Sondaggi truffa: tutto e il contrario di tutto

Oltre la truffa della restituzione dell’Imu a cui un italiano su tre ha creduto, c’è stata una truffa più sottile, che però non è riuscita a condizionare il voto degli italiani: quella dei sondaggi e degli istant poll. Le loro previsioni? Un’Italia governabile e di centrosinistra. La realtà? Netta affermazione del Movimento Cinque Stelle e Senato ingovernabile.

 

di Viviana Pizzi

Secondo i sondaggi la coalizione di centrosinistra avrebbe dovuto governare il Paese senza problemi con la maggioranza sia alla Camera che al Senato. A dati definitivi però ci troviamo di fronte a una situazione di ingovernabilità per la quale Bersani è stato quasi costretto ad aprire l’alleanza di Governo anche al Movimento Cinque Stelle che fino a qualche giorno prima delle elezioni era stato considerato una minaccia elettorale.

Gli errori dei sondaggi si dovrebbero calcolare in base a una percentuale di due o tre punti. In alcuni casi però non è andata così e soprattutto in quello del Movimento Cinque Stelle. Una sua affermazione era stata prevista ma non una vittoria di questa portata. Ora però guardiamo gli errori effettuati basandoci su due dati. Il primo è la differenza in percentuale tra i voti ottenuti e quelli previsti. Il secondo è il margine percentuale degli errori. Un quoziente che più le preferenze ottenute sono basse e più si allarga in base alla differenza. Tutti i dati riguardano la Camera dei Deputati su scala nazionale.

 

GLI ERRORI NEI CONFRONTI DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE

Il risultato nazionale del Movimento Cinque Stelle alla Camera si attesta su una percentuale del 25,5%.  I sondaggi però avevano previsto tutt’altro. La media dei sondaggi italiani infatti avevano dato il partito di Beppe Grillo al 14,5%.

Qui gli errori non sono stati di due o tre punti ma di undici. Secondo i sondaggisti il Movimento Cinque Stelle avrebbe infatti dovuto classificarsi al terzo posto. Ora due sono le possibilità: o i calcoli vengono effettuati non tenendo conto di un campione significativo di persone (i sondaggi vengono realizzati su campioni di mille interviste telefoniche o in strada tenendo conto di provenienza geografica ed età dell’intervistato) oppure che gli intervistati possano mentire a chi gli chiede come votare.

L’affluenza alle urne è calata ma è anche evidente che l’errore potrebbe essere nato anche non calcolando la direzione verso la quale si sarebbe orientato il cosiddetto voto degli indecisi. Fatto sta che l’errore nei confronti del Movimento di Grillo, che tuttavia non ha condizionato il voto degli italiani si è attestato su percentuali del 76%.


GLI ERRORI NEI CONFRONTI DEI PARTITI DELLA COALIZIONE DI BERLUSCONI

Gli errori più gravi dei sondaggi sono stati nei confronti del Movimento Cinque Stelle. Tuttavia non hanno risparmiato gli altri partiti italiani. I sondaggisti di tutta Italia non hanno nemmeno considerato gli effetti che la restituzione dell’Imu promessa da Berlusconi e dell’abbattimento di tutte le tasse avrebbero prodotto nella coscienza degli italiani.

Secondo i sondaggi infatti il Pdl avrebbe dovuto raggiungere alla Camera il 19,6% dei voti . Le urne però hanno dato anche qui un risultato diverso attestando il partito di Berlusconi al 21,6%. Le previsioni lo vedevano come secondo partito. I risultati invece gli hanno dato la medaglia di bronzo. Lo scarto è certamente inferiore a quello fatto registrare dal Movimento Cinque Stelle ed è pari al 2%. La percentuale degli errori è però del 10%. Sbagliata anche la previsione dei voti al partito di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia. I sondaggi lo davano all’1,8% mentre si è attestato sull’1,9%. Lo scarto è dello 0,1% ma la percentuale sull’errore è del 5%.

truffa_sondaggi_elezioni_2013Fin qui gli errori di difetto. Anche nel centrodestra ci sono stati partiti che però hanno ricevuto un consenso inferiore a quello previsto dai sondaggi. La  Lega Nord ad esempio secondo le previsioni si sarebbe dovuta attestare al 5,4% . I voti si sono fermati al 4,1% con una differenza di 1,3 punti e una percentuale di errore del 24%. Stesso discorso per La Destra di Storace che avrebbe dovuto ottenere lo 0,9% dei voti. I dati del Ministero dell’Interno hanno invece fermato la percentuale allo 0,6% con una differenza di 0,3%. La percentuale di margine di errori è comunque del 33%.

 

ERRORI CLAMOROSI ANCHE PER LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA

Secondo tutti i sondaggisti il Pd di Pierluigi Bersani doveva essere il primo partito in Italia arrivando al 29,6% dei voti. Alcuni lo davano addirittura al 33%. I risultati reali però hanno attestato il partito al secondo posto con il 25,4% delle preferenze. Lo scarto di voti è del 4,2%. Con una percentuale di errori del 14%.

Errori anche nei calcoli dei voti di Sinistra Ecologia e Libertà che i sondaggi davano al 3,9% mentre i dati elettorali danno invece al 3,2%. La percentuale di scarto  è dello 0,7% mentre quella degli errori è del 18%. Con i dati dei sondaggi Bersani era sicuro della vittoria su entrambe le Camere. Invece si deve arrendere a una situazione delicata per la situazione del Paese.

 

I SONDAGGI HANNO TOPPATO ANCHE CON LA LISTA MONTI

Mario Monti credeva di bastare da solo a Bersani per governare il Paese e tenere a bada la situazione dei mercati e dello Spread. Invece la realtà ha svegliato anche lui dall’illusione dei sondaggi.

La lista Scelta Civica secondo i sondaggi sarebbe dovuta arrivare al 9,4% e invece si è fermata all’8,3% con uno scarto dell’1,1%. La percentuale di errore in questo caso è del 12%. Stesso ragionamento per l’Udc attestata al 3,4% che invece si ferma all’1,8% con un differenziale dell’1,6% e un margine di errore del 47%. Il partito di Casini non pensava di dover ricorrere agli scarti come miglior perdente di coalizione per entrare alla Camera. Pensava di farlo invece Gianfranco Fini con Fli che i sondaggisti davano allo 0,9% . E’ invece arrivato allo 0,5% con una differenza dello 0,4% e una percentuale di errore del 44%.


LA TRUFFA A RIVOLUZIONE CIVILE E  FARE PER FERMARE IL DECLINO

Vittima dei sondaggi è anche il Movimento Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. I sondaggi lo davano al 4,7% ben dentro al Parlamento. I risultati reali invece lo hanno fermato al 2,5% lasciando tutti gli aderenti fuori dalla porta di Montecitorio. Qui la differenza di voti è del 2,2% mentre la percentuale di errore è del 53%.

Non indenne dagli errori nemmeno il partito “Fare per Fermare il Declino”. Le previsioni lo davano all’1,4% mentre i risultati reali all’1,1% con uno scarto dello 0,3%. La percentuale di errore in questo caso è del 21%.

I sondaggisti avevano disegnato un parlamento diverso di quello davanti al quale ci troviamo. Chi ci crederà più ora? Lo sapremo la prossima volta.

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