SUA SANTITÀ/ Finisce in Parlamento il libro di Nuzzi, definito “atto criminoso”

Anche in Parlamento c’è chi guarda al libro di Gianluigi Nuzzi con sospetto e preoccupazione. Lo rivela un’interrogazione parlamentare del 23 maggio, presentata da Arturo Iannaccone, capogruppo e vicepresidente di Grande Sud. L’Onorevole parla addirittura di un “atto criminoso”. Il motivo? “Potrebbe avere ripercussioni di carattere internazionale”.

di Carmine Gazzanni

archivi_segreti_vaticanoSua Santità – Le carte segrete di Benedetto XVI, il libro inchiesta di Gianluigi Nuzzi, sta facendo tremare il Vaticano. Lo rivelano gli episodi degli ultimi giorni: prima il siluramento di Ettore Gotti Tedeschi, poi la caccia al ‘corvo’, individuato nella persona del maggiordomo personale di Benedetto XVI.

Non a caso il Vaticano ha già comunicato di voler intraprendere azioni legali contro Nuzzi: il giornalista di Libero – autore già di Vaticano SPA – avrebbe violato la privacy del Santo Padre. Non solo. I reati imputati sarebbero anche ricettazione e furto. “Questa è una risposta oscurantista da parte del Vaticano. Io ho fatto solo il mio mestiere”, ha detto Nuzzi in un’intervista rilasciata due giorni fa a Micromega.

Nessuna violazione della privacy, dunque. Anche perché le vicende ricostruite in Sua Santità sono tutt’altro che private: nel libro inchiesta, infatti, si parla di storie che non riguardano solo il Vaticano e Benedetto XVI, ma anche tutta la politica italiana e internazionale. In decisioni, per giunta, cruciali come quelle economiche e finanziarie.  “Quando si entra in possesso di un memorandum del Papa in occasione dell’incontro con il Presidente Napolitano – continua Nuzzi nell’intervista – credo che il dovere di cronaca sia preminente. Capire chi sono stati i congiurati che hanno fatto fuori Boffo, secondo le sue stesse parole, è prioritario. Sapere che c’è stato un lavoro diplomatico che si è sviluppato tra l’Italia e il Vaticano per evitare che il Vaticano pagasse una multa sugli arretrati della tassa dell’Ici e che questa trattativa si è sviluppata in incontri tra Tremonti e l’ex presidente della Banca dello Ior Gotti Tedeschi, interessa tutti gli italiani che pagano le tasse. Come pure il memorandum sulle leggi da modificare che finisce nelle mani del Santo Padre alla vigilia dell’incontro con il Presidente Giorgio Napolitano. È interessante sapere che il Vaticano è intervenuto perché l’Eta deponesse le armi“.

Non sarebbe un caso, allora, che Sua Santità sia stata attenzionato anche nel Parlamento Italiano. Il 23 maggio, infatti, sebbene nessun media ci abbia fatto caso, c’è stata un’interrogazione parlamentare che non si può far altro che definirla singolare. A firmarla i tre Onorevoli del neonato partito alter ego della Lega Nord: Grande Sud. Stiamo parlando di Arturo Iannaccone, Elio Belcastro e Americo Porfidia.

Gli Onorevoli, nella loro interrogazione, chiedono direttamente al Presidente del Consigliose e quali iniziative per quanto di competenza intenda intraprendere per far sì che pubblicazioni analoghe non abbiano a ripetersi nel futuro”. Il motivo è presto spiegato. Poiché nel libro vengono pubblicati documenti privati del Papa (sebbene, come detto, abbiano risvolti politici ed economici importanti), non saremmo più davanti ad una comunque “discutibile iniziativa giornalistica”, ma ad un vero e proprio “atto criminoso”.

Non solo. I tre Onorevoli di Grande Sud, infatti, fanno notare che, siccome “in tale libro vengono pubblicati documenti privati del Santo Padre che oltre ad essere il Pastore Universale della Chiesa Cattolica è il Capo di Stato della Città del Vaticano” si potrebbero rischiare finanche “ripercussioni di carattere internazionale”. Insomma, l’opera di Nuzzi, secondo Iannaccone, Belcastro e Porfidia, altro non sarebbe che una “improvvida iniziativa” che rischia di far scoppiare un caso internazionale.

Insomma, anche i nostri Onorevoli non sanno più che pesci prendere. E allora, pur di non ammettere semplicemente che il libro di Nuzzi è parecchio scomodo, ecco che si accampano le scuse più fantasiose. Blaterando anche il rischio di un caos internazionale.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.