Tapiro d’oro per Rosaria Capacchione scoperta a copiare

di Redazione Infiltrato.it

Ieri su Il Mattino è apparso un articolo, a firma della super giornalista antimafia Rosaria Capacchione, in cui si raccontava dei clan camorristici che vengono a sversare in Molise. Ah, ci siamo detti, sicuramente la Capacchione dall’alto della sua rete di contatti e della sua esperienza ci svelerà chissà quale segreto sui reati di ecomafia commessi in Molise. Corriamo a leggere il pezzo.

rosaria-capacchioneChe comincia così: “Al di là del Matese, lontano dagli occhi e dalle rotte battute dai trafficanti di veleni da vent’anni a questa parte. Si sono trasferiti là, in Molise, gli ecomafiosi collegati al clan dei Casalesi”.

Finalmente, viene da dire, anche i giornalisti più famosi si sono accorti che la nuova frontiera degli sversamenti criminali è il Molise. Cresce la curiosità per saperne di più.

Una riga e mezzo sulla brutta faccenda del Cosib sollevata da Primonumero e poi si fa sul serio, svelando le infilitrazioni camorristiche.

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Come i fratelli Caturano di Maddaloni e Toni Gattola, cognato del capozona casalese di Cancello Arnone e controllore della discarica Magest di Licola, già coinvolti in varie inchieste – da Re Mida a Madre Terra – sullo smaltimento illegale dei rifiuti. L’indagine conoscitiva conferma, dunque, quanto già segnalato nel 2008 dalla Dda di Campobasso, e cioè che «il Molise è diventato il punto finale di arrivo per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi, dove è facile occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti».

C’è qualcosa di strano in questo passaggio. Anzi. Di molto familiare, visto che l’inchiesta sui traffici dei Caturano e di Gattola era già apparsa – molto tempo prima del pezzo di Capacchione – su La Voce delle Voci e su Infiltrato.it , con il titolo Ecomafia in Molise. Ieri la camorra dei casalesi, oggi l’azienda Caturano?

Nessun altro prima di Infiltrato.it aveva parlato di Caturano, di Gattola e del rapporto della DDA di Campobasso datato 2008.

Ma la Capacchione vuole esagerare e addirittura scrive: “Sul tavolo dei magistrati di Larino è finito, nei giorni scorsi, il dossier-denuncia frutto di un’inchiesta pubblicata sul sito Primonumero.it sull’attività del depuratore e sul via vai di automezzi sospetti. «Dal lunedì al venerdì – è scritto – c’è un traffico di camion gialli con la scritta in rosso ”Autotrasporti Caturano”, per trasporto rifiuti, nel tratto Caianello-Venafro-Isernia-Bojano sino ad entrare nella zona di Campobasso: ma da lì se ne perdono le tracce”.

Peccato che Primonumero non abbia mai scritto queste cose e che gli unici a svelare quale fosse il percorso dei Caturano in Molise siano stati La Voce delle Voci e Infiltrato.it , nel pezzo sull’Ecomafia in Molise.

Ne riportiamo lo stralcio.

“Tanti vedono e conoscono i movimenti dei semi centinati per il trasporto rifiuti, quelli gialli, con la scritta Caturano Autotrasporti in rosso. In Molise ne circolano a decine ogni giorno e il percorso è sempre lo stesso: dal casello autostradale di Caianello i camion passano per Venafro, Isernia, Bojano e finiscono nella zona di Campobasso, dove scompaiono misteriosamente per poi riapparire sulla statale 87 in direzione contraria. Avanti e indietro, dal lunedì al venerdì.”

La Capacchione ha ripreso, pari pari, la nostra inchiesta senza citare la fonte e attribuendo ad altri cose che altri non avevano scritto. Sinceramente, da una persona come Rosaria Capacchione, non ce l’aspettavamo, anche perché lei sa e conosce quali sono i rischi di chi scrive inchieste di un certo tipo e sa che è giusto, doveroso e morale riconoscerne il valore. Come fare? Semplice: citando la fonte.

Il rammarico cresce man mano che si continua a leggere l’articolo apparso su Il Mattino: “E Isernia? La situazione è tutt’altro che sotto controllo. Sono una ventina le discariche abusive segnalate e sequestrate negli ultimi due anni. E non è ancora dimenticata la vicenda di Fragnete e di Colle Santa Maria, sversatoi nei quali è finito di tutto (dai rifiuti urbani a quelli chimici) e mai bonificati.

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Di seguito quello che abbiamo scritto noi a riguardo: “Uno dei business cui le mafie dedicano maggiore attenzione è lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi (…) negli ultimi due anni (in Molise, ndr) sono spuntate circa venti discariche abusive (…) La contrada di Fragnete, campagna alle porte di Isernia, è stata per lungo tempo inondata di munnezza, fusti contenenti rifiuti tossici e sostanze radioattive (…) Le istituzioni isernine spostarono la discarica comunale dal bosco Frusc’ al Colle Santa Maria, sempre a Fragnete: di giorno arrivavano i rifiuti urbani prodotti dai cittadini di Isernia, di notte i carichi dei Casalesi, che certamente non trasportavano caramelle e biscotti.”

E visto che soltanto Infiltrato.it ha parlato dei rifiuti tossici a Fragnete, di Colle Santa Maria e delle venti discariche abusive sequestrate negli ultimi due anni, non c’è proprio da sbagliarsi: Rosaria Capacchione ha letto le nostre inchieste e le ha scopiazzate.

Siamo fieri che una giornalista di alto livello come Rosaria legga ciò che scriviamo ma il rammarico per la sua “disattenzione” è grande. Lei che è un personaggio dell’antimafia potrebbe diventare il megafono di tutti quelli che fanno giornalismo investigativo e invece si riduce ad un mero scopiazzamento che non fa bene né alla sua immagine né al nostro orgoglio.

Sperando che la Capacchione non prenda male questo nostro articolo, la salutiamo e le consegniamo un virtualissimo tapiro d’oro.

LEGGI LA RISPOSTA DI ROSARIA CAPACCHIONE

“Mi dispiace per l’equivoco”

LEGGI LA RISPOSTA DI TONI GATTOLA

ECOMAFIA/ Toni Gattola risponde a Rosaria Capacchione: “La ammiro, ma smentisco tutto”

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