UDC/ In Molise con Berlusconi, in Sicilia con Bersani: Casini e il partito dell’inciucio perenne

Il diktat a livello nazionale per i casiniani era quello di correre da soli in tutte le competizioni in linea con l’appoggio al governo Monti in ambito parlamentare. Come accade da anni però le elezioni regionali sembrano essere un caso a parte per l’Udc. Che con percentuali da prefisso telefonico riesce a entrare puntualmente nelle giunte regionali, grazie alla strategia dell’inciucio in cui gli elettori-cittadini contano meno di zero e la poltrona diventa l’unico agognato obiettivo.

 

di Viviana Pizzi

I giochi sono fatti, sia a livello nazionale che nelle regioni dove il 24 e 25 febbraio si torna alle urne per il rinnovo dei consigli e per l’elezione dei nuovi presidenti. Incertezze soltanto per le amministrative del Friuli Venezia Giulia, fissate ad aprile, con le regionali che si svolgeranno insieme a provinciali e comunali.

Il partito che si è tenuto sotto coperta più degli altri è stato l’Udc di Lorenzo Cesa e Pierferdinando Casini. Che, come si aspettavano in qualche regione coinvolta dal valzer elettorale di carnevale, ancora una volta non ha mostrato la sua vera identità di partito centrista.

 

ELEZIONI POLITICHE: UDC CON MARIO MONTI

Su questa eventualità c’era ben poco da discutere. I centristi durante i tredici mesi di governo tecnico non solo hanno appoggiato senza riserve le riforme del professore ( insieme a Pd e Pdl) ma hanno anche caldeggiato la probabilità del Monti bis anche nei momenti più bui, quelli in cui i berlusconiani toglievano il loro appoggio mettendo il premier tecnico nella condizione di doversi dimettere.

Perché mai è stata questa la decisione di Pierferdinando Casini? Semplice: l’obiettivo è continuare a governare anche in un momento in cui i sondaggi Emg danno il partito a un 3,4%.

Numeri che da soli potrebbero portare addirittura i centristi fuori dal Parlamento italiano e che, invece, sommati alle percentuali di liste in appoggio a Mario Monti significano incarichi e potere.

Sostenere Monti, lo ricordiamo, ha portato anche questo “partitino” a dire la sua nelle lottizzazioni Rai. Ai casiniani è toccato proprio il “controllo” del Tg1 con la nomina di Mario Orfeo, ex Messaggero targato Caltagirone, a direttore.

Casini si schiera con Monti sperando che ‘O Professore se la giochi da protagonista anche in caso di vittoria di Bersani, stringendo accordi che permetterebbero ad entrambi i centristi di rimanere al potere e occupare qualche poltrona di spicco.

 

REGIONALI LAZIO E LOMBARDIA: UDC IN LINEA CON I DETTAMI NAZIONALI

Non bisogna dimenticare però che le elezioni sono aperte anche in due delle regioni elettoralmente più importanti d’Italia: la Lombardia e il Lazio.

Qui entrambi i consigli regionali sono stati sciolti dopo gli scandali giudiziari. In Lombardia ci sono tredici indagati tra gli uscenti e nel Lazio si sono materializzati i vari Fiorito e Maruccio.

Che ha fatto in questi casi l’Udc? Ha seguito i dettami di Casini e Cesa che avevano imposto ai loro di correre da soli, in alternativa sia al Pd che al Pdl. Nonostante non siano mancati nemmeno qui dialoghi sotterranei e tentativi di accordi.

In Lombardia il candidato è forte: si tratta dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, ex Pdl riciclatosi nella lista Monti. Se la vedrà con il leghista Roberto Maroni e con il centrosinistra di Umberto Ambrosoli, senza dimenticare Silvia Carcano per il Movimento Cinque Stelle.

Nel Lazio invece i centristi puntano sulla candidatura di Giulia Buongiorno in quota Fli, in contrapposizione aal centrodestra di Storace e al centrosinistra di Nicola Zingaretti. Qui i centristi hanno seguito i dettami nazionali sperando almeno che qualche consigliere montiano riesca a centrare l’obiettivo di entrare alla Pisana. Per Casini sarà certo la sfida più difficile ma non si poteva far altrimenti.

La Pisana è un organo troppo vicino al parlamento per tentare strade improbabili. Soprattutto dopo che lo stesso Casini ha definito Berlusconi “un buffone”.

Io sono l’ossessione di Berlusconiha dichiarato convinto–  mi vuole uccidere politicamente e non ci riesce. Cinque anni fa ho denunciato che era un buffone e che il discorso del predellino sarebbe stato un disastro per l’Italia e infatti Berlusconi ha ridotto l’Italia al livello della Grecia. Ora fa lo smemorato, fa finta che tutto quello che è successo in Italia non è colpa sua”.

 

REGIONALI MOLISE: CASINI ANCORA CON BERLUSCONI

casini_re_dellinciucio_perennePeccato però che queste dichiarazioni, viste in salsa molisana, diventino chiacchiere da baraccone, un pour parler da politicante quale Casini si è sempre dimostrato.

In extremis infatti il partito di Lorenzo Cesa ha dato l’ok al segretario Teresio Di Pietro e all’assessore regionale Luigi Velardi per raggiungere l’accordo proprio con il Pdl che lo stesso Casini tanto dileggia a livello nazionale. Tutti insieme appassionatamente – come nel 2001, 2006 e 2011 – per appoggiare la candidatura di Michele Iorio alla presidenza della Regione Molise.

Un’alleanza che nell’ultima legislatura ha permesso proprio all’ex segretario regionale Luigi Velardi di ottenere l’assessorato all’ambiente, all’urbanistica e alle politiche della casa. Era stato candidato nella Lista Iorio presidente con il Molise ma sempre in quota UdcTutto questo avveniva tre anni dopo l’ufficiale rottura tra Casini e Berlusconi.

IL PRECEDENTE SICILIANO: UDC COL PD

Le elezioni per il rinnovo dell’assemblea regionale della Sicilia si sono svolte il 28 e 29 ottobre del 2012. Non si parla quindi di un passato remoto.

Dov’era l’Udc di Casini? A sostenere un’alleanza del tutto opposta a quella molisana e diversa anche, ma solo in apparenza, a quello che sta accadendo sullo scenario nazionale. Insieme al Partito Democratico di Pierluigi Bersani ha sostenuto e caldeggiato la candidatura dell’attuale presidente Rosario Crocetta. Che ha vinto le elezioni siciliane con il 30,50% dei suffragi battendo altri otto candidati.

L’Udc con il 12,5% ha ottenuto ben 11 deputati regionali che insieme ai 13 del Pd che ha invece raggiunto il 13,5% ne ha conquistati 13.

Cos’altro hanno guadagnato i casiniani figli di quel Totò Cuffaro che male aveva governato l’Isola e che era finito in carcere nel 2011 a causa di una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa?

Di certo una rifatta verginità accanto all’ex sindaco di Gela famoso per le sue lotte antimafia. E in più qualche poltrona, che non fa mai male:due assessori in quota Udc sono infatti entrati nella Giunta Crocetta.

Si tratta di Ester Bonafede, sovrintendente dell’orchestra sinfonica siciliana e nuovo assessore al lavoro, che alle elezioni regionali del 2006 era stata candidata nell’Aquilone, la lista personale di Cuffaro. Candidato con Cuffaro anche Dario Cartabellotta, candidato alle regionali del 2001 con il Cdu e oggi nominato da Crocetta assessore all’Agricoltura.

Tradotto in termini politici si tratta della stessa cosa che ottiene in Molise col Pdl: essere in maggioranza, ottenere incarichi assessorili e decidere le sorti della Regione. Non importa con quali alleati, purché si vinca.

CASO FRIULI VENEZIA GIULIA: UDC DIVISO TRA PD E PDL

A Trieste è ancora presto per decisioni definitive. Si vota infatti ad aprile insieme a comunali e provinciali. L’Udc, in linea con quanto avvenuto nel resto d’Italia è indecisa: correre da sola, andare col Pdl o con il Pd.

Un partito quindi che rischia di spaccarsi tra chi vuole sostenere la ricandidatura del presidente Tondo e chi si schiera invece a favore della candidata del Pd Debora Serracchiani, indicata dal partito già dal luglio scorso.

La linea del vicesegretario regionale sarebbe la stessa che ha vinto in Sicilia, l’alleanza con il Partito Democratico. Ora però l’Udc in Friuli è in giunta regionale insieme al governatore Pdl Tondo proprio come è accaduto in Molise. Anche qui come nelle due regioni appena esaminate l’ipotesi che i centristi vadano da soli sta diventando sempre meno percorribile.

Come è avvenuto a Campobasso prima dell’ufficializzazione col Pdl, anche a Trieste il segretario regionale Leonardo Zappalà non ha preso una posizione in merito. Però l’orientamento dell’ex segretario regionale e deputato Angelo Compagnon è più vicino all’area Tondo. Insieme a lui anche l’assessore regionale del centrodestra Roberto Molinaro impegnato proprio con l’attuale governatore.

 

IL PARTITO DELL’INCIUCIO

L’Unione di Centro ha regalato all’Italia memorabili perle politiche: dal Cuffaro “Vasa Vasa” al Cesa dei misteri, passando per il sempreverde Cirino Pomicino fino agli ultimi scandali dei bilanci sospetti. Senza dimenticare il caso dei “parenti di” inseriti nelle liste elettorali. È con questi galantuomini che Bersani, Monti (e Berlusconi) intendono cambiare il Paese? L’Italia Giusta del Pd avrà come fondamenta gli inciuci casiniani? Se così fosse torneremmo indietro di parecchi lustri, all’epoca della Balena Bianca – che in questo caso sarebbe al massimo un balenottero – in cui tutto era possibile in nome del Potere. Che, ovviamente, logora chi non ce l’ha. E questo Casini lo sa fin troppo bene.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.