SONDAGGIO DIGIS/ Risultato shock: dopo lo scandalo Mps 7 elettori su 10 perdono fiducia in Bersani

Era inevitabile che qualcuno prima o poi lanciasse in rete un  sondaggio come questo. Ci ha pensato l’istituto Digis. Gli scandali del Monte dei Paschi di Siena hanno lasciato il segno in una campagna elettorale in cui al centro della scena c’è sempre stato il rapporto tra politica e banche. Inevitabile, visto che Mario Monti e il suo governo tecnico sono stati accusati da sempre di favorire gli interessi degli istituti di credito, ma soprattutto perché è il Pd di Pierluigi Bersani il partito che negli anni ha più gestito il potere economico all’interno dell’istituto di credito senese.

 

di Viviana Pizzi

Nel sondaggio realizzato dalla Digis di Nicola Cesare emerge proprio che il politico più danneggiato da questo scandalo è proprio Pierluigi Bersani che raggiunge una percentuale del 69%.


LE TECNICHE E LE CAMPIONATURE DEL SONDAGGIO DIGIS

I primi a pubblicare i risultati di questo sondaggio sono stati i colleghi de ilretroscena.it. Ai cittadini sono state poste due domande significative: la prima era riferita a quale politico o schieramento potesse ricevere il danno maggiore dalla diffusione della notizia della vicenda. La seconda riguardava invece la percezione sulla responsabilità oggettiva della vicenda. Il campione rappresentativo del popolo italiano che ha risposto ai quesiti è stato suddiviso per riferimento al sesso, all’area geografica, all’ampiezza del Comune di residenza e alla condizione professionale

Le informazione sono state raccolte mediante interviste telefoniche assistite dal sistema C.A.T.I. Alle domande hanno risposto 1001 persone intervistate tutte di età superiore ai diciotto anni. Gli operatori della Digis tuttavia avevano contattato 8148 persone di cui 5145 si sono rifiutate categoricamente di rispondere alle domande. Una intervista su quattro pari a 2.200 sono invece state sostituite.

 

SETTE PERSONE SU DIECI NON CREDONO IN BERSANI

bersani_crolla_sondaggio_shockInevitabile, come abbiamo anche accennato all’inizio, che la vicenda Montepaschi di Siena non influisse sulle intenzioni di voto degli italiani.  Il Pd e il suo leader Pierluigi Bersani sono stati troppe volte chiamati in causa da stampa nazionale e locale toscana come punti di riferimento sia azionari che nelle nomine all’interno del potente istituto di credito.

Per questo motivo, stando ai risultati del sondaggio molte persone che prima dell’esplosione dello scandalo avrebbero votato a occhi chiusi per la coalizione Pd Sel rappresentata proprio da Pierluigi Bersani e dal partito che ha influito più di tutti nelle nomine dei dirigenti di quella banca ora non sono più tanto convinti di rifare la stessa scelta politica. Il dato emerso è schiacciante. Su cento persone ben 69 sono convinte che Pierluigi Bersani avrà molto da perdere. Quasi sette su dieci sono convinte che il Partito Democratico potrebbe perdere molti punti percentuali alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Il 69% infatti pensa che i rapporti storici tra il partito e la Fondazione su cui vive il Monte dei Paschi di Siena hanno fatto perdere proprio al Pd una bella fetta di credibilità. Un crack, quello verificatosi, che per la maggior parte del campione intervistato è dipesa soprattutto da quelle nomine effettuate.

Mario Monti con il suo 17% è molto più distaccato da Bersani. Però  secondo 170 persone che hanno risposto in questo modo il premier tecnico potrebbe essere intaccato da questa vicenda proprio perché gli italiani vedono il suo nome legato a quello delle banche. E i collegamenti con il vaticano di cui noi abbiamo parlato potrebbero influire ancora di più in questa percezione della vicenda. E c’è anche la storia del prestito – salvataggio verso Mps utilizzata proprio dal centrodestra come elemento di corresponsabilità tra Monti e lo stesso Pd.

Anche la possibilità di un accordo di governo tra i due leader appena citati potrebbe aver influito nelle risposte degli italiani. Un dato di fatto che spinge gli italiani a non avere più fiducia nei due leader. La rete ha pure una sua parte in tutta la vicenda: circolano infatti parecchi manifestini in cui si dice, a proposito del Pd: “Se non sono stati capaci di governare una banca figuriamoci un Paese”.

 

CHI CI GUADAGNA?

Dove finiranno i voti che Bersani e anche Monti dovrebbero perdere da questo scandalo Mps? Sicuramente nelle tasche degli altri tre leader di coalizione candidati alla presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel sondaggio Digis la persona che meno avrebbe subito danni da questa operazione è il leader di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia. Infatti solo venti persone su mille, pari al 2%, hanno risposto in tal senso.

Potrebbe Ingroia recuperare i voti sottratti al Pd? Certo che si se si considera che quelle persone che cambiano orientamento di voto dopo questo scandalo cercano invece quei partiti che con i rapporti tra Banca e Governi c’entrano davvero poco.

Trenta persone su 1000 pari al 3% pensano che Grillo potrebbe subire svantaggi dalla vicenda. Il discorso che vale per Ingroia vale anche per il leader del Movimento Cinque Stelle che al pari di Rivoluzione Civile potrebbe catalizzare su di se i voti persi da Monti e Pd.

Sessanta su 1000 pari invece al 6% hanno invece sostenuto che Berlusconi è l’uomo che perderà le elezioni a causa dello scandalo Mps. Per ora i suoi numeri non sono certo aumentati ma c’è chi crede che qualche punto nei sondaggi in questi giorni lo recupererà anche il Pdl.

Il 2% delle risposte ai sondaggi dichiara una cosa grave: sarà la vicenda del Monte dei Paschi di Siena a far cambiare la propria intenzione di voto mentre l’8% si dichiara tentato proprio da questa possibilità. Le risposte sono state date nei giorni successivi all’evento quindi hanno un margine di errore del 3% ma una cosa è certa: in un’Italia governata dalle banche i partiti più esposti al giudizio severo degli elettori sono proprio quelli che hanno ruoli decisivi nella gestione di esse.

 

LA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA

Sulla responsabilità in una vicenda del genere agli elettori è stato chiesto quale sia la percezione sulla responsabilità oggettiva. Per il 59% (sei su dieci) la politica ha le sue colpe per quanto avvenuto. Il 49% pensa invece che politica e finanza sono due cose diverse pur vedendo in maniera negativa il rapporto tra partiti e banche.

La responsabilità degli errori viene vista soltanto in capo ai manager che sono gli unici colpevoli delle operazioni negative messe in campo. Quindi nonostante la politica viene imputata per le scelte fatte gli unici a venir condannati sono i manager (nominati dalla politica stessa) che operano in maniera errata.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.