SPRECHI/ Ministero Agricoltura: profumi, ristoranti, vini e benzina, tutto pagato con soldi pubblici

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Tanti gli sperperi che hanno fatto scandalo nel Ministero delle Politiche Agricole. Tutto è cominciato con Giuseppe Ambrosio, ex capo del gabinetto dei ministri Galan e Zaia che, secondo la Procura di Roma, avrebbe vinto concorsi per dirigenti senza avere i titoli necessari, oltre ad aver assunto parenti, amici e amanti. L’inchiesta si conclude con l’arresto di Ambrosio e della moglie, Stefania Ricciardi. Ora un nuovo scandalo su cui indaga la Procura di Roma vede coinvolti Paolo Gulinelli, ex direttore del SIN e Francesco Baldarelli, ex presidente. Attraverso i fondi del Sin -società per il 51% pubblica- i due avrebbero pagato tutte le spese personali: dai profumi, ai ristoranti, vini (pari a 1.155 euro per una bottiglia), settimane bianche e benzina (per un totale di 16 mila euro).

 

“E io pago!” sembra proprio il caso di dire. Secondo l’inchiesta partita dalla Procura di Roma, sotto la lente d’ingrandimento ci sono i conti aziendali di Paolo Gulinelli, ex direttore del SIN e Francesco Baldarelli, ex presidente. La SIN – Sistema Informativo Nazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura – è una società per il 51% dell’AGEA –socio pubblico- e del 49% dei privati tra cui, maggior azionista, è Almaviva Spa (20%) e sui suoi fondi transitano circa 6/7 miliardi di finanziamenti europei per l’agricoltura. Secondo la Procura di Roma, ci sarebbe un ammanco di denaro pubblico utilizzato per spese private.

SCANDALO GULINELLI-BALDARELLI – La Almaviva Spa – società azionista della SIN – denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica delle spese anomale e delle strane assunzioni fatte da Gulinelli, ex direttore del SIN e Baldarelli, ex presidente, utilizzando i soldi della parte pubblica della società per lo Sviluppo dell’Agricoltura. Comincia l’indagine da parte della Procura di Roma che sta analizzando i conti aziendali delle due personalità della SIN. Sulla carta aziendale di Gulinelli ci sono, secondo gli inquirenti, spese personali di ogni genere pari a 42.398 euro pagati con soldi pubblici. Profumi, ingressi al cinema, occhiali, vini acquistati nell’enoteca ‘I colori del vino’ (dove una sola bottiglia è stata pagata anche 1.155 euro), biglietti per i traghetti verso la Turchia e la Croazia, spese personali fatte a Madrid al centro commerciale ‘El corte Inglès’ e settimane bianche a Roccaraso: tutti gli sperperi che avrebbe fatto l’ex direttore con i fondi destinati alle politiche agricole.

Non meglio va con Baldarelli. L’ex direttore, che ha guadagnato 130 mila euro l’anno –sempre secondo l’inchiesta della Procuraavrebbe messo a carico dell’azienda anche le spese personali per un totale di 105 mila euro, accreditando anche piccole spese pari ad 1 euro. Baldarelli avrebbe pagato con la carta aziendale anche lui nelle profumerie, farmacie, avrebbe comprato articoli sportivi, regali per matrimoni, giocattoli oltre a pagare i ristoranti –per un totale di 34 mila euro– e la benzina –pari a 16 mila euro l’anno. Un vero sperpero di denaro pubblico a quanto pare e su cui indaga la Procura che trova sospette anche alcune ‘assunzioni’. La denuncia nasce dal fatto che il personale assunto presso l’azienda privata Almaviva Spa viene improvvisamente trasferito dal direttore Gulinelli nella parte pubblica della società SIN.

Le assunzioni sembrerebbero pilotate da rapporti di amicizia e familiarità su sui indaga la Procura: assunti Fabio Erri, nipote del sindaco Gianni Alemanno, Simona Basili, figlia di Mario e membro del collegio sindacale AGEA e TELAER –società controllata dalla SIN e vari amici di infanzia di Antonio Buonfiglio, sottosegretario alla Politiche Agricole. Queste assunzioni e spese anomale, aprono una cicatrice che non si rimargina ancora nel Ministero delle Politiche Agricole dopo il recente arresto di Giuseppe Ambrosio, ex capo di gabinetto dei ministri Galan e Zaia.

GIUSEPPE AMBROSIO il ‘CENTURIONE’ – Lo chiamano così, il ‘Centurione’, l’ex capo di gabinetto Giuseppe Ambrosio arrestato il12 dicembre 2012 dopo l’indagine condotta dalla Procura di Roma. Ambrosio il Centurione nasce sotto l’ala protettiva di Alfonso Pecoraro Scanio. Nel marzo del 2012 viene nominato direttore generale del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura. La Procura di Roma è insospettita da alcuni concorsi per dirigenti vinti da Ambrosio, dalla moglie Stefania Ricciardi –diventata poi dirigente del Ministero delle Politiche Agricole e ricevendo 89 mila euro in un’occasione per gli appaltied altri amici senza avere, in realtà, titoli di accesso esatti. Durante l’ inchiesta spuntano molti ‘nomi amici’ del Centurione e piazzati qua e là dov’era possibile: Monica Ricciardi, parente della moglie, sistemata nel ministero; la figlia Benedetta, il faccendiere Michele Mariani diventato assistente amministrativo e membro della Commissione di Controllo sull’erogazione dei Fondi ministeriali. Non mancano all’appello neanche le due ‘intime amiche’: Amelia Fucino Da Grazzaniseripagata con una consulenza al Ministero– e la polacca Izabela Malgorza Krupa, assunta in una delle società vincitrici degli appalti pilotati dallo stesso Ambrosio.

A peggiorare la situazione alcune intercettazioni. La prima tra lo stesso Ambrosio e Massimo Spagnolo, direttore della IREPA onlusuna società di biologia marina che dal Ministero ha ricevuto 9,7 milioni di euro dove i “piaceri” vengono criptati come “mozzarelle”. Altra telefonata del Natale 2010 tra il Centurione e Mario Di Trani, sindaco di Maratea. Ambrosio aveva destinato 63 mila euro dal fondo agricolo per Maratea e in cambio il sindaco aveva evitato i controlli edilizi sulle due villette del Ambrosio.

Un do ut des chiaro dalle intercettazioni: il sindaco parla di “attenzioni” che Ambrosio ha destinato alla loro terra e per cui va ringraziato. Storia simile a Todi: anche qui Ambrosio ha una villa e riesce a detrarre 125 mila euro dal fondo pubblico per la città. In questo caso il ringraziamento è con un sms: “Carissimo Giuseppe –scrive il sindaco di Todi– nel ringraziarti per tutto l’aiuto che ci dai ti auguro un sereno Natale. Dio ti benedica.”  

Una brutta storia che è valsa l’arresto di Giuseppe Ambrosio e di sua moglie, Stefania Ricciardi mentre si cerca di fare chiarezza sul perché nessuno abbia mai controllato tutto quello sperpero di denaro pubblico dai fondi destinati alle Politiche Agricole e mai investiti.

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