SONDAGGI/ Pd sopra il Pdl, Grillo stacca Monti e Rivoluzione Civile si conferma forza parlamentare

Siamo a un mese esatto dal voto e i sondaggi parlano chiaro: alla Camera la coalizione Pd-Sel dovrebbe riuscire a raggiungere i numeri che gli permettano di conquistare il premio di maggioranza per governare. Al Senato invece si ragiona in base a percentuali regionali che, molto probabilmente, impedirà a Pd e Sel di conquistare la maggioranza. Numero più numero la coalizione di Bersani resta in vantaggio di 7 punti e mezzo su Berlusconi, con Monti che ago della bilancia ma superato dal M5S. Rivoluzione Civile di Ingroia intanto, stando ai numeri pubblicati, conferma il suo trend di costante crescita e si propone come forza parlamentare alternativa agli altri schieramenti.

 

di Viviana Pizzi

COALIZIONE PD – SEL AL 34,28%

Partiamo dai sondaggi realizzati dall’istituto Demopolis che raggruppa tutti i dati relativi alla coalizione. Il Centrosinistra inteso come Pd Sel e Socialisti di attesta sul 34,5% dei voti. I sondaggi del ministero degli Interni si discostano di poco. Qui il Pd arriva al 29,6% , Sel al 4,2%, Centro Democratico al 0,7% e altri nella coalizione allo 0,6%. Sommando tutti questi numeri l’area Bersani Vendola arriva al 35,1%. Nei sondaggi Technè realizzati per Sky Tg 24 il Pd arriva al 30,2%. L’Swg che prepara sondaggi per la Rai dice invece che il Partito Democratico si ferma al 29,8%, Sel al 4,4% e Centro Democratico allo 0,7% con un totale del 34,9%. Diversa ancora la situazione del Sp Trend che da il Pd al 28,4% , Sel al 4,3% e gli altri di centrosinistra all’1,3% per un totale di 33,7%. Media sondaggi da invece il Pd al 31,9%, Sel al 4,5% e gli altri al1,1% dando la coalizione intera al 37,5%.

Ora fare una media di questi sondaggi partito per partito è impossibile perché in alcuni sondaggi i dati sono aggregati. Tuttavia l’intera coalizione facendo la media dei sondaggi si attesta sul 34,28%.


COALIZIONE PDL – LEGA AL 26,75%

sondaggi-camera-e-senatoPer par condicio anche qui partiamo dai dati di Demopolis che danno il centrodestra (Pdl- Lega. Fratelli d’Italia e altri) al 27,5%. Ora anche per questi partiti abbiamo i sondaggi abbiamo i dati del Ministero con il Pdl che viene dato al 18,3%, la Lega Nord al 5%, Fratelli d’Italia al 2,4% e La Destra di Storace all’1,4%. Gli altri raggiungono quota 0,4&. In totale la coalizione arriva al 27,4%. Qui i numeri Technè tengono presente invece i dati del Pdl che arriva al 18,1% e della Lega Nord che arriva al 5,2% ottenendo in totale il 23,3%. L’Swg invece dice che il Pdl è arrivato al 15,7%, la Lega Nord 6,1%, Fratelli D’Italia con l’1,5% La Destra 1,1% , Grande Sud 0,5% Mir e Fermiamo le Banche entrambi con lo 0,2%. Il totale della coalizione è del 25,3%. Sp Trend danno invece il Pdl al 16,7% , la Lega Nord al 6,4% , Fratelli d’Italia al 3,1%, la Destra all’1,6% e gli altri di centrodestra all’1,9% con un totale di 29,7% . Media Sondaggi danno il Pdl al 18,3%, la Lega al 5,1% , la Destra all’1,4% e gli altri al 2,6% per un totale di 27,3%.

Anche qui è possibile avere soltanto la media della coalizione visto che per i partiti vengono usati metodi diversi. La media dei sondaggi ci porta a un dato assoluto di coalizione del 26,75%.

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MONTI E I CENTRISTI al 13,1%

L’istituto Demopolis fa attestare la coalizione di Monti sul 15%. Un ago della bilancia perfetto tra Bersani e Berlusconi. I dati del Ministero, quelli ufficiali, danno invece la lista “Scelta Civica per Monti” al 9,5% , l’Udc al 3,8% e Fli all’1% per un totale di coalizione del 14,3%. I risultati Technè danno la lista Monti al 9,6% senza tener conto degli alleati. I numeri dell’Swg danno la lista Civica con Monti allì’8,8% l’Udc al 4% e Fli all’1% per un totale del 13,8%. Sp Trend da la Lista Monti al 6,7% l’Udc al 3,7% e Fli allì’1% con un totale dell’11,4%. Infine Media sondaggi da La lista Monti al 9,2%, Udc al 4,1% e Fli all’1,2% con un totale del 14,5%.

La media totale dei sondaggi porta la coalizione Monti ad attestarsi sul 13,1%.

 

MOVIMENTO CINQUE STELLE AL 14,35%

Demopolis da il Movimento capeggiato da Beppe Grillo al 16 %. I numeri del Governo invece lo danno al 15% contro il Techné che fa scendere il dato al 14,3%. L’Swg dice che il Movimento Cinque Stelle raggiunge il 15,9% , l’Sp Trend addirittura lo porta in caduta libera all’11,9% per finire a media sondaggi che lo attestano sul 13%.

Il dato medio del Movimento Cinque Stelle è quindi del 14, 35%, 1,4% in più di Mario Monti che con le sue prove di alleanza pretende di tenere sotto scacco un paese intero.


RIVOLUZIONE CIVILE AL 4,94%

L’ingresso alla Camera dei Deputati dovrebbe essere assicurato per la nuova formazione politica targata Antonio Ingroia. E anche al Senato nelle regioni chiave dove supererà la soglia di sbarramento dell’8%. L’Istituto Demopolis da la coalizione in crescita al 4,7%. I sondaggi ufficiali la danno al 4,3% mentre quelli di Technè addirittura la fanno salire al 5,2%. Non distanti i numeri di Swg che la danno al 4,5%, boom in quella del Sp Trend con il 6,4%. Mediasondaggi la da invece al 4,5%.

La media che noi facciamo di questo movimento è del 4,94%.

 

GLI ALTRI

Ci sono poi anche altre forze politiche come Fare per Fermare il Declino di Oscar Giannino che vanno a completare lo scacchiere politico. Sono tutte forze al di sotto del 2% che non vengono però prese in considerazione da tutti i sondaggi. Diventa quindi impossibile per loro, come per gli altri, fare una media assoluta di tutte le pubblicazioni. Il dato più significativo è proprio quello legato al partito di Giannino è quello del Sp Trend che lo fa salire al 4,2% e del Swg che lo ferma al 2,5%.

 

IL PARTITO DEL NON VOTO

Un italiano su tre, stando sempre al sondaggio Swg, non si recherà alle urne perché stanco della politica delle promesse dei vari partiti. Stanco di Monti che per tredici mesi ha alzato le tasse per poi promettere ora di ridurle. Stanco di Berlusconi che riabilita anche la figura di Benito Mussolini pur di catturare voti nell’elettorato della destra estrema. E stanco anche di Bersani che si rende protagonista di mille contraddizioni pur di portare gente al voto. Il vero cittadino è disaffezionato dalla politica, vorrebbe idee nuove soprattutto su come uscire dalla crisi con annessa una ricetta contro la disoccupazione. Sono stanchi di sentir parlare di Spread, Monte dei Paschi di Siena e interessi vari. Vorrebbero una vita più accessibile per tutti e un sistema che garantisca l’arrestarsi della povertà subito. Difficile avere tutto questo in poco tempo e si sa.

Però a quell’elettore su tre che non può pagare l’affitto di casa e le bollette oppure strangolato dall’Imu poco gli importa di sentir parlare politici che, tutti insieme appassionatamente, hanno votato le leggi di impoverimento del Governo Monti. Sono quelle persone che rifiutano persino di informarsi e che probabilmente non conoscono neppure a fondo l’alternativa Ingroia o Grillo. E sono proprio loro, qualora dovessero decidere di prendere in mano il certificato elettorale, a poter cambiare questi equilibri.

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