SPENDING REVIEW/ La follia del Governo Monti: tagliare la Catturandi di Palermo

Un provvedimento, quello del Questore e del dirigente della Mobile di Palermo, riduce da quaranta a dieci il numero degli agenti in servizio. Giustificazione ufficiale per un’azione che grida vendetta è la mancanza di fondi e la diminuita emergenza. Il Siap, unico sindacato sceso in campo, ha lanciato anche una petizione di firme.

 

di Viviana Pizzi

Tagliare, tagliare sempre tagliare. Questo ormai è il monito che tutti abbiamo dovuto imparare in questi ultimi mesi di governo Monti. Non dappertutto però si possono infilare i tentacoli della spending review, non si possono confondere con quelli a forma di piovra della mafia siciliana.

Purtroppo però questo sta avvenendo proprio a Palermo non ha nulla di giustificabile: il Questore e il dirigente della Squadra Mobile stanno di fatto incominciando a sciogliere la Catturandi.

Un provvedimento che grida vendetta al cospetto di Dio e della lotta antimafia che in questi anni ha animato la Sicilia che ha voglia di rinascere e di svegliarsi.

 

COS’È LA CATTURANDI DI PALERMO

catturandi-palermo_chiudeChi sono questi uomini che rischiano di vedersi trasferiti in varie Questure d’Italia: sono agenti (uomini e donne) le cui fatiche quotidiane hanno permesso di arrestare importanti capimafia.Di loro conosciamo solo gli occhi. Occhi della Sicilia che lotta per cambiare. È l’ufficio pubblico con la più alta produttività d’Italia. Nella sua rete sono finiti infatti Bernardo Provenzano, Salvatore Lo Piccolo,  Domenico Raccuglia e Matteo Messina Denaro. I latitanti della mafia non sono però finiti e l’ufficio, quello che verrà presto smantellato avrebbe avuto ragione d’esistere ancora e per molti anni.

E invece no, una comunicazione del sindacato di polizia Siap annuncia questa chiusura, seguito da articoli dei giornalisti famosi per la loro lotta all’antimafia. Una Squadra che ha provveduto a formare le carriere di molti dirigenti  (Capi della Polizia, Vice Capi, Questori, Dirigenti Generali e Superiori, Primi Dirigenti). E mentre questi ultimi davanti alle telecamere si vantavano anche della cattura degli altri Lo Piccolo, Adamo e Nicchi , fino all’arresto di Salvatore Bonomolo in un centro commerciale di Porlamar in  Venezuela gli uomini della Catturandi erano in borghese, lavoravano nell’anonimato per garantire altri importanti risultati per i quali spesso si finisce per rischiare la vita.

 

COME AVVIENE IL DISSOLVIMENTO DELLA SQUADRA

Di ufficiale, lo ricordiamo, non c’è nulla se non il comunicato allarmante del sindacato Siap. Di fatto però c’è la riduzione del personale che certifica quanto sta di fatto avvenendo. All’inizio gli agenti al lavoro erano 40, poi sono passati a diciotto e alla fine dieci.

E gli altri trenta che fine hanno fatto? Nessuno di loro è stato licenziato dalla polizia ma sono stati semplicemente destinati ad altri servizi. Per le mafie e chi fa affari in tal senso è una vera e propria manna dal cielo mentre il giudice Giovanni Falcone (il giudice che volle la nascita di questo reparto speciale) si rigirerebbe nella tomba a sentire di questa decisione.

 

LA REAZIONE DEL SIAP

Il sindacato di polizia, l’unico che si è preoccupato di quanto sta accadendo, vorrebbe delle risposte su questa assurda posizione del governo.

Alcune prova ad ipotizzarle: la metà dei lavoratori resteranno alla Catturandi, l’assenza di latitanti e che non c’erano risorse. Nessuna di queste però che servono a giustificare un provvedimento così iniquo soprattutto perché non si può arrivare a sostenere che la “mafia è stata sconfitta”. Tutti sappiamo che non è così perché è impossibile sostenere che non ci sono latitanti di mafia, non c’è bisogno della Catturandi così com’è sempre stata e che a Palermo e in tutto il distretto di Corte d’Appello non ce ne saranno in futuro.

Perché Signor Questore – si legge nella nota del Siap – questo non è più un problema sindacale riguardante l’assegnazione di nuovi incarichi al personale, né tanto meno una “semplice riorganizzazione del lavoro o delle risorse” o di spending review “de noialtri”. No!! Questa è una questione che riguarda i mezzi per la lotta alla mafia e che quindi riguarda tutti i cittadini”.

Il Siap non arretrerà di un passo perché chi decide di uffici come la Catturandi di Palermo ha un ruolo centrale nelle speranze e nelle aspettative della società  che deve sapere cosa accade.


CATTURANDI CHIUSA? UNA PAGINA FACEBOOK PER SEGUIRE GLI AVVENIMENTI

Come ormai avviene di recente tutte le lotte si spostano dal reale al virtuale. E così è avvenuto anche per la Catturandi di Palermo. La pagina si chiama Giù le mani dalla Catturandi e contiene tutte le ultime informazioni su quanto accade alla squadra antimafia di Palermo ormai ridotta all’osso.

E dove tutte le persone che sono contrarie a questo provvedimento che starebbero mettendo in atto il Questore di Palermo e il capo della Squadra Mobile possono esprimere la loro opinione. La pagina ha giù un buon numero di adesioni e ciò significa che la popolazione italiana si sta sensibilizzando al problema. Anche se facebook forse non potrà bastare ad evitare che il provvedimento abbia esecuzione.


E INFINE ANCHE LA PETIZIONE DI FIRME

Il Siap non si è fermato alla sensibilizzazione e al comunicato. Su internet ha anche lanciato una petizione di firme per evitare che il provvedimento del Questore di Palermo vada a buon fine. Si tratta di un vero e proprio appello volto alla salvezza della sezione specializzata nella caccia ai latitanti di Cosa Nostra. Si può aderire sia compilando l’apposito spazio bianco con i dati personali sia attraverso i social network facebook e twitter.

La Catturandi – si legge nel testo della petizione è stata la felice risposta dello Stato alle stragi, il cui ricordo brucia ancora sulla pelle dei cittadini onesti. Noi non vogliamo, non possiamo dimenticare, lo dobbiamo a tutti i nostri caduti, ai sacrifici, alle amarezze e anche alle delusioni che abbiamo avuto negli anni. Con la loro movimentazione si è mortificata la dignità di uomini che a Palermo hanno fatto la storia della lotta alla Mafia e costituiscono per il futuro il vero baluardo a “Cosa Nostra” nel Paese. Ripristinare la “Catturandi” così come era prima dei trasferimenti è il nostro obiettivo: evitiamo di lanciare segnali di debolezza al potere criminale”.

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