TRASPORTI/L’ultima incompiuta di Monti: bloccata l’autorità di regolazione. Problemi di “nomine”…

Potrebbe essere l’ultima incompiuta del Governo Monti, una promessa non mantenuta che si aggiunge alle leggi che resteranno lettera morta dopo lo scioglimento delle camere. Questa volta si parla dell’Autorità di regolazione dei trasporti, istituita per legge nel gennaio scorso proprio sotto impulso del governo tecnico e mai andata regolarmente in funzione. Tutto questo per colpa delle nomine del direttivo sulle quali non ci si riesce a mettere d’accordo. Tecnici o politici della peggior specie?

 

di Viviana Pizzi

treni_ritardi_autorit_trasporti_bloccataSecondo indiscrezioni di Agenparl.it il Governo, dopo la defezione di Barbara Marinali, sarebbe stato costretto a provvedere alla nomina di  una nuova terna. Ad aspirare alla presidenza ci sarebbe addirittura il sottosegretario Catricalà. Il totonomine sembrerebbe comunque bloccare un organismo che avrebbe il compito di garantire condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali, fatte salve le competenze dell’Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali, e alla mobilità dei passeggeri e delle merci in ambito nazionale, locale e urbano, anche collegata a stazioni, aeroporti e porti. Tra l’altro dovrebbe stabilire anche le  condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto nazionali e locali connotati da oneri di servizio pubblico.

 

IL TOTO NOMINE E LA CRISI DEL SETTORE

Un blocco che avviene proprio mentre tutto il settore attraversa un momento di crisi sempre più nero caratterizzato da un peggioramento della qualità soprattutto del settore dei treni. Caratterizzato da tagli continui delle corse e da servizi più scadenti rispetto al passato.

Da un punto di vista prettamente societario le ferrovie dello Stato, che detengono ancora il 90% del mercato ferroviario, stanno acquistando imprese di trasporto locale del Piemonte e della Toscana e dovrebbe rinunciare, nell’ambito dell’integrazione verticale (andrebbe ad acquistare altre società divenendo quella al vertice della piramide) , ad alcuni spazio di esclusiva che prima della fusione erano esistenti.

Perdere tempo senza che un’autorità per le politiche di regolamentazioni non è affatto una buona prassi perché le imprese di monopolio si organizzano e ne hanno il tempo in vista di una minaccia di un’autorità indipendente che potrebbe decidere sulla regolamentazione. La rapidità di azione e la presenza dell’Autorità di regolamentazione, come insegnano esperienze americane e inglesi, è fondamentale per la buona riuscita della faccenda.

Non se la passano meglio gli aeroporti dove  le società che lavorano nel settore stanno per definire i contratti di programma: con la loro conclusione si andrebbero a determinare situazioni pattizie di lungo termine su cui la costituenda autorità farebbe fatica ad intervenire.

Situazioni simili potrebbero avvenire nel settore autostradale poiché ci troviamo a ridosso della scadenza di alcune concessioni che potrebbero vedere operazioni di integrazione orizzontale dell’impresa dominante.

 

LA STORIA 

A causa di fusioni societarie e dell’evolversi del sistema si era sentita la necessità di creare l’autorità indipendente di regolazione dei trasporti. La sua nascita era stata già pensata in realtà negli anni 90. Il primo disegno di legge per la sua istituzione era stato pensato nel 1996 ma il suo esame fu bloccato a causa dello scioglimento anticipato delle Camere. Subì la stessa storia di altri decreti legge di quegli anni fino ad arrivare al Governo Monti e al decreto Cresci Italia, la cui conversione in legge è stata assicurata dall’apposizione della questione della fiducia.

 

FUNZIONI E POTERI

Tra le altre sue funzioni ci sono i criteri per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi; la verifica della corretta applicazione, da parte dei soggetti interessati, dei criteri; definire il contenuto minimo degli specifici diritti, anche se di natura risarcitoria, che gli utenti possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture di trasporto; definisce gli schemi dei bandi delle gare per l’assegnazione dei servizi di trasporto in esclusiva e delle convenzioni, da inserire nei capitolati delle medesime gare, e stabilisce i criteri per la nomina delle commissioni aggiudicatrici; verifica, in particolare, che nei bandi di gara per il trasporto ferroviario regionale, non sussistano condizioni discriminatorie o che impediscano l’accesso a concorrenti potenziali, con particolare riferimento al requisito della disponibilità del materiale rotabile già al momento della gara.

Numerosi anche i poteri che l’autorità deve esercitare sui trasporti. Tra questi proporre all’amministrazione competente la sospensione, la decadenza o la revoca degli atti di concessione, delle convenzioni, dei contratti di servizio pubblico e di programma e atti assimilabili, qualora sussistano le condizioni previste dall’ordinamento; richiedere le informazioni e l’esibizione dei documenti necessari per l’esercizio delle sue funzioni, nonché raccogliere dichiarazioni, da qualunque soggetto informato; ordinare la cessazione delle condotte in contrasto con gli atti di regolazione adottati e con gli impegni assunti dai soggetti sottoposti a regolazione, disponendo opportune misure di ripristino; irrogare sanzioni amministrative pecuniarie per l’inosservanza di propri provvedimenti o per la mancata ottemperanza alle richieste di informazioni o a quelle connesse all’effettuazione dei controlli, o nel caso in cui le informazioni e i documenti non siano veritieri. In fase di prima applicazione le sanzioni amministrative pecuniarie sono comprese tra un minimo di 2.500 euro e un massimo di 154.937.069,73 euro. L’ammontare riveniente dalle predette sanzioni è destinato ad un fondo per il finanziamento di progetti a vantaggio dei consumatori dei settori dei trasporti, approvati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, su proposta dell’Autorità.


LO SDEGNO DI IDV, FLI E PD

Commenti negativi da parte dell’europarlamentare Idv in Commissione Trasporti, Giammaria Uggias.

E’ intollerabile lo stato di impasse in cui versa l’istituzione dell’Autorità di regolazione dei Trasporti – ha dichiarato –  bloccata dai veti incrociati di una classe politica che non intende abdicare al proprio ruolo di gestore e controllore della cosa pubblica. Ricordo che la legge n. 27 del 24 marzo 2012 prevede l’istituzione dell’Autorità di regolazione dei Trasporti, cui sono affidate importanti funzioni di regolazione e vigilanza su tutti i comparti del settore (ferrovie, navi, aerei, trasporto pubblico locale), e secondo tale legge, la stessa Autorità avrebbe dovuto cominciare a operare entro maggio 2012. Ebbene, sono trascorsi sei mesi da allora e ancora non vi è traccia della nuova Authority”.

Gli fa eco l’esponente di Fli Daniele Toto: “L’Autorità di regolazione dei Trasporti ha una valenza formidabile ed ha una funzione molto importante. Si tratta, infatti, di un Ente regolatore con poteri dispositivi che potrebbero regolamentare al meglio il sistema dei trasporti, un sistema che necessita di una siffatta agenzia. La terna precedentemente proposta dal Governo era equilibrata, in quanto era composta da un tecnico, da un dirigente pubblico e da un professore di diritto. Ma, la stessa terna, è stata congelata dal Governo”.

L’impasse ormai non ha giustificazioni – ha aggiunto Lovelli del Pd–  in base alla normativa approvata fin dalla primavera scorsa, l’Autorità doveva essere pienamente operativa almeno da giugno. Il governo all’epoca si è assunto la responsabilità di proporre una terna che poi non ha retto al parere delle Commissioni. Ora deve assolutamente accelerare i tempi e proporre una terna qualificata, con grande professionalità, senza spartizioni”.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.