SPRECHI RAI/ Licenziati 600 dipendenti. E intanto Sanremo 2012 ha prodotto 4 milioni di buco

Bilanci fallimentari portano la Rai a dover “esodare” 600 dipendenti e tagliare su più della metà degli “Iva Party” oppure noti come appalti esterni. E intanto si scopre che il festival di San Remo 2012 ha provocato all’azienda 4 milioni di euro di passivo, coperto poi con le entrate del canone e con il risparmio del mancato pagamento degli stipendi a quelle maestranze licenziate. Come dire: gli sprechi del carrozzone legato al Festival – che nel 2013 costerà ai contribuenti oltre 18 milioni di euro – hanno determinato, ancora una volta, una situazione di crisi, pagata dai dipendenti Rai.

 

di Viviana Pizzi

La Rai dai due volti che avevamo denunciato qualche giorno fa continua a mostrare le sue grandi incoerenze: da un lato l’azienda che ha ufficializzato gli esodi per 600 persone tra cui cento giornalisti delle varie testate che compongono il settore pubblico. Dall’altra gli sprechi legati ancora una volta alla manifestazione più popolare del mondo made in Rai: il festival di San Remo. Questa volta sotto la lente di ingrandimento è l’edizione del 2012, quella tristemente famosa più per i monologhi di Adriano Celentano che per le canzoni che sono rimaste negli annali della storia. Un’edizione che ha provocato alla Rai un buco di quattro milioni di euro. Denaro con il quale si potevano pagare 133 dipendenti con uno stipendio di 2500 euro per un anno intero. Il 25% degli esodati forzati dal prossimo contratto che andremo ad esaminare ora. E invece no: la Rai li ha dovuti sborsare per tamponare i mancati introiti pubblicitari verificatisi proprio a causa dei monologhi troppo lunghi del cantautore.

 

IL NUOVO CONTRATTO RAI E I SEICENTO ESODI (LICENZIAMENTI)

Ci sono voluti 37 mesi ma alla fine il direttore generale Luigi Gubitosi dopo un confronto con i sindacati di categoria ha sfornato il nuovo contratto per i dipendenti quadri, impiegati e operai. Per ora i dettagli di questo piano sono ben pochi. Qualcuno (forse Mario Monti che ha indicato la nomina del più alto dirigente Rai) ha suggerito a Gubitosi stesso di presentare il dettaglio del programma dopo le elezioni.

Per ora si sa soltanto che si tratta di una rivoluzione completa dell’assetto aziendale. L’unico numero che è saltato fuori dalle indiscrezioni riguarda quello dei cosiddetti “esodati”. In totale saranno 600 di cui 100 giornalisti che usciranno dall’organico Rai. Verranno scelti, con molta probabilità tra quelli con più anzianità di servizio. Dovrebbero essere messi in condizioni con qualche incentivo di compiere il passo del cosiddetto “esodo anticipato”. Come avevamo già detto si tratta di niente altro che di pensionamenti anticipati che dovrebbero permettere a chi è più lontano da quell’età di continuare a lavorare.

Come verrà riscritto il nuovo contratto? Si punterà a una rivisitazione del mercato del lavoro. In futuro verranno prese in considerazione forme di apprendistato professionalizzante per l’ottimizzazione dell’utilizzo del personale interno. Drastici saranno invece saranno i ricorsi a i cosiddetti appalti esterni.

Tutto questo cosa significa? Che i contratti a partita Iva verranno ridotti drasticamente e che molti di coloro che ora lavorano in Rai ma che non sono dipendenti effettivi rischieranno di ritrovarsi a casa in un battibaleno. E per loro nessun riconoscimento di nulla perché già oggi non hanno diritto a ferie, malattie e maternità.

rai_taglia_sanremo_sprechiCosa succederà a livello economico? E’ prevista l’una tantum di 2400 euro livello medio a copertura per il triennio 2010 -2012 e 1180 euro parametrati a parziale recupero dei premi di produzione non corrisposti nel 2011. Il personale a tempo determinato avrà diritto a un piccolo aumento mentre per quelli a tempo indeterminato l’aumento sarà di 90 euro da aprile 2013.I sindacati non dicono nulla perché la produzione interna verrà rilanciata. Niente per gli Iva Party che verranno messi alla porta e niente per i seicento esodati. Dopo la presentazione del piano industriale capiremo perché ma a noi non sembra che tutto questo poteva essere evitato.

 

IL VOLTO SPENDACCIONE: SANREMO 2012 E I QUATTRO MILIONI DI EURO DI BUCO

Dei compensi milionari del Sanremo di quest’anno in onda dai prossimi martedì e sabato abbiamo già parlato. C’è però un altro scandalo che va ricordato, senza del quale, lo abbiamo anticipato prima, 133 dei 600 esodati, potevano essere pagati almeno per un anno. Il Festival quest’anno ha provato a metterci una pezza tagliando da 400 a 280 unità l’entourage che ci lavora.

E nel 2012? La kermesse canora chiuse il bilancio con circa 4 milioni di euro di passivo. Facendo una breve ricostruzione dei fatti il consiglio di amministrazione allora aveva previsto una spesa da 20 milioni di euro circa. Con vari tagli  le spese furono ridotti di un milione di euro arrivando poi a 18. Gli incassi totali netti però non furono più di 15 milioni di euro al netto delle commissioni. Un buco di tre milioni di euro sanato con il denaro in cassa alla Rai.

A tutto questo si aggiunge il danno provocato da un monologo di Adriano Celentano che parlando senza sosta per un’ora durante la prima serata non permise a un treno di spot da 700mila euro di andare in onda. Ed ecco che arriviamo al famoso buco di 4 milioni di euro pagato con i soldi dei cittadini che corrispondono il canone annualmente.

Quanti soldi furono corrisposti a Celentano? Gli stessi 700 mila euro che ha fatto perdere con la mancata messa in onda della pubblicità. In totale il cantante è costato un milione e 400 mila euro, per sole due serate. E’ vero che ha devoluto il suo compenso ad Emergency e a sette sindaci di città italiane ma resta altrettanto vero che se non avesse fatto saltare la pubblicità e se avesse partecipato gratis (visto che il compenso non gli serviva certo per vivere), 47 dipendenti Rai sarebbero stati pagati per un anno con uno stipendio da 2500 euro. Probabilmente la metà di quei giornalisti che ora vengono esodati a causa di un bilancio Rai disastroso.

Il denaro per pagare la Rai lo ha dovuto trovare e lo ha fatto tramite il televoto. In accordo con le compagnie telefoniche ha guadagnato un milione di euro portando il prezzo degli sms per votare il cantante preferito a 1,1 euro. Nulla però è successo. A rimetterci è stato soltanto Gianni Morandi non riconfermato direttore artistico e presentatore. E Adriano Celentano che quest’anno non sarà tra gli ospiti. I dirigenti delle più alte sfere sono rimasti tutti al loro posto.

Tutto perché i dipendenti Rai possono essere esodati per mancanza di denaro mentre il Festival di Sanremo può permettersi di perdere denaro perché inquadrata come trasmissione di servizio pubblico.

Infatti tra gli obblighi della Rai, in corrispondenza del canone pagato dai cittadini, c’è anche quello della promozione della musica da quella classica a quella leggera italiana. Dopo questo flop dell’anno scorso il cambio era d’obbligo. Ma restare sulle cifre astronomiche di 600mila euro a Fazio e 350mila alla Littizzetto non è certo un buon biglietto da visita per il risparmio. Fra qualche giorno, a festival concluso, sapremo se la pubblicità permetterà il rientro dei costi. I dati definitivi del 2012 arrivarono a kermesse finita. Dopo il nome del vincitore. E se Emma Marrone cantava a squarciagola “Non è l’inferno” il festival 2012 finì in un vero e proprio inferno finanziario mai visto.

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