TERREMOTO/ Scosse di 4.9 di magnitudo con epicentro in provincia di Reggio Emilia. Intanto Bertolaso chiamato in udienza per terremoto dell’Aquila

di Redazione Infiltrato.it

Torna la paura per il terremoto. Colpite numerose zone del Nord Italia con una scossa di 4.9 di magnitudo, epicentro la provincia di Reggio Emilia. Nello stesso giorno si torna a parlare di terremoto dell’Aquila e del processo a Guido Bertolaso accusato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

terremoto_nord--400x300Trema la terra al Nord. Per tutta la notte. Gente riversata per le strade in preda al panico. Una serie di scosse sismiche, separate, sono partite nella notte e continuate fino a questa mattina quando alle ore nove si è avvertita la scossa maggiore. 4,9 di magnitudo con epicentro nella provincia di Reggio Emilia. Trentatré chilometri sotto terra. La terra ha tremato anche nelle zone di Parma, Modena e Mantova fino a raggiungere le zone più a nord d’Italia come Torino e Milano e la zona del veronese. “Nessun danno grave. La situazione è tranquilla e sotto controllo” comunicano i Vigili del Fuoco. Accertate solo piccole crepe e il crollo di qualche calcinaccio. Sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine e della Protezione Civile occupata, nel pomeriggio, in un vertice nel quartier generale di Roma.

Secondo l’Istituto di Geofisica il terremoto di questa mattina è legato ai movimenti della placca Adriatica sotto l’Appennino mentre quello di ieri sera è legato alla placca Adriatica che spinge sotto le Alpi. Allarme rientrato nella zona considerata a rischio sismico moderato, a differenza della fascia centrale degli Appennini dove il rischio è decisamente più elevato.

PROCESSO GRANDI RISCHI – Prevista per domani mattina l’udienza del processo a Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e fedelissimo di Silvio Berlusconi. L’accusa è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo per il terremoto dell’Aquila. A smuovere le acque nell’indagine è stata un’intercettazione telefonica in cui Bertolaso affermava “che gli scienziati inviati dal suo dipartimento sei giorni prima della devastante scossa furono spediti nella città in preda allo sciame sismico non per valutare il rischio concreto di un forte terremoto ma solo per compiere un’operazione mediatica, e per tranquillizzare la gente”. Insieme al fidato Berlusconiano indagati anche i sette componenti della commissione che all’epoca non hanno accertato e valutato con correttezza la gravità e il rischio del terremoto che ha devastato l’intera città dell’Aquila.

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