UNITÀ D’ITALIA 1/ Viaggio nella nostra Storia: il biennio 1859-60

All’interno del periodo noto a tutti come ‘Risorgimento’, il processo unificatore italiano subiva una decisa accelerata nel biennio 1859/60, suggellato dal favorevole esito della II guerra d’Indipendenza prima e dalla riuscita ‘Impresa dei Mille’, al cui comando figurava Garibaldi, e dell’esercito sabaudo poi. Tale evento rappresenta il più drammatico e importante capitolo nella complessa e travagliata unificazione d’Italia ed uno degli avvenimenti più interessanti nella storia della lotta per la libertà nel mondo. Indubbiamente una pietra miliare della storia nazionale italiana.

di Matteo Migliari

PRIMA PARTE

GaribaldiecavourIl regno che ne sarebbe derivato, comunque, era la risultante più di uno scenario diplomatico e di guerra che di un naturale sviluppo della coscienza nazionale. Emerge, infatti, una decisiva influenza straniera di Stati? quali Inghilterra, Francia e Austria?  impegnati in una dura battaglia diplomatica, politica e militare per ridefinire equilibri ed egemonie dell’Europa post-1848. In questo gioco internazionale, sono le scelte e le contraddizioni delle grandi potenze dell’epoca?  piuttosto che il principio dell’autodeterminazione dei popoli?  a fare la differenza. Basti osservare come, nel periodo risorgimentale anteriore al 1860, i movimenti rivoluzionari e indipendentisti in Italia avevano conseguito solo dei successi iniziali, per venire prontamente soffocati dall’intervento delle potenze straniere.

Attraverso l’impresa dei Mille, tuttavia, il programma unitario sarebbe passato nelle mani del popolo e del movimento democratico, funzionale al tempo stesso al liberalismo moderato dettato da Cavour. Non bisogna dimenticare, inoltre, un tassello importante : la costituzione della Società Nazionale Italiana. Grazie al lavoro di questo trasversale movimento patriottico?  costituitosi nel 1857?  prendeva corpo la ‘definitiva’ decisione di indirizzare le speranze dell’unificazione italiana attraverso il costituzionale stato piemontese ed in nome della sua corona rappresentata dal re Vittorio Emanuele II.

Nonostante tutto, il ‘Regno d’Italia’ nasceva unito in modo frettoloso e con fortuna, prodotto dell’interazione e delle contrapposizioni delle molteplici componenti che vi hanno reso parte, su cui resta ancora di monito e profetica l’affermazione di D’Azeglio, secondo il quale il primo bisogno d’Italia era che si formassero gli italiani. Vero è che, la necessità di un’omologazione nazionale ha diretto più verso una valorizzazione delle affinità che delle differenze. Nondimeno, condizionati dal bisogno di uniformare i vari stati preunitari, il risultato è stato quello di penalizzarne le identità, il patrimonio plurale (sociale e morale) ivi radicato. Discorso valido soprattutto nei territori dell’ex Regno delle Due Sicilie, considerata la sua consistente e secolare tradizione.

Dunque un’Italia unita solamente da un punto di vista geografico e politico. Utile a decretare la fine dell’ingerenza delle potenze straniere sul territorio peninsulare, con indubbi benefici per un proficuo futuro sviluppo economico. Non solo. Altro aspetto fondamentale derivante dall’unificazione risulta essere l’estensione del processo di democratizzazione, esportato dal Regno di Sardegna nel resto della penisola: processo cruciale per raggiungere lo status di Paese democratico e liberale nel corso degli anni. D’altronde, sotto molteplici punti di vista, l’unificazione italiana può essere considerata un semplice allargamento del Regno di Sardegna.

 

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