Spese pazze della Casta friulana: una pistola e un set di pentole con i soldi della Regione

Manca una settimana alla scadenza per la presentazione delle liste alle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia. Le inchieste della Corte dei Conti e della procura di Trieste vanno avanti, alla scoperta di chi ha effettuato spese pazze coi soldi della Regione. La follia? Una pistola scacciacani acquistata da un leghista e un set di pentole comperato da un esponente del Pd. Con i soldi dei contribuenti, questo ed altro…

 

di Viviana Pizzi

La spesa più strana è stata riportata da “Il Piccolo” di Trieste in un articolo di Corrado Barbacini. Si tratta di uno scontrino riferito al conto di un’armeria dove sarebbe stata acquistata, udite udite, una pistola. Le spese, lo ha anche ammesso, sono riferite al consigliere della Lega Enore Picco che si è recato per tre volte all’armeria di Villa Santina: il 26 febbraio 2011 ha speso 1030 e 145 euro, e altri 171 la terza volta. Lui ora non può e non nega di essere stato l’autore della “spesa militare” ma nega fermamente di aver comprato una pistola.


LA PISTOLA RIMBORSATA

Ci saremmo messi le mani nei capelli anche se la pistola  non fosse stata acquistata con i soldi del consigliere regionale. Ci saremmo chiesti se fosse servita a coadiuvare quei cittadini più estremisti che pensano di aiutare le forze dell’ordine con ronde notturne criticabili e pericolose. Sapere che queste spese sono state fatte tra l’altro con i soldi della Regione ci appare ancora più grave.

Se si sentiva minacciato da qualcosa o qualcuno non era forse più civile presentare denuncia all’autorità giudiziaria? Noi pensiamo certamente di sì perché l’uso delle armi si può rivelare molto pericoloso al di là della spesa in se.

Come sarebbe però certificata? Lo scontrino dell’armeria di 145 euro parla chiaro. Si tratta, visto il prezzo basso, di una scacciacani. Non è un’arma mortale  ma chi però viene minacciato da essa non immediatamente si rende conto dell’effettivo pericolo davanti al quale si viene a trovare. Non è emerso ancora a cosa si riferisca poi lo scontrino da 1030 euro. Che potrebbe essere ricondotto a qualcosa di più pericoloso. Lo scontrino, insieme agli altri, è stato acquisito agli atti della procura contabile guidata da Maurizio Zappatori e del pm del Tribunale Federico Frezza. Le accuse contestate si vanno ormai consolidando. Si tratta di danno erariale nell’inchiesta della Corte dei Conti e di truffa e peculato per la giustizia penale.

La giustificazione dell’acquisto della pistola? “Spese di rappresentanza”. Il rimborso è avvenuto in maniera cash. Mani in alto sono il Friuli Venezia Giulia: questo ci sembra il tenore di tutto ciò. Tutto questo però oltre che essere lesivo nei confronti di questa regione lo è per la stessa Lega Nord. Lo sa bene Renzo Tondo che con molta probabilità non ricandiderà il “consigliere pistolero”.

 

CHI SONO GLI ALTRI INDAGATI? ECCO GLI UNDICI DEL PDL

Oltre a Enore Picco della Lega chi sono gli altri indagati? Undici sono soltanto quelli del Pdl che sostiene la maggioranza di Renzo Tondo.

Si sono macchiati di questo delitto i due terzi dei rappresentanti del Partito anche se durante la riunione nessuno aveva ammesso la propria colpa.

Gli indagati sono: Piero Camber, Gaetano Valenti, Alessandro Colautti, Paolo Santin, Roberto Marin, Maurizio Bucci, Antonio Pedicini, Franco Dal Mas, Piero Tononi e Franco Baritussio.

Tutti naturalmente fingono di non sapere per che cosa sono finiti al centro dell’inchiesta. Tranne Paolo Santin che ammette di aver “regalato” nel 2011 a nome del Pdl 15 felpe per una squadra di calcio amatoriale. Sa di non essere ricandidato ma accetta la cosa “con sportività”, dicendo: mangerò lo stesso.

 

LEGA NORD: ALTRI DUE INDAGATI OLTRE AL PISTOLERO

pistola_scacciacani_friuli_soldi_regioneEnore Picco non è l’unico indagato della Lega Nord. Insieme a lui ci sono il capogruppo Danilo Narduzzi e Federico Razzini.

A loro carico anche le spese di rimborso per i biglietti della Lotteria, per l’igiene intima e una spesa irrisoria  di 42 euro di biglietti del cinema. Finire nelle maglie della magistratura per spese milionarie forse ne vale anche la pena. Ma entrare nel registro degli indagati per danno erariale per aver sottratto alla Regione Friuli Venezia Giulia una somma così modesta per vedere un film ci sembra un qualcosa di davvero scandaloso.

Perché è un costo che anche i comuni mortali, quelli con uno stipendio di mille euro al mese, sostengono con le proprie tasche e senza pensarci due volte quando una pellicola è di loro gradimento. Quello dei consiglieri friulani e in particolar modo dei leghisti si può definire uno spreco a sbruffo ossia immotivato.

 

GUAI ANCHE IN CASA PD: QUATTRO INDAGATI. E SPUNTA UN SET DI PENTOLE

Oltre all’ex presidente del Consiglio Gianfranco Moretton, ora passato nelle file dei montiani, ci sono a che Giorgio Baiutti, Sandro Della Mea e Alessandro Tesini. Nessuno di loro verrà ricandidato dal segretario regionale e candidato alla presidenza della Regione Debora Serracchiani.

Come ha speso il denaro Moretton? Secondo gli inquirenti comprando un set di pentole da poche centinaia di euro. Il diretto interessato smentisce e dice di aver fatto regali senza alcun interesse personale. Le pentole con i soldi della Regione magari per cucinare carne e pesce acquistati con lo stesso denaro? Comportamento da censurare perché anche in questo caso, come quello del cinema, i comuni mortali acquistano questo genere di cose tutti i giorni al supermercato anche a modici prezzi di 90 euro.

Tutte le mie energie – ha dichiarato Debora Serracchiani-  sono a disposizione di un’azione di pulizia e di ricambio che, se necessario, sarà radicale. La nostra comunità non deve subire le conseguenze del comportamento inqualificabile di un gruppo di consiglieri che non hanno saputo onorare la loro carica”.

 

GLI ALTRI GRUPPI RISULTANO PULITI: GRILLO POTREBBE AVVANTAGGIARSI

Gli altri gruppi risultano puliti. Fuori da ogni tipo di scandalo. Ma la vera novità che potrebbe avvantaggiarsi di questa scelta è il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo rappresentato in Friuli Venezia Giulia da Saverio Galluccio.

Che in questo caso rappresenterebbe la vera novità in un panorama politico dove ormai il sospetto è su tutti i gruppi già eletti, anche quelli che finora non sono entrati nello scandalo rimborsi. Gli indignati friulani il prossimo mese potrebbero scegliere per questo motivo di votare per il Movimento.

Ai posteri l’ardua sentenza perché i sondaggi finora, e le elezioni politiche lo dimostrano, non possono darci il quadro esatto di quello che avverrà.

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