Spending review, la Lega degli sprechi la spara grossa: “Separare l’Emilia dalla Romagna.”

A presentare un disegno di legge di natura costituzionale alla Camera ci ha pensato il segretario della Lega Nord romagnola Gianluca Pini. Qualora la popolazione di un terzo del territorio rappresentato tramite un referendum chieda la costituzione di questa ventunesima regione quale sarebbe il costo del nuovo carrozzone? Quasi 4 milioni di euro solo per la casta politica. E un aumento totale dei consiglieri pari a 20 unità e di 4 assessori in più. Che passi il disegno di legge che riporterebbe la divisione di Emilia e Romagna a prima del 1970 è cosa alquanto improbabile visto che al centro dell’agenda del Governo Letta c’è l’abolizione delle province che punta proprio a tagliare i costi della casta.

 

di Viviana Pizzi

In tempo di europeismo, di spending review e di abolizione delle province per ridurre al massimo le spese della pubblica amministrazione arriva letta_e_la_divisione_dellemilia_romagnala presentazione di una proposta choc in netta controtendenza con quello che il Governo Letta vuole. Si tratta dell’istituzione di una ventunesima regione quella che forse il cantautore Raoul Casadei avrebbe sognato nella canzone “Romagna Capitale”.


ARRIVA IL DISEGNO DI LEGGE PER LA COSTITUZIONE DELLA REGIONE ROMAGNA

Infatti è del 20 maggio la presentazione di un disegno di legge alla Camera dei Deputati che punta alla costituzione della Regione Romagna.

Si tratta di una vera e propria secessione di quella che oggi è la Regione Emilia Romagna con la costituzione di un nuovo ente che possa comprendere le attuali province di Ravenna, Forlì- Cesena e Rimini e i comuni della provincia di Bologna situati al sud est del fiume Sillaro nella divisione naturale delle due realtà territoriali che costituiscono l’attuale Regione nata nel 1970 proprio dalla fusione delle vecchie Emilia e Romagna.

Il testo della legge, di recentissima presentazione, non è ancora disponibile sul sito ufficiale della Camera dei Deputati dove, come abbiamo visto, c’è solo l’annuncio che comunque sa di ufficialità.

Ora ci chiediamo chi abbia avuto la formidabile idea di costituire una nuova regione, l’eventuale ventunesima in Italia. Il primo firmatario del disegno di legge non è altro che Gianluca Pini segretario della Lega Nord Romagna dal 1999 come possiamo controllare anche qui ed eletto deputato nella sedicesima e diciassettesima legislatura.

Nonostante non ci sia ancora il testo della legge possiamo però già ipotizzare come si vorrebbe procedere alla creazione della ventunesima regione visto che nella presentazione del progetto di legge è già contemplata la forma della modifica della suddivisione del territorio italiano che sarà una proposta di legge di tipo costituzionale.


PER PROCEDERE BISOGNA INDIRE UN REFERENDUM PREVISTO DALL’ARTICOLO 132 DELLA COSTITUZIONE

Un’idea di quello che dovrebbe accadere ce la da il Movimento per l’Autonomia della Romagna nato nel 1990 e che ha nel suo statuto il riconoscimento della Regione Romagna divisa dall’attuale territorio dell’Emilia- Romagna.

Nello statuto pubblicato è possibile capire che secondo l’articolo 132 della Costituzione Italiana  “Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli Regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti e la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli Comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate e la proposta sia approvata con Referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse”.

tentativo_di_divisione_della_regione_romagnaIl cammino che auspica quindi il segretario della Lega Nord non è affatto semplice. Bisogna prima verificare se nel territorio che delimita i naturali confini della Romagna ci siano effettivamente un milione di abitanti. E poi ci vuole la richiesta dei consigli comunali che qualora seguano le direttive del Governo Letta sulla spending review non firmeranno certamente una proposta di legge che mira a creare un altro ente che è di certo una spesa in più per lo Stato.


QUANTO COSTEREBBE LA REGIONE ROMAGNA: VENTI CONSIGLIERI REGIONALI, QUATTRO ASSESSORI E UN PRESIDENTE PER UN TOTALE DI QUASI 4 MILIONI DI EURO ALL’ANNO SOLO PER LA CASTA

Se la Regione Romagna dovesse avere una popolazione di un milione di abitanti avrebbe diritto a venti consiglieri regionali, un presidente del Consiglio Regionale e un Presidente della Giunta.

Qualora dovesse arrivare ad essere compresa in una popolazione tra 1milione e 2 milioni di abitanti, con l’inserimento di comuni marchigiani che vogliono passare in provincia di Rimini,  i consiglieri spettanti sarebbero 30. Di più non si può anche perché l’attuale Emilia Romagna ha una popolazione di 4.354.450 abitanti.

Ora riferendoci ai costi di assessori e consiglieri della regione presieduta da Vasco Errani possiamo facilmente capire quanto verrebbe a costare l’entourage amministrativo del nuovo ente concepito dalla Lega Nord.

I 50 consiglieri regionali dell’Emilia Romagna tra indennità di carica, rimborso spese forfettario e rimborso chilometrico percepiscono tra i 6444, 3 euro mensili di Galeazzo Bignami del Pdl fino ai 10192,6 di Andrea Pollastri sempre del Pdl.

Ora facendo una media tra i due valori otteniamo la cifra di 8318, 45 euro al mese per ogni consigliere regionale. Ora moltiplicando il dato per i 20 consiglieri presenti otteniamo la cifra di 166.369 euro. E se i consiglieri fossero 30 si arriverebbe a 249. 553 euro mensili.

E in un anno? Solo le spese per pagare i consiglieri si andrebbero a posizionare tra 1.9996.428 euro  e i 2.994.642 euro.

E le spese per il presidente della Regione? Se dovesse avere lo stesso stipendio di Vasco Errani che guadagna 8.642,7 euro all’anno dovremmo calcolare altri 103.712,4 euro all’anno.

E gli assessori? Nell’attuale Emilia- Romagna sono 13 più il presidente su 50 consiglieri. Se il rapporto dovesse rimanere pari in un consiglio a 20 dovrebbero esserci 5 assessori. In uno a 30 dovrebbero esserne 8. Se si volesse applicare il tariffario della regione dove guadagnano meno ossia la Toscana con 6.620 euro con una giunta a cinque si spenderebbero 397.200 euro l’anno mentre con una a 8 635.520 euro.

vasco_errani_e_la_separazione_della_romagnaTirando le somme la nuova Romagna verrebbe a costare soltanto per la voce politici 2.497.340 euro con un consiglio a 20 e 3.733.874 con uno a 30.

Senza tener conto di affitto di locali per l’insediamento del nuovo consiglio regionale, auto blu per il presidente e gli assessori che potrebbero far lievitare i costi anche fino a 10 milioni di euro all’anno.

I più favorevoli alla creazione della Regione Romagna però potrebbero dire: si istituiscono consiglieri e assessori in Romagna e si tolgono in Emilia. Tutto questo è vero ma fino a un certo punto. Perché in caso la nuova istituzione togliesse soltanto un milione di abitanti all’attuale Emilia Romagna la popolazione dell’Emilia sarebbe di 3.354.450 persone.

Che comporterebbe un consiglio regionale a Bologna di 40 elementi come risulta qui  (Italia). Quindi 40 in Emilia e 20 in Romagna porterebbero a un aumento assoluto di 10 consiglieri. E gli assessori? Ai cinque romagnoli si aggiungerebbero i 10 emiliani con un totale di 14, uno in più dell’attuale assetto.

E se l’Emilia fosse nella peggiore delle ipotesi rimaneggiata a 2.354.450 abitanti? Non cambierebbe esattamente nulla. Sarebbe soltanto la Romagna a veder aumentati i consiglieri a 30 e gli assessori a 8. Portando il numero totale dei primi a 70 (venti in più degli attuali 50) e i secondi a 18  (quattro in più dei 14 odierni).

Insomma uno spreco che va nella direzione esattamente opposta della riduzione della Casta e dei suoi costi.


letta_come_silvioE INTANTO IL GOVERNO LETTA VUOLE ABOLIRE LE PROVINCE PER ABBATTERE I COSTI DELLA POLITICA

Mentre la Lega Nord pensa a come raddoppiare la casta emiliano -romagnola il Governo Letta invece vuole ridurre i costi della politica tagliando le province.

In particolare sul tema dei costi della politica Letta ha annunciato la soppressione delle province. Una cosa che in parte era già stata pensata con il decreto sulla spending review del luglio 2012 del Governo Monti proprio per evitare che i costi della casta impantanassero il sistema economico italiano.

Nella volontà di risparmio di Letta è previsto anche che i ministri parlamentari del suo governo non recepiranno lo stipendio previsto sino ad oggi in aggiunta all’indennità e la cancellazione della legge sui rimborsi elettorali.

In tutto questo la costituzione della Regione Romagna c’entra come il cavolo a merenda. Anche se qualche strenuo sostenitore dell’autonomia spera che questo improbabile disegno di legge vada in porto e alla faccia della spending review.

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