Sondaggio di Repubblica sui leader di partito: in testa Di Pietro, che precede Bersani e Grillo. Ultimi Berlusconi e Bossi

È appena uscito su Repubblica un sondaggio Demos su politici, tecnici e intenzioni di voto. I tecnici sono in cima alla classifica: Mario Monti (52,1%), Elsa Fornero (40,8%), Luca Cordero di Montezemolo (39,5%) e Corrado Passera(38,6%). Vero è, però, che l’espressione generica “tecnici” nasconde bene il fatto che si tratta, in tutti e quattro i casi, di figure di primo piano del sistema capitalistico. Tra i leader di partito, il più affidabile per gli italiani è Antonio Di Pietro.

grillo_di_pietro_bersaniDi Pietro precede in classifica Pierluigi Bersani, che ha il 36,7%, e Beppe Grillo, al 34,7%. Seguono Nichi Vendola con il 32,9% e Pierferdinando Casini con il 29,9%. In coda Roberto MaroniAngelino AlfanoGianfranco FiniSilvio Berlusconi eUmberto Bossi.

Dal sondaggio si rileva un certo timore degli italiani rispetto alla politica, benché le quotazioni di Monti siano in calo rispetto al novembre del 2011 e malgrado lo siano soprattutto quelle dei suoi ministri.

Evidentemente, adesso gli italiani ripongono ancora delle speranze in una gestione tecnica. La crisi economica porta incertezza e timori, mentre i media trasmettono prudenza. Per il sondaggio in questione, il Pd è il primo partito. Sul risultato di Bersani, oltre all’appoggio a Monti, pesano evidentemente le incertezze, i ripensamenti e il tempo perso. Specie in tema di lavoro, occupazione e alleanze. Bersani non ha ancora deciso che cosa fare: se, sull’invito di Di Pietro e Vendola, costruire l’alternativa a sinistra oppure guardare altrove.

Di Pietro, in questo momento di forte e indiscriminata critica dei partiti, si posiziona sopra Grillo, che dopo le ultime amministrative non può considerarsi diversamente dagli altri leader di partito. Infatti, Grillo ne ha il carisma, la responsabilità e l’influenza.

Probabile che il primato di Di Pietro dipenda da un’opposizione ritenuta costante dagli italiani: le campagne referendarie, le leggi d’iniziativa popolare, l’opposizione alle banche e alle lobby. Ciò insieme a una proposta politica alternativa: dalla riduzione degli sprechi alla bonifica del parlamento, dalla Finanziaria più equa alla difesa dei lavoratori.

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