SONDAGGI/ Grillo scassa Monti, Ingroia tiene, B. recupera. Gli altri? Nei Casini o Fini…ti.

Si chiude tra poche ore, e in maniera definitiva, la possibilità di pubblicare sondaggi relativi alle elezioni politiche e regionali del 24 e 25 febbraio. Chiunque lo farà nelle prossime due settimane rischia multe salatissime. Quindi è in queste ore che si prova a tirare le somme di una campagna elettorale basata su promesse, tasse, novità (poche) e un saliscendi di numeri – abbiamo analizzato tutti gli ultimi sondaggi pubblicati – che in sostanza fotografano la medesima realtà: Bersani è in vantaggio ma Berlusconi recupera, posizionandosi a 5,5 punti percentuali dalla coalizione di centrosinistra. Grillo si pappa, in un sol boccone, Monti e il suo centrino, mentre Rivoluzione Civile, a scanso di soprese eclatanti, si conferma forza parlamentare. Fini è praticamente scomparso, Vendola in caduta libera, Casini boccheggia. 

 

di Viviana Pizzi

Per capire meglio le dinamiche dei numeri andiamo a snocciolare i numeri venuti fuori dai vari sondaggi elettorali che abbiamo a disposizione e, laddove è possibile, faremo una media dei dati venuti fuori per orientarci meglio e avere un numero di votanti il più veritiero possibile.

 

COALIZIONE DI CENTRO SINISTRA al 34,54%

Partiamo come alcuni giorni fa dal sondaggio pubblicato da Demopolis secondo cui le persone disposte a votare la coalizione di Bersani sono pari al 33,6%. I sondaggi di Technè danno invece il Pd al 28,9%, Sel al 3,7 e gli altri del centrosinistra allo 0,5%. In totale la coalizione raggiunge il 33, 1%. L’Ipsos invece parla un’altra lingua e vede il Pd al 31,8%, Sel al 4,2% e gli altri allo 0,7%. Raggruppando questi numeri si ottiene un totale di 36,7%. Il sondaggio Lorien da invece il Pd al 30,6%, Sel al 4,4 e gli altri allo 0,2% per un totale del 35,2%. Media sondaggi infine ha dato il Pd al 29,6%, Sel al 3,9% e gli altri allo 0,6% per un totale del 34,1%.

La nostra media ponderata ci dice che l’intera coalizione dovrebbe attestarsi sul 34, 54%. La coalizione recupera nella nostra media lo 0,26% rispetto al 34,28% del 28 gennaio.  delle preferenze nonostante i recenti scandali bancari che hanno travolto il Pd.


COALIZIONE DI CENTRODESTRA AL 28,88%

Come abbiamo fatto con il centrodestra anche qui iniziamo la nostra disamina con il sondaggio di Demopolis che assegna il 28,5% alla coalizione guidata da Berlusconi. Technè da invece il Pdl al 20,7%, la Lega Nord al 5,5% , La Destra all’1% e gli altri di Centrodestra al 2,2%. In totale la coalizione si attesta al 29,4%. L’Ipsos da invece Fratelli d’Italia al 2,2%, il Pdl al 18,5%, la Lega Nord al 4,9%, la Destra allo 0,7% e le altre formazioni al 1,9% per un totale del 28%. Lorien invece da il Pdl a 20,3%, Fratelli d’Italia all’1,4%, La Destra all’1,2%, la Lega Nord al 6% e Mpa Grande Sud a 0.9% per un totale del 29,9%. Mediasondaggi ha invece attestato il Pdl al 19,6%, la Lega al 5,4%, la Destra al 0.9% e gli altri al 2,7% per un totale di 28,6%

In questo caso la nostra media si attesta sul 28,88%. Rispetto al dato che avevamo il 28 gennaio e che era del 26,75% la coalizione di Berlusconi, con le sue bugie sull’Imu ha recuperato due punti in percentuale.  Ora la distanza con la coalizione di centrosinistra è di soli 5,5 punti.

 

COALIZIONE MONTI al 13,7%

sondaggi_elezioni_2013_ultimi_giorni_prima_del_votoOra analizziamo i voti che la coalizione di Mario Monti si porta in dote dopo le fatiche della sua prima campagna elettorale. Secondo Demopolis la coalizione di Monti è in leggero calo e arriva al 13,6%. Technè da invece l’Udc al 3,3%, Fli allo 0,8% e Scelta Civica all’8,6%. In totale la coalizione arriva al 12,6%. L’Ipsos da a Scelta Civica il 10,1%, all’Udc il 3,9% e al Fli l’1%. In totale si raggiunge il 15%. Lorien da Scelta Civica al 9,8% , l’Udc al 3,2% e Fli allo 0,4% per arrivare al 13,4%. Mediasondaggi infine da Scelta Civica al 9,4%, l’Udc al 3,4 e Fli allo 0,9% per un totale di 13,9%

Se si dovesse andare a votare ora la coalizione Monti potrebbe pescare in media il 13,7% dei voti. Rispetto a quindici giorni fa guadagna lo 0,6% dei voti quando si attestava al 13,1%. Evidentemente qualcuno avrà paura dello spread che sale e chiede stabilità di Governo alla coalizione centrista.


MOVIMENTO 5 STELLE SI CONFERMA TERZO E VOLA AL 15,62%

Ora vedremo se i comizi di piazza di Beppe Grillo hanno influito sui sondaggi del Movimento Cinque Stelle. Secondo Demopolis la percentuale raggiunta è del 18,1%, Technè lo attesta al 16,2%, Ipsos al 14,5%, Lorien al 14,8% e infine mediasondaggi al 14,5%.

La media dei sondaggi è del 15,62%. Il Movimento con tutte le sue innovazioni si conferma terza forza politica in parlamento. Guadagna l’1,37% rispetto al sondaggio precedente che lo dava al 14,35% e aumenta a più di due punti il suo vantaggio su Monti nonostante anche quest’ultimo abbia guadagnato percentuali risicati.


RIVOLUZIONE CIVILE al 4,6%

Demopolis da Rivoluzione Civile di Ingroia al 4,1%, per Technè la musica cambia e lo porta al 5,2%, l’Ipsos riporta il numero sotto il 5% e lo da al 4,3%, per Lorien è al 4,7% mentre per Mediasondaggi arriva al 4,7%

La media dei sondaggi è del 4,6% in perdita dello 0,3% rispetto a quindici giorni fa quando arrivava al 4,94%. L’ingresso alla Camera dovrebbe essere comunque assicurato mentre per entrare al Senato bisognerebbe vedere regione per regione a quanto si attestano i sondaggi. Le regioni dove potrebbe entrare sono la Campania, la Lombardia e la Sicilia.


FARE PER FERMARE IL DECLINO RESTA FUORI DAL PARLAMENTO

Oscar Giannino per Demopolis non supera l’1,4%, Technè lo da all’1,5% e Ispsos lo riporta all’1,4%. Gli altri sondaggi non lo nominano neppure quindi il partito, non collegato a nessuna coalizione dovrebbe rimanere fuori dal parlamento.


LA COALIZIONE DEL NON VOTO

Resta comunque intorno al 30% la percentuale di chi non si recherà alle urne non facendosi convincere né dalle promesse elettorali né dalle bugie che finora soprattutto i tre principali leader di coalizione hanno raccontato ai cittadini per convincerli a votare.

Stando ai numeri la fetta di indecisi maggiori l’ha recuperata comunque il Pdl di Berlusconi. Questi dati restano comunque proiezioni di domande effettuate su campioni di mille persone suddivise per età e residenza geografica e hanno un margine di errore di circa il 3-4% rispetto a quella che sarà invece la realtà che verrà fuori dalle urne.

Chi vincerà e come saranno costituiti i due rami del parlamento lo sapremo di preciso soltanto nelle prime ore di martedì 26 febbraio quando gli scrutini saranno terminati in tutte le regioni d’Italia sia al Senato che alla Camera. Da oggi fino a quel momento la legge impone silenzio sui numeri. Fino a venerdì 22 toccherà ai vari partiti portare dalla propria parte soprattutto gli indecisi e quelli che non andranno proprio al voto. Da oggi fino ad allora porta chiusa ai numeri e spazio soltanto alle loro parole.

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