STATO&CHIESA/ Un Papa Monti e un Premier Ratzinger: come rinfrescare la memoria…

di Giacomo Cangi

È questo un momento in cui Stato e Chiesa, tanto per cambiare, vanno d’amore e d’accordo. Addirittura durante il recente incontro Monti e Ratzinger si sono scambiati i regali: a Benedetto XVI un libro del Professore e un volume del Poligrafico dello Stato, al premier una penna decorata e una stampa del ‘500, alla faccia dei fedeli che ogni giorno muoiono di fame e degli italiani che grazie alla nuova manovra si sono visti aumentare le tasse e diminuiti i servizi. Chissà di cosa avrà parlato Monti prima con il Papa e poi con il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

MONTI_E_RATZINGER_incontroVisto che il nostro nuovo Premier è noto a tutti per la sua indiscutibile sobrietà forse avrà fatto notare ai due esponenti massimi della Chiesa delle cosucce  riguardanti proprio la Chiesa che non sono proprio il massimo della sobrietà. Come l’ex arcivescovo di Boston Bernard Francis Law, accusato negli Stati Uniti di aver violentato ripetutamente un bimbo di dieci anni, che ha rappresentato la Santa Sede alla festa di Santa Lucia.

Monti avrà anche sottolineato che spendere 4,6 milioni di euro pubblici in un periodo di crisi per la beatificazione di un Papa è alquanto contraddittorio. Oppure avrà fatto notare delle dichiarazioni quantomeno stravaganti ed offensive come “Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria o addirittura sostitutiva del matrimonio” (Ratzinger, 5 giugno 2011); “I comportamenti omosessuali sono essenzialmente sbagliati. Chi li fa con coscienza e intenzione, compie un peccato mortale”  (Fabian Bruskewitz, vescovo della diocesi di Lincoln, 23 aprile 2011); “L’omosessualità è un problema che va estirpato ai primi sintomi attraverso sedute di psicoterapia” (Mons. Paolo Rigon, Vicario Giudiziale della diocesi di Genova, 19 febbraio 2011); “Proseguendo la mia riflessione  non posso passare sotto silenzio un’altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei, là dove è imposta la partecipazione a corsi di educazione sessuale o civile che trasmettono concezioni della persona e della vita presunte neutre, ma che in realtà riflettono un’antropologia contraria alla fede e alla retta ragione” (Ratzinger, 10 gennaio 2011); “la pratica conclamata della omosessualità è un peccato gravissimo(…)Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola” (Mons. Giacomo Babini, Vescovo Emerito di Grosseto, 26 gennaio 2010). Oppure avrà ricordato il caso di  don Domenico Pezzini, condannato a 10 anni per violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazzina del Bangladesh(probabilmente a questo si riferiva Napolitano quando il 15 gennaio ha detto “Desidero ricordare quanto la Chiesa e le sue organizzazioni hanno da sempre fatto e stanno tuttora facendo per i migranti: accompagnandoli in un’esperienza mai facile”).

E se ancora i due alti prelati non ne avevano abbastanza, magari Monti ha anche parlato di don Ruggero Conti, l’ex-parroco di Selva Candida a 15 anni e 4 mesi di carcere per abusi sessuali ai danni di 7 ragazzi.

Oppure avrà fatto presente alcune questioni riguardo lo Ior(Istituto per le Opere Religiose) come il fatto che lo Ior non può essere perquisito dalla legge italiana. Addirittura non possono essere intercettati i telefoni e i dipendenti nemmeno interrogati ma neanche indagati e processati in Italia. E magari, essendo un uomo molto dotto, avrà ricordato che grazie alle cellule staminali, contro cui la Chiesa porta avanti una dura battaglia, è possibile guarire le ulcere diabetiche come dimostra una tecnica chirurgica innovativa sperimentata a Napoli. Sì, siamo sicuro che sarà andata sicuramente così…

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