TERREMOTO EMILIA/ Parla il consigliere regionale Antonio Mumolo

Questo che si è appena chiuso lo possiamo senza dubbio annoverare tra i weekend più neri della storia del nostro Paese. Cominciato venerdì con il folle gesto di Brindisi e terminato  sabato con l’irruenza della natura che ha scosso in maniera criminale l’intero ferrarese. La scossa principale è stata di magnitudo  5.9 con una profondità di 6,3 chilometri. Ad oggi ha provocato 7 morti e quasi seimila sfollati. Abbiamo parlato con il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, Antonio Mumolo (in quota Pd), di come la regione si sta adoperando per diminuire al massimo i disagi, le difficoltà che il terremoto inevitabilmente ha creato.

di Alessandro Corroppoli

terremoto-emiliaConsigliere la situazione è drammatica. L’ente regione come si sta comportando?

In primis vorrei ringraziare Regioni Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Toscana, Umbria, Anpas (associazione nazionale pubblica assistenza) e Ana (associazione nazionale alpini) nazionali, con il coordinamento del Dipartimento nazionale per il loro immediato intervento. Un plauso va fatto anche agli oltre 730 volontari della protezione civile dell’Emilia – Romagna che già da due giorni e notti ininterrottamente continuano a scavare e a scortare gli sfollati e a dare loro un riparo il più confortevole possibile.

Quali sono i numeri in suo possesso?

I numeri sono quelli diramati dal nostro Presidente Vasco Errani ovvero ad oggi abbiamo questa situazione: 4.914 persone ospitate  presso i campi e le strutture di prima assistenza allestiti dalla Protezione civile regionale. Di queste quasi 5 mila persone 1288 nella zona del ferrarese, 266 in quella del bolognese, 3360 nel modenese.  Inoltre dovrebbero essere state terminate  ulteriori strutture per fornire assistenza ad altre 1310 persone. Il tutto in previsione di un numero di sfollati che continuerà a crescere in queste ore.

Quali gli interventi prioritari? 

Ripercorro e le ripropongo le stesse parole il presidente della Regione Vasco Errani  insieme all’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo, hanno pronunciato questa mattina durante gli interventi in corso nella Conferenza dei capigruppo dell’Assemblea legislativa.

Ci dica consigliere.

Siamo riusciti a dare in maniera pressoché immediata assistenza alle persone cercando di ridurre  il loro disagio e le loro difficoltà il più possibile. Ora bisogna premere sul pedale dell’acceleratore per quanto concerne le verifiche sullo stato di stabilità delle abitazioni in modo da facilitare il rientro  nelle case, e  ovviamente  lo stato di stabilità delle scuole per consentire la conclusione dell’anno scolastico in un clima il più possibile sereno.

A tal proposito dal Molise, la mia regione, sono in arrivo trenta tecnici della Protezione Civile.

Molto bene. Ringrazio anche loro. Proprio in queste ore è partito  il censimento danni da parte dell’ Agenzia di protezione civile regionale, con il supporto del Dipartimento nazionale di Protezione civile e il Servizio regionale Geologico sismico e dei suoli. Alle otto squadre attivate ieri e composte da sedici tecnici del nucleo di valutazione regionale, si sono aggiunte nella giornata di oggi altre dodici squadre di tecnici regionali e cinque squadre del Trentino. Non sapevo del Molise quindi la disponibilità di altre 5 regioni che ora diventano sei.

In Molise la ricostruzione è stato ed è un modello da non copiare: a oltre dieci anni del terremoto solo il 30% della ricostruzione è stata portata a termine. Come intendete procedere in questo senso, avete già in mente qualche procedura?

Partiamo da una situazione molto grave dove quasi l’intero patrimonio culturale- religioso è stato distrutto. A ciò aggiungiamo tantissimo edifici pubblici e prime abitazioni. Detto ciò non abbiamo tempo per scoraggiarci ma abbiamo solo il dovere di essere rigorosi nelle stime dei danni e procedere con un paino per la ricostruzione. Sicuramente avvieremo  un confronto col Governo, stiamo studiando un meccanismo con i Consorzi fidi per anticipare i finanziamenti necessari a ripristinare l’attività produttiva, prevediamo l’attivazione degli ammortizzatori in deroga dove sarà necessario.

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