Termini Imerese: nulla allo Sviluppo economico, Lombardo al telefono e Invitalia frena per l’esposto di IdV

Per gli operai di Termini Imerese nessuna novità. La riunione di oggi pomeriggio a Roma tra il ministro delle attività produttive Corrado Passera e il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo (peraltro assente e in comunicazione soltanto per via di un “ponte telefonico”) si è conclusa con un nulla di fatto. Per Lombardo, invece, nessun passo indietro. Anzi. Sono addirittura 400 i milioni previsti per l’arrivo di Di Risio. Nonostante la sua spaventosa situazione debitoria. Abbiamo sentito Landini e Zipponi: la Fiat si assuma le sue responsabilità.

di Carmine Gazzanni e Emiliano Morrone

raffaele-lombardo-di_risio_termini_imereseL’INCONTRO TRA PASSERA E LOMBARDO: NULLA DI FATTO – Un “ponte telefonico”. Così l’ha chiamato un portavoce di Raffaele Lombardo. Il Governatore della Sicilia, infatti, non era presente a Roma. Al Ministero, a fare le sue veci, c’era una sua stretta collaboratrice, Cleo Li Calci, che, con un telefono faceva da tramite tra il ministro Corrado Passera e il presidente siciliano. Lombardo, forse ormai abituato a pensare alla costruzione dell’agognato ponte di Messina, non ha resistito all’idea di collegarsi tramite un altro ponte, questa volta telefonico. Nonostante la drammaticità della situazione. Il tutto mentre a Termini Imerese continuano le manifestazioni di 2220 operai (considerando anche l’indotto) che aspettano risposte concrete, le quali, purtroppo, tardano ad arrivare.

E, sembra, tarderanno ancora. La riunione, infatti, si è conclusa con un nulla di fatto. “Una situazione di stallo”, come ci dice un collaboratore della Regione Sicilia. Stando a quanto Infiltrato.it è riuscito ad apprendere, infatti, la piattaforma rimane quella nota: il piano industriale di Massimo Di Risio. Un piano industriale che si avvicina molto ad un mistero quasi imperscrutabile, dato che nessuno lo conosce, fatta eccezione di ministero, Regione Sicilia e Invitalia, l’advisor del Ministero che ha approvato mesi addietro il piano della Dr Motor. Ebbene, ora pare che la stessa Invitalia mostri – verrebbe da dire finalmente – titubanze derivanti dalla grave posizione debitoria dell’azienda automobilistica (67 milioni di euro e non solo). Ciò spiegherebbe, dunque, il nulla di fatto. Ma, in realtà, potrebbe essere molto di più. Potrebbe essere il segno che anche dal ministero si stia cambiando rotta. “Il risultato di oggi – ci dice Maurizio Zipponi, responsabile del dipartimento Lavoro dell’Italia dei Valori – è la prova evidente di un dato: dopo tutto il tempo che si è perso, le titubanze di Invitalia sono da ascrivere al fascicolo aperto dalla Procura di Isernia dopo l’esposto presentato da Antonio Di Pietro circa i metodi che Di Risio utilizza allo stabilimento di Macchi D’Isernia”. Ipotesi assolutamente plausibile.

LOMBARDO: PRONTI PER DI RISIO 400 MILIONI – Rimane invece assolutamente convinto dell’opportunità che Di Risio rilevi la fabbrica termitana Raffaele Lombardo. Che, nonostante l’assenza, conferma l’aiuto garantito dalla sua Regione. Che ammonta aquattrocento milioni di eurocompresi anche fondi FAS.

Un finanziamento cospicuo che alimenta le perplessità dell’operazione. Perché Lombardo, nonostante la situazione debitoria di Di Risio, vuole assicurare un capitale così alto? Non si potrebbe correre il rischio che l’imprenditore isernino possa – per citare un film – prendere i soldi e scappare? Altra domanda che al momento resta senza risposta: perché dal Ministero si continua a restare silenti, nonostante tutti i dubbi e le dichiarazioni degli operai, si veda la nostra inchiesta video, sulle “recite” alla DR Motor di Macchia di Isernia?

Le risposte che si dà Maurizio Zipponi sono decisamente forti. “Viste tutte le circostanze, Di Risio non può essere altro che una testa di legno di Fiat, per consentirle di lasciare lo stabilimento di Termini Imerese in gran tranquillità e fare quello che ha sempre detto, spostare la produzione all’estero”.

ZIPPONI E LANDINI: “GOVERNO E FIAT SI PRENDANO LE LORO RESPONSABILITA’” – Passera, come ribadito da Zipponi oggi in un’intervista a Infiltrato.itnon potrà dire di non sapere. Il Governo, infatti, ha grosse responsabilità per quanto sta accadendo. Così come ne ha la Fiat. Tesi che vede d’accordo anche Maurizio Zipponi: “Bisogna richiamare Fiat alle sue responsabilità perché Fiat è nella partita”. Dello stesso avviso anche il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini, che precisa: “Il Governo e la Fiat devono assumersi le loro responsabilità. La scelta di Invitalia di promuovere il piano industriale di Di Risio ha portato il Governo ha perdere due anni di tempo. Non vorrei che a fine anno ci trovassimo con 2200 lavoratori licenziati”.

IL “GIALLO” SULLA CONVOCAZIONE DEI SINDACATI – E in effetti il rischio c’è, dato che la situazione rimane assolutamente poco chiara. Sembrerebbe certo, però, che il Ministero ha convocato d’urgenza i sindacati per cercare di risolvere la questione. Al momento, però, non è ancora nota una possibile data dell’incontro. Lo stesso Landini non ne sa nulla: “Io non ho saputo ancora niente. Ma spero ci siano le convocazioni”. Anche se Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, è entrato intorno alle 19,30 allo Sviluppo economico. E questo è un fatto certo.

Per Landini, “è necessario che anche la Fiat si assuma le sue responsabilità, che partecipi al tavolo con Ministero e sindacati”.

LE POSSIBILI MISURE PER USCIRE DAL DRAMMA – Maurizio Zipponi ha le idee chiare su cosa fare per uscire da questa fase di stallo che sta costando cara ai lavoratori siciliani. “L’unica posizione a questo punto possibile è che il Governo porti avanti la proposta presentata in Parlamento e al ministero delle attività produttive dall’onorevole Leoluca Orlandodato che Fiat ha goduto di ingenti finanziamenti pubblici, ora ceda Termini Imerese al costo di un euro”. Soltanto in questo modo, continua Zipponi, si potrebbe aprire un bando pubblico aperto anche alle aziende automobilistiche internazionali. Idea, questa, assolutamente condivisa da Maurizio Landini: “Un’idea sarebbe quella di attrarre investimenti dall’estero. Ci sono infatti tutte le condizioni sia aTermini Imerese che nella fabbrica Iris di Valle Ufitai lavoratori hanno dimostrato, infatti, di sapere produrre bene sia auto che bus”.

Si spera, ora, che anche qualcun altro, magari dal Ministero, senta, veda e agisca.

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