TFA e CONCORSONE/ Il Profumo degli errori tra domande impossibili e ingiuste esclusioni

Li chiamano ‘quelli del Tfa’ come se fossero degli appestati eppure tra riforme e controriforme indette dall’allora ministro Gelmini, la scuola rifiuta i nuovi insegnanti davvero come se avessero la peste bubbonica. In più l’iter per la formazione di nuove leve non solo è improponibile ma anche del tutto falsato: test sbagliati, quiz impossibili, prove-truffa già in partenza. Ed ora, quella che era l’ultima speranza chiamata ‘concorsone’ si rivela una nuova delusione: esclusi i non abilitati, docenti di ruolo e le false dichiarazioni del ministro Profumo sulle prossime selezioni in primavera. E così per tutti gli aspiranti docenti sorge un dubbio amletico: è più semplice diventare insegnanti o astronauti?

di Maria Cristina Giovannitti

tfa_e_concorsoneQuel pasticciaccio brutto del Tfa’ lo definirebbe così Gadda. Dopo la delusione del Tirocinio Formativo Attivo – unico modo per abilitarsi – arriva il bando del ‘concorsone’ rivelandosi già un grande buco nell’acqua per il plotone di futuri insegnanti–se mai lo saranno.

Il Tfa oggi potrebbe essere chiamato convenzionalmente il tirocinio della truffa poiché le prove a scelta multipla somministrate ai candidati, oltre a presentare errori nelle domande, avevano delle risposte indecifrabili e senza nessun attendibilità; addirittura in alcuni quesiti non c’era nessuna risposta esatta. Gli errori per questa grande scrematura sono partiti dall’alto, dal Ministero dell’Istruzione che ha fatto un mea culpa della situazione: preso atto che più di 400 domande erano sbagliate, il ministro Profumo ha valutato come esatte tutte quelle contestate. In ogni caso la prima prova per l’abilitazione si è rivelata un calderone di errori/orrori e così, accertata l’invalidità del tirocinio della truffa – costato ad ogni candidato intorno ai 200 euro– gli aspiranti professori sono pronti a far ricorso per far annullare le prove.

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Intanto anche sul ‘concorsone’ si profila Profumo di ricorso. A pochi giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale già piovono i primi dissensi. Il maxi concorso ha l’intento di reclutare 11.542 docenti per il biennio scolastico 2013/2015. La prima grande fase di gambizzazione dei sogni per molti giovani laureati, è resa dalla grande esclusione: al concorsone: potranno partecipare solo gli abilitati, per cui vengono a priori esclusi anche tutti i giovani che non si sono potuti abilitare a causa della chiusura nel 2008 della SSIS –Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario. Inoltre appaiono promesse da marinaio quelle fatte dal ministro Profumo che parla di una nuova selezione per la primavera 2013, una bufala a quanto pare visto che il concorso è stato bandito secondo l’art. 400 del Testo Unico (D.Lgs. 297/1994) che cita così: «I concorsi sono indetti su base regionale con frequenza triennale e l’indizione è riferita all’effettiva disponibilità di cattedre o posti».

Per cui il concorso potrà ripetersi solo fra 3 anni e non in primavera come ha detto Profumo. In ultimo, sempre secondo il bando, sono esclusi anche i docenti di ruolo: «Non possono partecipare tutti coloro che dalla data di pubblicazione prestano servizi a tempo indeterminato nella scuola statale». Un’ ingiustizia se si considera che hanno accesso al concorso candidati che hanno altri impieghi a tempo indeterminato.

Insomma dopo anni di esami, titoli triennali e specialistiche, scuole di formazione per l’insegnamento e costosi master, nonostante tutto arrivano le grandi esclusioni e un amletico dubbio torna: sarebbe stato più semplice diventare astronauti?

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