STRAGE DI BRINDISI/ Tante ipotesi, ma una sola certezza: violato il tempio di vita, la scuola

Terroristi, mafiosi, attentato, strategia della tensione. In queste ore le ipotesi che si avanzano sono le più svariate. Anche troppe, probabilmente. Ognuno dice la sua. Tutti con una (plausibile) risposta in tasca. La verità, almeno finora, è una sola: una ragazza è morta, un’altra è grave ed altri quattro sono feriti. Barbari che non appartengono all’Italia democratica e legale. Ne suono fuori. Criminali che vogliono disumanizzare il nostro Paese. Non si può andare a scuola. E proprio lì, nel tempio di vita, trovare la morte.

di Carmine Gazzanni

esplosione_bomba_brindisiAl momento pare che la strada più battuta dagli inquirenti sia quella della Sacra Corona Unita. In effetti, nell’ultimo periodo, la criminalità organizzata ha dato forti segnali dimostrando una sua presenza più che stabile. Soprattutto in territorio brindisino, per l’appunto. Soltanto negli ultimi giorni, infatti, proprio a Mesagne (il paese di Melissa Bassi, la ragazza rimasta uccisa nell’attentato), c’erano stati 16 arresti che avevano inflitto un duro colpo alla mala salentina. Non solo. Nella notte tra il 4 e il 5 maggio la Mercedes di Fabio Marini, presidente della locale Associazione antiracket e imprenditore attivo nel settore dei servizi dello spettacolo, era andata completamente distrutta in un attentato. Un atto intimidatorio. L’ultimo di una serie.

Basti infatti leggere l’ultima relazione della Direzione Nazionale Antimafia per capire l’esponenziale presenza della Sacra Corona Unita in territorio brindisino. Tra le altre cose, infatti, si legge che “sintomatici di tale vivacità sono i numerosi episodi di violenza, intimidazione, danneggiamento verificatisi a Brindisi ed in provincia nel periodo oggetto della presente relazione (giugno – dicembre 2011, ndr)”. Non solo. Anche nella relazione ritorna la centralità del paese di Mesagne: “è agevole rilevare come il territorio di Mesagne continui ad essere il più martoriato”. Segue un lungo elenco di tutti gli atti intimidatori rivendicati dalla Sacra Corona Unita. Ebbene, quasi la metà degli episodi criminali riguardano il comune di Mesagne. Ventidue su un totale di cinquantacinque.

Si dirà (come ha fatto Enzo Di Frenna su Il Fatto): “la Sacra Corona Unita non ha interesse che la Puglia sia messa a ferro e fuoco dalle forze dell’ordine, disturbando i traffici di droga, di armi e gli altri interessi criminali del suo business”. Assolutamente vero. Così come è vero, però, che, sempre nella relazione della DNA si legge che questo è un periodo per la SCU di “assestamento” derivante dalla crescita di “forze emergenti” che stanno acquistando sempre maggiore spazio. Sappiamo bene – e la storia ce lo insegna – come le faide interne possano portare spesso a eventi drammatici per la comunità. Basti pensare a quanto accaduto nel drammatico biennio ’92-‘93: strage dei Georgofili a Firenze (5 morti); strage in via Palestro a Milano (5 morti) e, infine, le bombe a Roma a San Giovanni in Laterano e a San Giorgio in Velabro (che non provocarono vittime). Senza dimenticare l’attentato saltato all’Olimpico. Che avrebbe provocato un gran numero di vittime.

Gli inquirenti, però, al momento non sottovalutano nemmeno la possibilità che l’attentato sia di matrice terroristica. Dopo quanto accaduto a Genova, dopo le minacce ad Equitalia e a Monti non è una pista che può essere esclusa. Come, d’altronde, ribadito anche dal procuratore antimafia di Lecce Cataldo Motta. Anche perché, al momento, gli inquirenti non escludono nemmeno la possibilità che l’ordigno sia artigianale. Cosa che, se venisse appurata, porterebbe a battere soprattutto quest’ultima strada.

Tutte le ipotesi, dunque, restano aperte. Ma intanto l’Italia piange. Non si può andare a scuola. E proprio lì trovare la morte.

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