Stormfront Italia, i 4 neonazisti tutti condannati: soddisfazione da parte di (quasi) tutti

Per anni hanno disseminato sul web, attraverso la sezione italiana del forum neonazista Stormfront, blacklist di ebrei, insulti contro omosessuali e immigrati, istigando all’odio nei confronti di chiunque non appartenesse alla “razza bianca”. Arrivando anche a pubblicare minacce contro esponenti politici di primo piano, giornalisti, magistrati, personalità delle comunità ebraiche. Fino alla sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Roma.

 

stormfront-italia-oscuratoE, ieri, sono stati tutti condannati con rito abbreviato dal gup Carmine Castaldo, per aver promosso e diretto un gruppo il cui fine era «l’incitamento alla discriminazione e alla violenza etnica, religiosa e razziale, anche attraverso la diffusione del loro pensiero». Daniele Scarpino, 24, ritenuto l’ideologo del gruppo, è stato condannato a tre anni, e interdetto dai pubblici uffici per cinque anni; Diego Masi, 30enne di Ceccano (Fr) e Luca Ciampaglia, 23enne di Atri (Teramo) a 2 anni e 6 mesi; infine, Mirko Viola, 42enne di Cantù, vicino a Forza Nuova, a 2 anni e 8 mesi. A tutti sono stati concessi i domiciliari, ma il giudice ha firmato un’ordinanza con la quale vieta espressamente loro di utilizzare, durante la detenzione domiciliare, il web.

Il timore, naturalmente, è che possano tornare a scrivere sui forum neofascisti. Il pm, Luca Tescaroli, che ha coordinato le complesse indagini che, dall’ottobre 2011, hanno visti impegnati gli uomini del Servizio di Polizia Postale, aveva chiesto pene che oscillavano dai 4 anni e 10 mesi ai 4 anni e un mese.

Alle parti civili – tra queste, la comunità ebraica, Roberto Saviano e la presidenza del consiglio dei Ministri – è stato riconosciuto un risarcimento danni di cinquemila euro. E’ stata, inoltre, confermata la confisca di tutto il materiale sequestrato lo scorso 16 novembre dalla polizia nelle abitazioni dei ragazzi: una ventina di coltelli, una baionetta, un pugnale, 6 Baton kali, una mazza da baseball, un lancia massi, uno sfollagente telescopico. Respinta, invece, la richiesta, avanzata da Tescaroli, di confiscare il sito web Stormfront.

Agli imputati è stato contestato di essersi associati, «perché accomunati da una vocazione ideologica di estrema destra nazionalsocialista allo scopo di commettere più delitti di diffusione di idee on-line e tramite volantinaggio, fondati sulla superiorità della razza bianca, sull’odio razziale, etnico e di incitamento a commettere atti di discriminazione e di violenza per motivi razziale ed tecnici».


logo_storm_fuckSUPPORTER IN AULA

«Si tratta della prima sentenza che riconosce l’associazione a delinquere nei confronti di un gruppo che agiva sul web – ha commentato l’avvocato di parte civile, Daniele Stoppello – Un’operazione, quella della Postale, che dimostra come l’istigazione all’odio razziale sia perseguibile anche quando ci si nasconde dietro ad un nickname. Il diritto di manifestare il proprio pensiero – va ricordato – non deve essere confuso con il diritto di incitare all’odio e oltraggiare la memoria degli ebrei uccisi nei campi di sterminio». Al processo hanno assistito, oltre agli agenti che hanno condotto le indagini, alcuni supporter neonazisti, che avevano tatuate sulle braccia svastiche, celtiche e simboli della RSI. Imponente lo schieramento di agenti della Digos, fuori dal tribunale e dell’Aula della corte d’Assise, nel timore che ci potessero essere contestazioni.


LE REAZIONI

«Una sentenza giusta e attesa che oggi mette fine a una vicenda assolutamente indegna. La condanna nei confronti degli autori del sito Stormfront è un atto dovuto che punisce chi ha usato il web per diffondere commenti e contenuti palesemente antisemiti e xenofobi, sentimenti di odio e intolleranza. Non possiamo ammettere nessuna tolleranza verso chi usa la violenza verbale come strumento per colpire indistintamente donne e uomini, per celebrare episodi di una parte della storia che nessuno dimentica proprio per evitare che l’orrore si ripeta. Promuovere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza nelle scuole e tra le nuove generazioni: questo è il compito delle istituzioni e delle forze politiche, cui spetta insieme anche la responsabilità di accelerare l’iter necessario all’approvazione di una legge che trasformi al più presto il negazionismo in reato». Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

alemanno_fascioAlemanno. «Prendiamo atto con soddisfazione delle condanne ai quattro gestori del sito web neonazista Stormfront, accusati di incitare all’odio razziale. Questa sentenza assume un valore ancora più importante perché arriva proprio nel giorno dello Yom HaShoah, la “Giornata del ricordo dell’Olocausto”, della resistenza e del coraggio, voluta dal governo israeliano per ricordare gli ebrei che furono uccisi durante l’Olocausto. La novità è che per la prima volta viene emessa una condanna per un’ipotesi di associazione a delinquere interamente compiuta su Internet: questo significa che si può perseguire chi pensa, sfruttando la Rete, di compiere impunemente atti così gravi. Queste condanne ci ricordano che non possiamo permetterci di abbassare la guardia nei confronti di un antisemitismo e un razzismo sempre più dilaganti specie sul web e sui social network». Lo dichiara il sindaco di Roma Capitale Gianni Alemanno.

Le reazioni della comunità ebraica. “Siamo soddisfatti per la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Roma. Una decisione esemplare che segna un punto importante nella lotta all’odio razziale. Oggi il pericolo della diffusione tramite la Rete di ideologie xenofobe, antisemite e razziste è una piaga che non puó lasciarci indifferenti e abbiamo il dovere di combatterla. Una battaglia che si puó portare avanti solo attraverso l’arma della giustizia e della costruzione di un recinto legislativo in grado di abbattere l’odio contro ogni forma di discriminazione. Ringraziamo il pubblico ministero, dottor Luca Tescaroli, per il lavoro svolto insieme con la Polizia di Stato, nonostante le minacce ricevute in questi mesi. Un grazie sentito all’avvocato della Comunitá Ebraica di Roma per averci difeso in un processo che fa storia. Va, inoltre, sottolineato un dato importante: la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero degli Interni si sono costituiti parte civile in questa causa, segno che le Istituzioni oggi sono in prima linea nella lotta al cybercrime e all’odio razziale professato sul web. Infine, rendiamo noto che il risarcimento economico decretato dal giudice sarà devoluto al reparto oncologico dell’Ospedale Bambino Gesù”, ha dichiarato in una nota il Presidente della Comunitá Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – IlMessaggero.it

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