SPESA FARMACEUTICA/ Ricetta dematerializzata: si parte?

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L’ultima volta che siamo intervenuti in materia di spesa farmaceutica è stato in occasione del Progetto Mef il quale è balzato agli onori delle cronache nazionali dopo una nostra ampia inchiesta dello scorso settembre. A distanza di un anno, abortito il Progetto Mef la regione Molise dovrà presentare un piano  al tavolo tecnico Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) sulla ricetta dematerializzata. In cosa consiste? Come funziona?

 

In base al Decreto Ministeriale (DM) del 2 novembre del 2011 le regioni interessate al provvedimento hanno l’obbligo  di stipulare, entro la fine di settembre 2012, un apposito accordo con il MEF e con il Ministero della Salute, per l’adozione di un piano di diffusione nella regione della dematerializzazione della ricetta medica per prescrizioni  a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Questa nuova forma di prescrizione elettronica, che andrà a sostituire, con le dovute eccezioni (es. medicinali stupefacenti e sostanze psicotrope), l’attuale ricetta “rossa” del poligrafico pone l’accento  sulla necessità di passare  da  una modalità di trasmissione asincrona ad una  sincrona dei dati rilevabili in ricetta, attraverso la de materializzazione del cartaceo. Tale forma prescrittiva consentirà, tra l’altro, al sistema TS di arricchirsi di dati riguardanti le prescrizioni in tempo reale.

La “nuova” ricetta sarà redatta in modalità informatica, attraverso l’utilizzo di una applicazione web,  da un medico autorizzato a prescrivere a carico del SSN, ovvero dal sistema gestionale del medico. La ricetta dematerializzata, avente una numerazione univoca a livello nazionale (NRE) e inviata ad un sistema di accoglienza centrale, avrà la stessa valenza dell’attuale ricetta “rossa”.

La fase di sperimentazione, che dovrebbe partire nel giro di pochi mesi, vedrà coinvolti un numero limitato di medici prescrittori, di assistiti e di erogatori della prestazione tanto da  limitarsi in questa prima  fase alle sole prescrizioni farmaceutiche. Inoltre, a tutela dell’assistito la normativa prevende il rilascio da parte del medico prescrittore della stampa di un promemoria della “ricetta elettronica”. Per capirne di più abbiamo ascoltato il Dott. Luigi Sauro, Presidente di Federfarma Molise, il quale ha dato la propria disponibilità, come categoria, ad una prima fase sperimentale. 

Dott. Sauro il progetto della ricetta dematerializzata sembra ottimo sia in termini di fattibilità territoriale che in termini economici. Ci può dire in maniera concreta il funzionamento del nuovo sistema?

“Certo. Il sistema è molto semplice : prescrittori ed erogatori sono in rete e in tempo reale vengono chiuse le ricette. Il bollino viene letto con il lettore ottico e una volta inviato  diviene irrecuperabile e non più leggibile per cui lo si può tranquillamente lasciare sulla confezione erogata”.

Cosa significa questo?

“Tecnicamente si brucia la fustella che ha i dati della tracciabilità del prodotto stesso fino al consumatore ultimo che viene individuato attraverso il codice fiscale”.

Costi dell’operazione?

“Tutto questo a costo zero per ente regione e a costo quasi nullo per erogatore e prescrittore. Ragion per cui ciò che noi per mesi abbiamo gridato nel deserto oggi sta divenendo la realtà dei fatti”. 

Ringraziando il dott. Sauro per la sua disponibilità, e in attesa della partenza, ci auguriamo che un nuovo progetto per la riduzione della spesa farmaceutica e di conseguenza di risparmio generale non venga abortito e in qualche maniera ‘rinnegato’ come il ben più famoso Progetto Mef.

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