SPRECHI/ Nuovi soldi rubati all’agricoltura: dai decanter per vino alle cene nei ristoranti “noti”

Gli scandali che travolgono il Ministero delle Politiche Agricole continua: stavolta l’accusa è mossa da Ignazio Messina che punta il dito contro gli enti inutili. Tra questi il parlamentare  si sofferma sull’Agecontrol  che lo definisce un Ente che “garantisce poltrone di potere sicure”. Comincia la lunga lista degli sprechi: contratti per dirigenti che lievitano da 120 a 170 mila euro, cene in noti ristoranti di Roma, una serie di licenziamenti illegittimi. Per l’on. Messina lo scandalo Agecontrol si somma a quello di altri enti inutili come l’Isa e l’Inran con i rimborsi per cesti di Natale da 600 euro, decanter per vini ( 14 pezzi a 1500 euro) e varie casse di vino (Bordeaux e San Giovese).

 

di Maria Cristina Giovannitti

Un ciclone di sprechi e speculazioni ha travolto il Ministero delle Politiche Agricole, di cui avevamo già parlato. Consideriamo che dopo l’ondata di arresti, continuano le denunce per gli sprechi fatte al Ministro Mario Catania che, secondo il deputato dell’Idv Ignazio Messina, nonostante conosca bene la situazione di sperpero, non corre ai ripari .

 

ISA E INRAN – Sono due Enti pubblici che, secondo Ignazio Messina, dovrebbero essere soppressi perché ‘inutili’ ma solo costosi per lo Stato. L’Isa – Istituto per lo Sviluppo Agroalimentare – è stato il primo istituto coinvolto in uno scandalo a cui, però, non c’è stata risposta da parte del Governo tecnico. In questo caso parliamo di un Ente totalmente pubblico, in cui unico socio è proprio il Ministero delle Politiche Agricole e nasce per valorizzare ed investire nelle nuove e piccole imprese. L’Isa opera da 7 anni, ha ben 34 dipendenti e 4 dirigenti e costa allo Stato – e quindi a noi contribuenti – ben 5 milioni e 721 mila euro – tutti soldi considerati inutili investimenti.

ministeroagricoltursprechipazzeschiC’è poi l’InranIstituto Nazionale di Ricerca sull’Alimentazione e Nutrizione – che, stando all’interrogazione del Messina, ha vissuto una fase abbastanza ‘sospettabile’: mentre circa 400 persone non ricevevano stipendi per mesi  a causa della criticità del momento, al contempo sono stati pagati migliaia di euro a carico del Ministero delle Politiche Agricole per cesti di Natale costati 600 euro, 14 decanter pagati 1500 euro e vari vini Bordeaux e San Giovese. Anche questo è un’ istituzione succhia denaro dalle casse dello Stato.

 

IL NUOVO SPERPERO CON AGICONTROL – Ultimo in ordine di tempo è Agecontrol, l’ente nato per controllare le azioni comunitarie dell’olio d’oliva. Un intento lodevole ma davvero costoso soprattutto per gli agricoltori: 90 milioni di euro dalle tasse e ben 150 mila aziende che hanno chiuso perché incapaci di pagare. L’Istituzione conta 195 ispettori e  54 dipendenti amministrativi. Vari sono stati i tentativi di accorpare l’Ente per ‘risparmiare’ dal 2005 fino a poco tempo fa e l’Agecontrol è sempre stata miracolosamente graziata perché, per Ignazio Messina, è: “una poltrona di potere sicuro” . A quanto pare anche l’Agecontrol servirebbe a poco se non per speculare.

Una long list di sprechi presentata in un’interrogazione da Messina: cene da 100 euro a persona che poco avrebbero a che fare con l’agricoltura, un aumento ingiustificato e firmato dallo stesso Ministro Catania al contratto del nuovo dirigente Claudio Versienti passando da 120 a 170 mila euro, benefici aziendali come per esempio 2 auto a noleggio per 60 mila euro l’anno, carte di credito e pagamenti nei ristoranti “noti” di Roma, rimborsi di 5 mila euro al mese e costi ‘opachi’ ai dirigenti e agli amministratori.

Infine un altro sospetto cadrebbe sui licenziamenti illegittimi compiuti da Ermelinda Pugliese, dal 2007 addetta alla gestione del personale. La Pugliese è la moglie del consigliere regionale Francesco Morelli , arrestato nel 2011 per corruzione e favoreggiamento al clan dei Lampada.

Ancora storie di sprechi di denaro e a cui il governo, interrogato, non risponde. La spending review taglia tutto tranne questi Enti ‘inutili’. Le aziende agricole chiudono, gli agricoltori pagano salassi per mantenere questi sprechi, mentre lo stesso Messina dice che gli unici realmente utili sono: Agea per i controlli, Ismea per lo sviluppo e Cra per la ricerca. Di tutti gli altri l’agricoltura può tranquillamente fare a meno.

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