TERMINI IMERESE/ Passera uccella Di Risio: “Basta, non sei in grado. Cerchiamo alternative.”

Non possiamo aspettare che passino i tempi della cassa integrazione senza andare a cercare qualcun altro”. Con queste parole Corrado Passera ha annunciato, ufficialmente, il fallimento della proposta (procrastinata di continuo) di Massimo Di Risio per lo stabilimento di Termini Imerese. Una vittoria per gli operai siciliani che ora attendono il da farsi. Una vittoria anche per Infiltrato.it che ha condotto una battaglia serrata contro la mala gestio imprenditoriale e contro le menzogne di Di Risio.

di Carmine Gazzanni

massimo_di_risio_ministro_passeraEra il settembre 2011 quando Massimo Di Risio ufficializzava la sua offerta per rilevare Termini Imerese. Da allora rinvii su rinvii da parte dell’imprenditore isernino, ma nessuna risposta concreta fornita alla stampa, al ministero delle attività produttive e, soprattutto, agli operai in cassa integrazione. E alla fine tutto si è concluso con un nulla di fatto. Proprio ieri il ministro Passera ha annunciato il fallimento del piano di rilancio proposto da Dr Motor: “Non possiamo aspettare che passino i tempi della cassa integrazione senza andare a cercare qualcun altro. Anche a rischio di farci male abbiamo detto basta, tu non sei in grado, cerchiamo alternative”.

Massimo Di Risio, stando a quanto sta trapelando in queste prime ore, sarebbe reo di non aver rispettato le tempistiche opportune e concordate. Basti ricordare, ad esempio, che il 4 giugno era previsto un incontro fra le parti durante cui Di Risio avrebbe dovuto presentare (finalmente) il suo piano industriale. Ma niente da fare: l’imprenditore, in quella circostanza, aveva chiesto altro tempo. Due settimane ancora. Troppo anche per Passera.

Finalmente, dunque, si è conclusa una partita che sin da subito aveva dimostrato di non avere altre vie d’uscita. Troppe erano le incongruenze, troppe le stranezze. A cominciare dal fatto che mai era stato reso pubblico un piano industriale. Senza dimenticare quanto accertato da Infiltrato.it, attraverso una videoinchiesta, sulla falsa produzione di auto nello stabilimento di Macchia d’Isernia e sugli operai molisani non pagati da mesi. Segno, questo, dei conti in rosso dell’azienda. Da qui la domanda che già da mesi ci eravamo posti: come può un’azienda in rosso per 74 milioni di euro rilevare Termini Imerese?

Il dubbio che l’imprenditore isernino fosse attratto dal pesante finanziamento pubblico per l’operazione (circa 400 milioni offerti da Raffaele Lombardo), era forte. E, probabilmente, si è insinuato anche nella testa del ministro che, alla fine, ha deciso di chiudere le porte allo sbarco di Di Risio in Sicilia.

Come detto, dunque, troppe stranezze. Troppe domandeformulate per giunta nero su bianco da Infiltrato.it – a cui però Massimo Di Risio ha preferito non rispondere mai. Sebbene sollecitato e contattato anche telefonicamente per un incontro dalla nostra testata.

Ma cosa ha spinto Passera, oltre quanto detto, a rinunciare all’offerta di Dr? Questa è una domanda a cui bisogna cercare risposta. Nei fatti, d’altronde, il ministro ha sempre accettato i vari rinvii di Massimo Di Risio. Probabilmente, però, una circostanza è stata cruciale. In una delle ultime riunioni tra le parti – quella del 17 maggio – nel silenzio generale degli altri media, Infiltrato.it ha ricostruito quanto accaduto nelle stanze di palazzo: da quell’incontro è emerso che, se in un primo momento Invitalia, l’advisor del ministero, aveva approvato il piano di Di Risio, proprio in quella circostanza era tornata sui suoi passi. Merito di questo dietrofront è dell’Idv, unico partito nell’arco parlamentare che si è interessato concretamente alla questione, alla drammatica situazione degli operai siciliani e a non farsi abbindolare dalle promesse sbrigative dell’imprenditore automobilistico. Le titubanze di Invitalia, infatti, sono certamente da ascrivere al fascicolo aperto dalla Procura di Isernia dopo l’esposto presentato da Antonio Di Pietro circa i metodi che Di Risio utilizza allo stabilimento di Macchia D’Isernia.

Ora la palla torna in mano al ministero. La scadenza della cassa integrazione per gli operai è infatti vicina. Bisognerà trovare una soluzione prima che sia troppo tardi. Infiltrato.it, soltanto un mese fa, sentiva sulla questione Maurizio Zipponi, responsabile dipartimento Lavoro Idv, e Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom. Le loro proposte a riguardo ci sembrano tutt’oggi le più condivisibili.

Ci diceva allora Zipponi: “L’unica posizione a questo punto possibile è che il Governo porti avanti la proposta presentata in Parlamento e al ministero delle attività produttive dall’onorevole Leoluca Orlando: dato che Fiat ha goduto di ingenti finanziamenti pubblici, ora ceda Termini Imerese al costo di un euro”. Soltanto in questo modo, continuava Zipponi, si potrebbe aprire un bando pubblico aperto anche alle aziende automobilistiche internazionali. Idea, questa, assolutamente condivisa da Maurizio Landini: “Un’idea sarebbe quella di attrarre investimenti dall’estero. Ci sono infatti tutte le condizioni sia a Termini Imerese che nella fabbrica Iris di Valle Ufita: i lavoratori hanno dimostrato, infatti, di sapere produrre bene sia auto che bus”.

Speriamo che Passera, ora, non faccia orecchie da mercante.

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