SuperInps sull’orlo della bancarotta: 10 miliardi di debiti. Ultimi regali di Monti e B.

Monti ,con il decreto Salva Italia, ha reso concreto quello che Berlusconi aveva, invece, teorizzato durante il suo governo: chiudere Inpdap e Enpals, facendo confluire i due enti nell’Inps ed unendo pubblico e privato. A casa i  dipendenti e solo alcuni di questi sono stati inseriti nell’Istituto  Nazionale di Previdenza. Bel guaio: oggi SuperInps ha un debito enorme, pari a 10 miliardi di euro che continua ad aumentare a vista d’occhi. Questa la bella eredità dell’Inpdap che nel 2011 aveva un disavanzo di 5,2 miliardi di euro. Grazie Monti e grazie Berlusconi, non c’è rimborso Imu che tenga al disastro economico dell’Italia.

 

di Maria Cristina Giovannitti

Rosso e disastroso. Due aggettivi che sono ricorrenti nell’economia italiana degli ultimi anni. E tutto questo, molto spesso, è accaduto grazie a Berlusconi – la mente – e Monti – il braccio, attraverso i loro governi. Tagliare, sforbiciare, chiudere e sacrificare per poi far pagare sempre ai lavoratori il prezzo più alto. Stavolta nel ciclone del default anche l’Istituto Nazionale di Previdenza che ha un ‘disastroso’ bilancio in ‘rosso’.


SUPERINPS – NON PIÙ TANTO SUPER – E IL DEBITO DI 10 MILIARDI – C’era già nell’aria qualche sentore quest’estate ma la conferma è arrivata nero su bianco, attraverso il rapporto del CIVConsiglio di Indirizzo e Vigilanzache ha lanciato l’allarme. Il bilancio 2013 dell’Istituto Nazionale di Previdenza ha un buco di 10,721 miliardi di euro, una situazione finanziaria a rischio tracollo vista la velocità con cui peggiora. Nel 2011 il debito era di 5,2 miliardi di euro, per poi passare a 7, 959 miliardi di euro nel 2012. In pratica l’incremento di anno in anno è di 2,7 miliardi di euro, una criticità che non lascia speranze per il futuro. Infatti per frenare una rovinosa discesa, il CIV oltre a denunciare la situazione sollecita a monitorare la situazione, attraverso degli ‘addetti ai lavori’ che controllino e valutino la futura evoluzione dei fondi e della gestione amministrativa dell’Inps. Questo sarà il prossimo – speriamo – impegno del nuovo governo.

 

superinps-disavanzoIL PASTICCIACCIO BRUTTO DI INPDAP E ENPALS ACCORPATE NELL’INPS, GRAZIE A MONTI E B. – Dal 1 gennaio 2012 i due Istituti dell’Inpdap e dell’Enpals sono confluite nell’Inps. Tutto questo è stato voluto nel decreto Salva Italia – legge 201 del 6 dicembre 2011a firma del Professor Monti, attuando quello che nel luglio dell’anno precedente con il governo Berlusconi, il Cavaliere aveva solo progettato: troppi esuberi nell’Inpdap, l’ente che si occupa della previdenza della pubblica amministrazione. Zac, zac: puntuale la sforbiciata di Monti che ha unito Inps e Inpdap, quindi pubblico e privato, creando la SuperInps. Tralasciando il caos burocratico di un unione simile, passiamo al marasma economico.

Accorpare Inpdap e Inps ha portato al licenziamento di molti dipendenti dell’Istituto di pubblica amministrazione. Dopo anni di Tfr – trattamenti di fine rapporto – controlli e retribuzioni pensionistiche, molti dipendenti sono andati a casa con due anni di cassa integrazione e lunghi mesi di protesta, occupando le sedi dell’Inpdap e organizzando manifestazioni nel “No Monti Day”. Ma far nascere SuperInps non è stata un’ottima idea perché l’Ente di Previdenza ha ereditato anche una patata molto bollente, il debito dell’Inpdap nato da una cattiva gestione interna dell’Istituto.

Il problema è che il debito lievita a vista d’occhio e rischia di crollare sulle spalle dei pensionati. Tutto questo è peggiorato da uno squilibrio tra le assunzioni e le richieste di pensionamento che sono in crescita. Stando a quanto dichiarato da Antonio Mastropasqua, presidente dell’Inps, il buco nei conti dipenderebbe sì dal decreto Salva Italia, ma anche dalle molte richieste di pensioni anticipate senza versamento preventivo da parte dello Stato.

Grazie Monti e grazie Berlusconi per gli ultimi colpi di coda dei due governi. E nessuna quota Imu rimborsata potrà mai risanare vortici di miliardi inghiottiti dalla mala amministrazione.

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