Trasporto pubblico: lavoratori senza contratto ma il Governo vuol finanziare 45 miliardi di autostrade “inutili”

Lo sciopero è un diritto inalienabile del lavoratore anche se, per quanto riguarda il trasporto pubblico, il danno fatto è solo ai viaggiatori: le aziende non pagano i dipendenti e non rinnovano i contratti da ben 5 anni. Eppure le perdite per ogni biglietto invenduto non equivalgono agli arretrati che queste aziende hanno con i lavoratori. Così il Ministero dei Trasporti ha deciso di sbloccare i Fondi tpl per un totale di 5 miliardi di euro, soldi mai arrivati ai lavoratori ma passati direttamente alle banche per saldare  debiti che le aziende hanno accumulato durante il periodo berlusconiano. Intanto il paradosso all’italiana c’è anche qui: mentre gli operatori rivendicano soldi e diritti, il Governo ha avviato il ‘Project financing’, costruire 32 “inutili” autostrade che costeranno 45 miliardi di euro.

 

di Maria Cristina Giovannitti

disagio_trasporti_pubbliciUna situazione di vera inciviltà che vede i dipendenti del trasporto pubblico lavorare senza retribuzione e con un contratto scaduto da ben 5 anni. Inoltre la situazione non è stata tamponata neanche con un piano di mobilità, per cui gli operatori del settore si trovano a dover scioperare e soprattutto ‘elemosinare’ un contratto che, nella realtà dei fatti, gli spetta di diritto. Alla denuncia dei sindacati Cgil, Cisl e Uil si somma quella della UsbUnione sindacati di base – che segnala una situazione ormai arrivata all’indecorosità.

 

LA CRISI DEI TRASPORTI, LA PARALISI DELLA CITTÀ – I lavoratori del trasporto pubblico da ben 5 anni lavorano con dei contratti scaduti, non percepiscono la mobilità ed hanno migliaia di euro di stipendi in arretrato. Una situazione di lavoro che rasenta l’inciviltà, dove lo sciopero sarebbe l’unico modo per far valere i propri diritti.

Sarebbe così ma nella realtà dei fatti paralizzare una città arreca danni solo ai cittadini, tra l’indifferenza delle amministrazioni e delle aziende, perché per ogni giorno di sciopero e di biglietto invenduto le società dei trasporti non subiranno mai una perdita che arrivi a danneggiarli come lo sono stati già i lavoratori.

stazione_treni_lombardiaAlla situazione di default finanziario, aggiungiamoci anche una cattiva manutenzione e un sistema ancora troppo vecchio: prendiamo, per esempio, il caso di Milano con un sistema metropolitano che conta ben 30 treni più vecchi di tutti i 180 in servizio, questo significa poca sicurezza pubblica ed anche maggiore spesa per il mantenimento.

Nessuno corre ai ripari perché, sia la società privata, che il comune di Milano dicono di non avere risorse economiche.

 

I SOLDI DEI LAVORATORI SERVONO PER PAGARE I DEBITI CON LE BANCHE PERÒ SI FINANZIANO NUOVE E INUTILI AUTOSTRADE – L’enorme debito che il settore dei trasporti ha accumulato negli anni risale al periodo berlusconiano in cui, compresa la questione Alitalia, si è arrivati ad una situazione di bancarotta per ricevere, poi, la cordata finale con il tecnicismo di Monti. La drammatica situazione dei trasporti pubblici ha portato il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a sboccare i Fondi del tpl – trasporto pubblico locale pari ad una prima tranche di 3 miliardi di euro.

Questi fondi sono stati accompagnati da due decreti – uno del Ministero dell’Economia e delle Finanze ed uno da quello dei Trasporti – dove si parla di altri soldi da destinare al trasporto: rispettivamente 1 miliardo e 180 milioni, più 314 milioni di euro, ai quali si aggiungono anche 108 milioni di euro per i rimborsi Iva sul trasporto ferroviario e 86 milioni di euro da stanziare dopo l’accordo ANCI – quello tra Governo, Regioni e Associazione dei Comuni.

Nei fatti, il Governo ha così destinato al trasporto un totale di 5 miliardi di euro, denaro che – secondo la denuncia dell’Unione Sindacale di Basenon è affatto arrivato ai lavoratori: il 60% che è stato elargito alle Regioni passa direttamente per le banche e rischia di fermarsi lì per cominciare a saldare l’enorme debito che le aziende hanno accumulato.

stazione-bologna_ferrovie_emiliaPer esempio solo per il caso-Emilia Romagna le società hanno un debito pari a 9,4 milioni di euro. Insomma i soldi dei lavoratori sono serviti per saldare una parte del debito con le banche e al contempo arriva il paradossale ‘Project financing’ voluto dal Governo: mentre i lavoratori ‘elemosinano’ un contratto che dovrebbero avere di diritto, si pensa ad una rete di autostrade – ben 32 in totale per una lunghezza di 2 mila e 200 chilometri – che porterebbe una spesa pubblica di ben 45 miliardi.

Considerato dal Governo non prioritario pagare gli stipendi agli operatori dei trasporti, è proprio la Confindustria a bocciare il progetto ritenendolo “inutile”.

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