dopo la sensibilizzazione presso la mensa, non si sono fermati: cortei spontanei hanno bloccato due punti nevralgici delle strade perugine, Via Pascoli, sede della stessa mensa e delle principali facoltà, e l’incrocio di Porta Conca, uno dei crocevia della viabilità perugina.

Ed ecco la svolta: dopo un’assemblea (cominciata alle 16.30) a cui erano presenti circa 200 persone, in serata si è deciso di occupare la Facoltà di Lettere e Filosofia. Ed anche la scelta non è stata casuale, essendo questa l’unica facoltà in centro. Appena dopo la decisione di occupare, il Preside Bonamente e il Magnifico Rettore Bistoni, pur dichiarandosi favorevoli al movimento, hanno mostrato perplessità riguardo i metodi radicali adottati ed hanno chiesto garanzie sull’occupazione stessa, insistendo sulla possibilità di un servizio d’ordine esterno. Proposta puntualmente rifiutata dai ragazzi: gli stessi, infatti, stanno garantendo un servizio d’ordine autonomo ed efficiente. E non solo: sveglia mattutina alle 7.00 per pulire aule e corridoi affinché siano utilizzabili il giorno dopo. Infatti gli occupanti hanno deciso di non bloccare l’attività didattica che rimane garantita durante tutta la settimana: “il nostro obiettivo – ci dicono – è quello di continuare a sensibilizzare. E questo, pensiamo, sia il miglior modo possibile: i ragazzi che vengono a seguire le lezioni sono circondati da striscioni e volantini che spiegano loro qual è la situazione e il perché della protesta”. Senza dimenticare, poi, che sono previste assemblee ininterrotte fino a martedì, ultima spiaggia per l’approvazione della Riforma. Ed è proprio martedì che i ragazzi si ritroveranno, insieme a ricercatori e precari della ricerca, in una grande manifestazione; “anche a Roma sentiranno la nostra voce!”, assicurano gli studenti.

Ma la protesta non si esaurisce alla sola Facoltà di Lettere. Ieri anche il collegio di agraria, uno dei più attivi a Perugia, ha deciso di seguire la stessa strada: alle 13.00 anche qui i ragazzi hanno occupato.

Ieri mattina – ci dice Angela, una ragazza del collegio – abbiamo impedito che ci fosse il cambio del portiere all’una. Siamo scesi in portineria e siamo rimasti lì, impedendo al portiere successivo di prendere il suo posto”. Fino alle tre di pomeriggio tutti insieme sono rimasti in portineria; dopodiché sono stati stabiliti i turni di vigilanza. “Le giornate proseguono come sempre: non abbiamo interrotto la vita didattica. Addirittura abbiamo mantenuto inalterato il regolamento del collegio”. Chiaramente non c’è solo questo. Accanto allo studio e alla partecipazione consueta alle lezioni, gli studenti del collegio stanno organizzando assemblee serali nelle quali discutere sulla Riforma e sul problema delle borse di studio, ed in più “studiamo in parallelo anche altre carte costituzionali europee per capire com’è inteso altrove il diritto allo studio”.

Ma, d’altronde, le giornate sono estremamente piene anche nella facoltà occupata. Domani sono previste lezioni di autoformazione (tutte tenute da ricercatori e precari) in matematica (il titolo del’incontro è molto curioso: “Due più due non fa sempre quattro”), globalizzazione e violenza di genere, pedagogia libertaria. Ma anche laboratori creativi sul tema della formazione in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Perugia.

Insomma, i ragazzi continuano a mantenere alta l’attenzione. Nei loro occhi si legge la determinazione di chi vuole, ad ogni costo, rimpadronirsi del proprio futuro. Soprattutto in questi giorni di protesta durante i quali “la Gelmini ha iniziato a temere il movimento”. Intanto proprio ieri sono uscite le liste definitive per le borse di studio. Sul sito dell’ADiSu (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario) si legge che la graduatoria “determina unicamente l’idoneità degli studenti a fruire del suddetto beneficio e non l’individuazione degli studenti quali beneficiari/vincitori della borsa di studio”. Il perché è drammatico: “L’Agenzia procederà alla individuazione dei beneficiari al momento che avrà certezza del finanziamento che complessivamente il MIUR e la Regione Umbria renderanno disponibili per le borse di studio per il presente anno accademico”. In pratica l’erogazione avverrà nel momento in cui arriveranno i finanziamenti dal Governo (che dunque ancora mancano).

E se non arrivassero a tempo debito? I ragazzi rispondono con un coro: “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”. Chiari. Determinati.

 

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Perugia occupata

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