SPRECHI/ Abruzzo: la crisi? Per i dirigenti di Regione non esiste: stipendi aumentati

Nella long list degli sperperi anche la Regione Abruzzo. La denuncia parte da Carlo Costantini che definisce i dirigenti della Regione una “casta protetta” dalla politica locale ma soprattutto premiati con vitalizi e indennità che arrivano a cifre da capogiro. Sembra che negli uffici di dirigenza d’Abruzzo non si conosca crisi: nel bilancio 2013 risultano 1 milione e 150 mila euro in più rispetto allo scorso anno per la spesa dei dirigenti. Cresce anche il Fondo per i finanziamenti di retribuzione di posizione, definito un “premio immotivato”.

 

di Maria Cristina Giovannitti

La crisi economica di questi anni ha dimezzato tutto, tranne gli stipendi dei dirigenti della Regione Abruzzo. La denuncia arriva da Carlo Costantini, capogruppo dell’Idv in Regione che attacca gli stipendi dei dirigenti e li definisce una “casta protetta” da anni ed anni di amministrazioni. Sotto accusa è il Bilancio 2013, i vitalizi e le indennità troppo alte per un periodo di spending review totale.


BILANCIO 2013 – Nessun taglio, bensì aumenta la spesa complessiva da destinare ai dirigenti di ben 1 milione e 150 mila euro. Se nel Bilancio 2012 la Regione Abruzzo registrava 9.606.825 euro per i dirigenti, nel 2013 si stanziano addirittura 10.752.572 euro. Il trattamento economico dei dirigenti passa così dai 4,2 milioni di euro dello scorso anno, a 4,6 milioni del 2013. Al vaglio della critica anche le indennità percepite quasi al 100%, senza nessuna riduzione. A lievitare, in controtendenza alla crisi, anche il Fondo per i finanziamenti di retribuzione di posizione che dai ‘soli’ 5.401.000 di euro del 2012, oggi arriva a 6.137.479. Questa sarebbe una regola obbligata dall’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni -a detta dell’Assessore alle Risorse Umane Federica Carpineta– secondo cui anche se diminuiscono i dirigenti, le funzioni rimangono.

In effetti il numero dei dirigenti, con la giunta Chiodi, è stato ridotto da 120 – nel 2008 – agli 80 attuali. Inoltre, con il taglio dei dirigenti, sono stati soppressi a novembre 2012  anche tre enti locali, l’ARSSA per l’agricoltura, l’APTR per il turismo e Abruzzo Lavoro. La Carpineta aveva annunciato con orgoglio questi tagli: “La soppressione ha l’obiettivo di una sana e trasparente competenza basata sul merito tra tutti i dipendenti. Una scelta per meritocrazia e risparmi”.

sprechi_regione_abruzzoAbolire le tre agenzie voleva dire eliminare la tradizione per cui ogni dipendente di categoria D doveva avere un incarico come capo-ufficio e ridurre le spese per la Regione. Così doveva essere ma non lo è stato: per il 2013 lo stazionamento del denaro destinato ai dirigenti ha avuto un rincaro del 12%.

Ma in questo periodo di crisi come sono possibili dei rincari così evidenti? Questa la domanda dell’IdV con a capo il consigliere regionale Carlo Costantini che parla di “premi immotivati”. A quanto pare per la Regione Abruzzo – una regione che subisce ancora i postumi del terremoto e dello sciacallaggio – il risparmio è un optional che insospettisce l’opposizione. Il consigliere Costantini contesta all’Assessore quei tagli che sacrificano tutti e che per i dirigenti, invece, sono fatiscenti: la Carpineta aveva assicurato che dal 1 gennaio 2013 ci sarebbe stato un ingente risparmio pari a 4 milioni di euro che ad ora non si è ancora avuto. Rincara la dose il consigliere del’IdV che chiede apertamente alla giunta Chiodi perché “fino al 2011 le buste paga dei dirigenti erano consultabili on line sul sito della Regione mentre ora sono state oscurate”.

Costantini definisce i dirigenti una “casta protetta”: infatti già nel 2011 si era pensato ad un referendum abrogativo regionale per i vitalizi e le indennità così alte dei dirigenti. Vennero raccolte ben 250.045 firme ma si rivelò tutto inutile. A ‘proteggere’ i dirigenti è l’iter burocratico che dal 1987 con l’approvazione della prima Legge Istitutiva del Referendum regionale impedisce – ormai da 26 anni – di utilizzare un referendum abrogativo per ridurre i costi della politica.

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